CARTA DI NOTO

 

Documento nato dalla collaborazione interdisciplinare traavvocati, magistrati, psicologi, psichiatri, criminologi e medici legali dopoil convegno "Abuso sessuale sui minori e processo penale", tenutosi aNoto il 9 Giugno 1996 ed organizzato dalla Prof.ssa de Cataldo Neuburger edall'Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali:

 

1.      Nell'espletamento delle suefunzioni l'esperto deve utilizzare metodologie scientificamente affidabili erendere espliciti i modelli teorici di riferimento utilizzati.

2.      All'esperto non deve esseresottoposto un quesito volto all'accertamento della verità sotto il profilogiudiziario.

3.      In caso di abuso intrafamiliaregli accertamenti dell'esperto devono essere estesi ai membri del contestofamiliare, e ove possibile, sociale del minore (compreso il presunto abusante).Ove l'indagine non potesse essere espletata con l'ampiezza sopra indicata,l'esperto deve dare atto dei motivi di tale incompletezza. E' da consideraredeontologicamente scorretto esprimere un parere senza avere esaminato ilminore.

4.      L'esperto deve in ogni casoricorrere alla videoregistrazione, o quanto meno, alla audioregistrazione delleattività svolte, consistenti nell'acquisizione delle dichiarazioni o dellemanifestazioni di comportamenti. Tale materiale deve essere posto adisposizione delle parti e del magistrato.

5.      Al fine di garantire nel modomigliore l'obiettività dell'indagine, l'esperto avrà cura di individuare edesplicitare le varie e alternative ipotesi prospettabili in base all'esame delcaso.

6.      Nella comunicazione col minorel'esperto deve: a) garantire che l'incontro avvenga in tempi, modi e luoghitali da assicurare la serenità del minore e la spontaneità della comunicazione;b) evitare in particolare il ricorso a domande suggestive o implicative chediano per scontata la sussistenza del fatto oggetto di indagini.

7.      Nel caso di pluralità di esperti,è opportuno favorire la concentrazione dei colloqui con il minore in modo daminimizzare lo stress che la ripetizione dei colloqui pu˜ causare al bambino.

8.      L'esperto deve rendere esplicitial minore gli scopi del colloquio, tenendo conto della sua età e della suacapacità di comprensione, evitando - in quanto possibile - di caricarlo diresponsabilità per quello che riguarda gli eventuali sviluppi del procedimento.

9.      Deve tenersi conto che lasintomatologia da stress riscontrabile in bambini abusati è in generalerivelata da indicatori psico-comportamentali aspecifici, che in questo casopossono rappresentare risposte a stress diversi quali, per esempio, quellidovuti a conflitti o disagi intrafamiliari.

10.    I ruoli degli esperti nel procedimentopenale, e dello psicoterapeuta o psicoriabilitatore, sono incompatibili.

11.    L'assistenza psicologica in giudizio alminore sarà affidata ad operatore specializzato e si svolgerà in tutte le fasie presso tutte le sedi giudiziarie in cui il caso di abuso è trattato.

12.    L'assistenza psicologica prevista dall'art.609 decies c.p. deve essere svolta da persona diversa dal consulente e non deveinterferire in alcun modo con l'attività dell'esperto. L'assistente psicologiconon potrà esprimere valutazioni sull'attendibilità del minore assistito.

13.    Gli esperti consigliano vivamente che, ovepossibile, le dichiarazioni del minore vengano, fin dal primo momento, raccoltee opportunamente documentate (mediante fono o videoregistrazione) dalla poliziagiudiziaria o dal Pubblico Ministero, con l'ausilio di esperti e comunquetenendo presente i principi contenuti in questa carta. Auspicano inoltre che,in analogia con quanto avviene per i componenti delle sezioni di poliziagiudiziaria presso le Procure della Repubblica per i minorenni, venganoistituiti, dalle forze di polizia, organismi in aggiornamento professionalepermanente per l'intervento nei casi di abuso sessuale sui minori.