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Gli USA pressano la UE: no a normazione rigida su intelligenza artificiale

Il governo degli Stati Uniti consiglia l’Unione europea di astenersi dal regolamentare frettolosamente e in modo troppo stringente l’intelligenza artificiale (AI) prima che siano state condotte adeguate valutazioni dei rischi e compiute le necessarie analisi costi-benefici, così riferisce il sito Euractiv. “L’Europa e i nostri alleati dovrebbero evitare i pesanti modelli di normazione che possono uccidere l’innovazione”, ha affermato una dichiarazione dell’Office of Science and Technology Policy (OSTP) della Casa Bianca secondo cui “si dovrebbe prestare particolare attenzione alla creazione di quadri flessibili anziché imporre una regolamentazione valida per tutti “.

L’amministrazione Trump, nel contesto di una più ampia strategia politco-economica per lo sviluppo delle tecnologie AI, ha di recente emanato una Guidance for Regulation of Artificial Intelligence Applications contenente un decalogo di principi cui tutte le agenzie federali dovranno attenersi allorché si trovino a regolamentare – ognuna in base alle proprie competenze – lo sviluppo, la vendita e l’utilizzo della AI nel settore privato:

  1. Fiducia pubblica nell’intelligenza artificiale – Gli approcci normativi e non normativi del governo nei confronti dell’AI devono promuovere applicazioni di intelligenza artificiale robuste e affidabili.
  2. Partecipazione del pubblico – Le agenzie dovrebbero fornire “ampie opportunità” al pubblico per partecipare a tutte le fasi del processo decisionale.
  3. Integrità scientifica e qualità delle informazioni – Le agenzie federali dovrebbero sviluppare informazioni tecniche sull’intelligenza artificiale attraverso una ricerca aperta e obiettiva di prove verificabili che informino le decisioni politiche e promuovano la fiducia del pubblico nell’intelligenza artificiale.
  4. Valutazione e gestione dei rischi – Un approccio basato sul rischio dovrebbe essere utilizzato per determinare quali rischi sono accettabili e quali rischi presentano la possibilità di danni inaccettabili o che hanno costi previsti superiori ai benefici previsti.
  5. Vantaggi e costi – Le agenzie dovrebbero considerare attentamente tutti i benefici per la società e gli effetti distributivi prima di valutare le norme.
  6. Flessibilità – I regolamenti dovrebbero adattarsi a rapidi cambiamenti e aggiornamenti alle applicazioni AI.
  7. Equità e non discriminazione – Le agenzie dovrebbero considerare le questioni di equità e non discriminazione rispetto ai risultati e alle decisioni prodotte dall’applicazione AI in questione.
  8. Divulgazione e trasparenza – La trasparenza e la divulgazione possono aumentare la fiducia del pubblico e la fiducia nelle applicazioni AI.
  9. Sicurezza e protezione – Le agenzie dovrebbero prestare particolare attenzione ai controlli in atto per garantire la riservatezza, l’integrità e la disponibilità delle informazioni elaborate archiviate e trasmesse dai sistemi di intelligenza artificiale.
  10. Coordinamento tra le agenzie – Le agenzie dovrebbero coordinarsi tra loro per condividere esperienze e garantire coerenza alle politiche relative all’intelligenza artificiale che promuovono l’innovazione, la crescita e l’AI americane.

L’intento primario di questo set di principi è quello di rimuovere gli ostacoli all’innovazione e alla crescita dell’AI nel settore privato. Secondo lo U.S. Chief Technology Officer Michael Kratsios “Rimuovere gli ostacoli allo sviluppo dell’intelligenza artificiale significa mantenere la promessa prospettata da questa tecnologia a tutti gli americani, dai progressi nella sanità, nei trasporti, nella comunicazione. fino alle innovazioni cui non abbiamo ancora pensato “.

Gli USA vorrebbero che anche la UE accogliesse il principio (n. 6 del summenzionato decalogo) di flessibilità regolamentare. Il timore della Casa Bianca è che la UE imponga una normazione unica e troppo pesante, limitando lo sviluppo e la commercializzazione delle tecnologie AI a fronte delle preoccupazioni etiche che queste destano in tema di controllo governativo, privacy, sicurezza informatica e futuro del lavoro. Secondo l’amministrazione a stelle e strisce “il modo migliore per contrastare gli usi autoritari dell’IA è assicurarsi che l’America e i nostri partner internazionali rimangano il fulcro globale dell’innovazione“. E per far ciò, ad avviso degli USA, è necessario evitare l’introduzione vincoli eccessivi che penalizzino la competitività dei paesi occidentali (su tutte, la leadership tecnologica americana) rispetto a nazioni terze (su tutte, la Cina) che non sembrano avere remore in tema di utilizzo esteso e intensivo dell’intelligenza artificiale.

La Commissione europea nell’aprile 2019 ha pubblicato il documento Ethics Guidelines for Trustworthy Artificial Intelligence (AI) predisposto dal  High-Level Expert Group on Artificial Intelligence (AI HLEG) contenente le linee guida etiche per lo sviluppo di un’intelligenza artificiale affidabile (per ulteriori informazioni, vedasi anche la pagina web dedicata al piano strategico della UE in materia di AI). Un approccio che gli USA temono teso lasci presagire una overregulation della materia da parte di Bruxelles, anche alla luce della posizioni più recentemente espresse dai più alti esponenti UE.

Ursula von der Leyen, il nuovo presidente della Commissione europea, ha promesso di creare nuovi regolamenti che regolano l’intelligenza artificiale. Dopo che la sua candidatura alla presidenza è stata approvata dai membri del Parlamento europeo a novembre, von der Leyen aveva dichiarato di essere favorevole a una legislazione incentrata sull’intelligenza artificiale simile al GDPR sulla protezione dei dati entrato in vigore nel 2018 (ossia una normativa generale che ha condizionato non poco il modus operandi di molte aziende tecnologiche d’oltreoceano, comprese le OTT). Altrettanto sgradita deve esser suonata la posizione del Commissario europeo per la concorrenza, Margrethe Vestager, che – sempre nel novembre scorso – si era detta consapevole che in tema di innovazione “grandi opportunità derivano da grandi rischi”, ma al contempo esprimeva “forti riserve” sull’applicazione di alcune tecnologie in particolare di intelligenza artificiale, come i sistemi AI di riconoscimento facciale (tema su cui, peraltro, negli USA non sono mancate recenti polemiche).

Le pressioni degli Stati Uniti verso la UE seguono la recente approvazione da parte del governo Trump di nuove regole per limitare le esportazioni di tecnologie americane di intelligenza artificiale: l’amministrazione USA spera così di impedire ai governi rivali di trarre vantaggio dall’innovazione statunitense. Le aziende che vorranno vendere AI fuori dagli USA dovranno ricevere un apposito via libera governativo.

Il tema della AI è oggi parte di uno scacchiere complesso in cui gli USA intendono fermamente perseguire i loro interessi e riaffermare la propria leadership tecnologica, economica ed, infine, geopolitica. Per questo Washington chiede alla UE di non mettersi troppo di traverso con la tutela dei diritti e delle libertà individuali.

2020-01-08T17:14:53+00:00 8 gennaio 2020|Artificial Intelligence, Hot topics, Smart Device|