Visa scommette sui pagamenti online Grazie alla specifica Set 1.0, una tecnologia di criptazione chegarantisce la sicurezza delle transazioni effettuate via Internet
di Maria Rosaria Zincone
Il sistema, che vede la collaborazione di Mastercard, Microsofte Ibm, è già stato sperimentato con successo in Irlanda.
L'Italia non è la Cenerentola europea nell'utilizzo di Internet. Una recente ricerca condotta da Alchera-Demoscopea stima che in Italia ci siano almeno 1,3 milioni di utenti Internet che si collegano alla rete dalla propria abitazione, dall'ufficio o dall'università. Le aziende in rete sono 44mila e di queste 21mila sono dotate di un proprio sito. I dati forniti da Alchera-Demoscopea sono in linea con la quantità di siti bancari presenti su Internet. Almeno per la quantità dei siti, se non sempre per la qualità dei servizi offerti in rete, il sistema bancario italiano è il primo in Europa.
Queste cifre sono per Visa estremamente significative delle potenzialità espresse dal nostro mercato per quel che riguarda l'operazione che l'organizzazione bancaria sta conducendo sul versante del commercio elettronico con pagamenti in rete attraverso carta di pagamento.
Non abbiamo dati su quanti dei 280 mila esercenti che attualmente accettano le nostre carte -- spiega Edvy Massazza Gal, senior vice president di Visa international Southern Europe -- abbiano un indirizzo Internet, ma sicuramente l'avere a disposizione un servizio di pagamento sicuro ed efficiente come il Secure electronic transaction, il Set, stimolerà molti di loro a dotarsi dell'attrezzatura necessaria. Oltre ai negozianti, anzi forse ancor più di loro, penso che molte aziende produttrici di beni coglieranno questa opportunità che permetterà loro di ottenere, a costi tutto sommato contenuti, una vetrina attraverso la quale proporre direttamente prodotti agli utenti Internet di tutto il mondo, collegata a un sistema di pagamento sicuro.
I sistemi di pagamento si presenteranno puntuali all'appuntamento. Nel giugno scorso Visa international e Mastercard internationl hanno annunciato la pubblicazione della specifica Set 1.0, il protocollo aperto di settore che specifica come le transazioni effettuate con carte di pagamento su Internet e su altre reti aperte possano essere rese sicure attraverso l'utilizzo di una tecnologia di criptazione e mediante un processo di identificazione digitale.
Set 1.0 è il risultato di quasi un anno di continue sperimentazioni condotte sulla precedente versione della specifica resa pubblica (anche su Internet) dalle organizzazioni che l'hanno adottato. La versione 1.0, disponibile presso i siti Web di Mastercard (http://www.mastercard.com) e Visa (http://www.visa.com), include i requisiti commerciali, le specifiche tecniche e una guida per i programmatori.
Insieme con Visa e Mastercard hanno partecipato allo sviluppo della specifica Set società del calibro di Gte, Ibm, Microsoft, Netscape, Rsa data security, Saic, Spyrus, Terisa Systems e VeriSign. Mentre American Express, Diners Club, Jcb e Novus services hanno fortemente sostenuto l'iniziativa e, in futuro, prevedono di offrire soluzioni compatibili con la specifica stessa.
In Europa -- continua Massazza Gal -- la prima transazione su Internet pagata con carta Visa, secondo le specifiche Set, è avvenuta in Irlanda, dove la Bank of Ireland ha effettuato le prime transazioni alla fine di maggio, nell'ambito del progetto pilota europeo Sec (Secure electronic commerce), la più vasta iniziativa sul commercio elettronico che Visa ha in corso a livello mondiale.
Si tratta di un gruppo di singoli progetti pilota ai quali partecipano oltre 38 istituzioni bancarie socie Visa in rappresentanza di 80 banche in 16 Paesi. Ogni progetto -- spiega Massazza Gal -- è seguito passo passo da Visa, ma ovviamente, ciascuna banca va avanti con le proprie risorse, secondo le proprie strategie e alla velocità che ritiene più opportuna. In Italia, per esempio, la prima sperimentazione è prevista per questo autunno.
Tra i progetti più interessanti predisposti da Visa c'è quello denominato E2S, una sperimentazione condotta da nove società europee del settore bancario, tecnologico e della Pubblica amministrazione, per l'uso commerciale di Set nelle transazioni business to business . Il "pilota", finanziato anche dall'Unione Europea, è stato focalizzato sull'utilizzo delle carte Purchasing in base alle specifiche Set.
Con la Banque nationale de Paris, la Société Generale, il Crédit Lyonnais, France Telecom e Gemplus, Visa ha invece collaborato per realizzare un programma, chiamato Projet e-Comm, che prevede l'utilizzo di carte a microcircuito per le transazioni su Internet.
Il programma associa l'utilizzo dello standard Set, compresi certificati digitali, alle carte a microcircuito e ai personal computer dotati di un lettore di carte a microprocessore.
Le sperimentazioni non si fermano però in Europa. A Singapore, per esempio, dove è avvenuta la prima transazione Set con carta Visa a livello mondiale, alcune migliaia di titolari di carta selezionati dalle quattro banche partecipanti stanno prendendo parte a un programma pilota basato sulle specifiche Set e carte Visa, condotto in associazione con il National computer board di Singapore.
Smart Commerce Japan, invece, sarà lanciato il prossimo anno e utilizza carte a microcircuito. Visa e Toshiba stanno collaborando con il ministero per il Commercio internazionale e dell'Industria per utilizzare il borsellino elettronico Visa Cash su reti aperte. L'esperimento prevede anche l'utilizzo di terminali "pubblici", attraverso i quali i consumatori che non possiedono un pc potranno accedere al commercio elettronico.
In Corea l'esperimento ha avuto inizio lo scorso febbraio e nel corso della prima metà dell'anno ad alcune migliaia di titolari di carta è stato fornito il software necessario per utilizzare i dati identificativi delle loro carte Visa per acquistare beni e servizi su Internet.
E' in corso un progetto pilota anche a Taiwan. Durerà per tutto il 1997 ed è articolato in tre fasi. Visa, associata con istituti finanziari soci, fornitori di tecnologia e aziende (tra queste: grandi magazzini, compagnie aeree e agenzie di viaggio), nella prima fase ha assicurato la disponibilità dell'infrastruttura Set a un gruppo iniziale di consumatori ed esercenti. Nella seconda fase, si aggiungeranno altri protagonisti al progetto (titolari, esercenti fornitori di tecnologia). Nell'ultima fase il sistema di commercio elettronico di Taiwan sarà collegato con i mercati di altre aree: Stati Uniti, Europa e Giappone.
Gli istituti finanziari italiani che hanno aderito all'iniziativa -- conclude Massazza Gal -- sono stati lungimiranti, sono saliti su un treno che porta molto lontano. Non solo perché sono entrate in un circuito internazionale destinato a collaborare in tutto il mondo .
(Ndr: ripreso dall'inserto Informatica del Sole 24ore di venerdi 25 luglio 1997) |