Attraverso Internet e i CD-Rom gli atenei mettono a disposizione delle imprese i nominativi degli ex studenti Placement offices, job banks, servizi di orientamento professionale, job tickets. Sono solo alcune delle iniziative lanciate, da qualche anno a questa parte, dalle principali università italiane per aiutare i propri laureati nella ricerca del primo impiego. Università mediatrici tra domanda e offerta di lavoro, dunque? Per alcuni atenei è senzaltro così, per altri invece il job placement resta ancora una parola straniera dai contorni non ben definiti, anche se quasi tutte le università stanno avviando iniziative di orientamento, offerte di stage e tirocini, seminari e incontri con le imprese. Ma il placement è importante anche per le aziende e per tutti quei soggetti pubblici e privati si pensi alle agenzie di lavoro interinale alla ricerca di personale. Laccesso agli elenchi dei laureati è infatti consentito dai principali atenei, a riprova della corretta interpretazione della legge sulla privacy, la 675 del 1996, che riconosce e tutela il diritto alla riservatezza dei dati personali. Già alle matricole viene chiesto di esprimersi in merito al consenso per la divulgazione dei propri dati, richiesta che di solito è rinnovata ai laureandi, quando presentano la domanda di laurea. Con lautorizzazione dello studente, quindi, le università non hanno difficoltà a divulgare dati a chiunque lo richieda. Luniversità Cattolica di Milano, ad esempio, ha creato la Job bank, una banca dati contenente i curricula dei laureati dei vari anni accademici. A ogni sessione di laurea è possibile richiedere per iscritto gli elenchi dei neodottori (al costo di 30mila lire), i floppy disk con i curricula (al prezzo di 250mila lire) ed eventuali selezioni di candidati con determinate caratteristiche (al costo di 100mila lire). Il servizio è offerto gratuitamente alle oltre 90 aziende del comitato Università-Mondo del lavoro, che dal 1985 organizza seminari e incontri tra studenti e realtà aziendali. Non è da meno luniversità Bocconi che ha creato il Servizio orientamento professionale e placement, struttura che offre alle imprese lelenco dei laureati (100mila lire a sessione, 500mila lire per labbonamento annuale) su carta o su dischetto. Le aziende però devono impegnarsi a utilizzare i laureati a scopo di recruitment, cioè di avviamento al lavoro. La Bocconi, inoltre, pubblica un notiziario di placement. "Visto che le aziende ricercano soprattutto profili specifici spiega Alessandro Ciarlo, responsabile del placement in Bocconi abbiamo ideato una rivista quindicinale con le offerte di lavoro, che viene spedita ai nostri laureati". Luniversità degli Studi di Milano è in procinto di inserire le liste dei propri dottori, nel frattempo disponibili gratis e su richiesta scritta via e-mail o su floppy disk, nel sito Internet Vulcano, che raccoglierà i dati di tutte le università lombarde. Già attiva su un proprio sito è luniversità della Calabria che due anni fa ha creato la banca dati Laudeca. Chiunque presenti richiesta per iscritto, riceve una password che consente laccesso gratuito alla banca dati. Analoga liniziativa dellagenzia Università-Lavoro della Sapienza di Roma, che ha messo in rete 14mila nominativi di laureati e diplomati, suddivisi per corso di laurea e di diploma. La facoltà di Economia ha avviato il nuovo servizio "Sapienza&Lavoro", consultabile nel sito internet www.eco.uniroma1.it. Da due anni, inoltre, funziona a pieno regime il Placement office della Luiss di Roma, che offre alle aziende, gratis e in tempi brevi (una settimana, dieci giorni), la possibilità di effettuare ricerche mirate di neolaureati o laureandi per tirocini e assunzioni. Discorso a parte merita AlmaLaurea, la banca dati che dal 1994 raccoglie unampia documentazione relativa ai neodottori di 21 università (tra cui Bologna, Parma, Torino, Firenze e Bari). I dati di AlmaLaurea possono essere acquistati, a fini di selezione del personale o di recruitment, su floppy disk (il costo varia da 300mila a 1,5 milioni di lire), su Internet (abbonamento annuale a 1,2 milioni di lire) oppure presso uno degli sportelli autorizzati (da 10mila a 20mila lire per curriculum). Le iniziative di placement sono molte e varie, dunque, ma cè anche chi è rimasto al palo. E' il caso delluniversità Federico II di Napoli, che nega laccesso agli elenchi dei propri laureati trincerandosi dietro il supposto divieto alla divulgazione dei dati personali imposto dalla legge sulla privacy. (Ndr: ripreso da Il Sole 24 Ore-Lavoro&Carriere di Lunedi 18 ottobre 1999) |