Home>News>Hot topics, Varie>Il nostro ricordo di Giovanni Buttarelli

Il nostro ricordo di Giovanni Buttarelli

Negli ultimi giorni in molti hanno speso parole di stima per celebrare la competenza professionale e le doti umane di Giovanni Buttarelli, lo European Data Protection Supervisor, scomparso prematuramente lo scorso 20 agosto.

Il ricordo di Privacy.it rimarrà (quanto mai vivido) nel privato di chi tra noi lo ha conosciuto, un ricordo comunque connotato da profonda ammirazione per la dedizione che egli ha profuso per la costruzione di una società migliore, per l’ampiezza della visione unita a realismo e concretezza, per la capacità di comunicare concetti complessi in maniera tanto limpida quanto empatica.

Oggi è con sincera nostalgia che ricordiamo i nostri primordi. Correva l’inizio dell’anno 1997 quando Buttarelli – terminata la stesura della prima legge italiana organica sulla privacy, la 675/96 – assumeva l’incarico di Segretario Generale del neonato Garante (presieduto da un personaggio altrettanto fondamentale quale era Stefano Rodotà). In contemporanea Privacy.it apriva le proprie attività con sede in Roma, fondata da un ingegnere che da tempo aveva colto l’importanza delle informazioni personali ed animata da un manipolo di giovani giuristi che avevano scommesso su una materia di prospettiva alcuni dei quali sarebbero poi entrati in organico all’Autorità. Privacy.it era tra le pochissime voci in un territorio – quello della regolamentazione sulla tutela dei dati – ancora nuovo e vastamente inesplorato. In quella che – a guardarsi indietro – sembrava una piccola comunità pionieristica (istituzionale e non), era possibile incontrarsi spesso e magari scambiare idee davanti ad un caffè: Giovanni Buttarelli non mancava di coinvolgerci in iniziative interessanti, di mostrare apprezzamento per la professionalità del nostro operato consulenziale e di incoraggiare quella che riteneva una preziosa opera di divulgazione verso i tanti – quantomeno per l’era “geologica” cui ci riferiamo – utenti volenterosi che consultavano il nostro sito tramite farraginose connessioni dial-up per saperne di più su questa nuova frontiera.

Da quei giorni, il mondo è completamente cambiato e – come in molti preconizzavamo – la protezione dei dati è divenuta questione centrale in un’economia trasformatasi in digitale e globalizzata nonché aspetto fondamentale del nostro vivere individuale traslatosi in universo virtuale, condiviso ed iperconnesso. Il tutto è accaduto in un paio di decadi, anni in cui Buttarelli ha accresciuto e consolidato la propria capacità di fornire una guida sicura e composta attraverso le turbolenze provocate da un serrato susseguirsi di innovazioni tecnologiche e mutamenti socio-economici. A nostro modesto avviso, per la competenza dimostrata e la continuità in ruoli chiave del settore, Giovanni Buttarelli è stato il vero architrave della progressiva introduzione di un framework moderno di data protection regulation a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini europei ed, ora, fonte di ispirazione per altri importanti sistemi giuridici extra UE. Questa è la sua inestimabile eredità: la prospettiva di una tutela digitale largamente condivisa ad ogni latitudine. Una sfida che potrà essere vinta purché raccolta e perseguita con pari abnegazione da persone della medesima statura.

Quello che, per concludere questo breve commiato, vogliamo da ultimo rimebrare è il tono pacato con cui Giovanni Buttarelli dispiegava le sue idee (mai banali) e la dolcezza del suo sorriso. Come si suol dire, “merce rara”. Un lascito che non vogliamo in alcun modo disperdere.

L’Amministratore Unico Marco Massimini, i soci e lo staff di Privacy.it


 

Pubblichiamo di seguito il ricordo personale di Roberto Galbiati, fondatore ed amministratore di Privacy.it fino al 2013.

La mia lunga amicizia con Giovanni Buttarelli

La difesa dei segreti dei Sindacati è stato l’atto fondante di “privacy.it” e dell’amicizia con Giovanni Buttarelli.

Nel settembre 1981, arrivò sulla scrivania del Direttore dei Sistemi Informativi di Confagricoltura una circolare del Ministero dell’Interno che chiedeva alla Confederazione di attivarsi nei riguardi di tutte le aziende associate, per rispettare la Legge 1 aprile 1981, n. 121, sul “Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della pubblica sicurezza” che, negli artt. da 6 a 11, definiva l’istituzione di un Centro Elaborazione dati per la raccolta di dati e informazioni di qualsivoglia natura concernenti cittadini italiani.

L’art. 8 disponeva che: “Ogni amministrazione, ente, impresa, associazione o privato che per qualsiasi scopo formi e detenga archivi magnetici nei quali vengano inseriti dati o informazioni di qualsivoglia natura concernenti cittadini italiani, è tenuta a notificare l’esistenza dell’archivio al Ministero dell’interno entro il 31 dicembre 1981 o, comunque, entro il 31 dicembre dell’anno nel corso del quale l’archivio sia stato installato od abbia avuto un principio di attivazione.”

Per il Sindacato, significava consegnare l’elenco dei propri iscritti. Inaccettabile!

Era la prima legge della privacy italiana, anche se nata per motivi di sicurezza nazionale.

Per decidere come rispondere a questa richiesta, chiesi aiuto ai miei colleghi delle altre Organizzazioni datoriali e da quel momento si costituì un gruppo di lavoro tra Confindustria, Confagricoltura, Confcommercio, Confartigianato, ABI, ANIA, Assonime e FIEG.

Da quel gruppo di lavoro nacquero diverse proposte di legge per la tutela della privacy e per le Telecomunicazioni, naturalmente più orientate alla difesa degli interessi delle aziende, che dei singoli cittadini.

Il 23.11.1995 viene pubblicata la Direttiva n. 95/46/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995, relativa alla “tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati”.

E viene presentata al Senato una proposta per un’analoga legge sulla privacy italiana.

E’ in questa l’occasione che conoscemmo Giovanni Buttarelli, un magistrato prestato al Ministero della Giustizia, ove dal 1989 svolgeva l’incarico di consigliere presso l’Ufficio legislativo e, tra altri incarichi, aveva avuto quello di rappresentare l’Italia nel Gruppo di lavoro europeo per la messa a punto della Direttiva 95/46.

Iniziò quindi una fruttuosa collaborazione che, il 31 Dicembre 1996 portò alla Legge n. 675 “Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali”.

Il Gruppo di lavoro delle Confederazioni si sciolse, ma il desiderio di portare le esperienze fatte in 15 anni di studio delle normative di privacy a favore delle aziende e degli studiosi della materia portò alla realizzazione del sito “privacy.it”, un atto d’amore che iniziò a operare il 19 febbraio 1997.

Nel frattempo si completavano le attività politico/organizzative per attuare la Legge 675/96 e nel maggio 1997 divenne operativo l’Ufficio del Garante italiano, del quale Giovanni Buttarelli fu nominato Segretario Generale.

Fu lui a farsi vivo poco dopo, quando cercando un nome da dare al sito del Garante scoprì che già funzionava un sito “privacy.it”, e da quel giorno si è consolidata una stima, una collaborazione reciproca e un’amicizia, che non si è interrotta neanche quando si è spostato a Bruxelles per assumere il ben più importante incarico di Garante Europeo, e assumere la veste di difensore dei diritti della protezione dei dati di tutti i 500 milioni di cittadini europei; l’atto di amore di una Eccellenza italiana.

2019-09-23T18:33:54+00:00 28 agosto 2019|Hot topics, Varie|