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Hacker attaccano il Garante, violata applicazione esterna

I gruppi hacker Anonymous e LulzSec Italia proseguono nell’ondata di attacchi di maggio (presumibilmente ancora in atto) con un’azione che pare coordinata e finalizzata a dimostrare la vulnerabilità di siti e server istituzionali.

Dopo le violazioni ai danni degli Ordini degli avvocati di Roma, Caltagirone, Matera, Piacenza e Napoli (con problemi in corso a Bari ed Avellino) e le migliaia di profili personali – con tanto di dati di accesso alle PEC degli iscritti – diffusi in Rete, è arrivato il turno del bersaglio maggiormente simbolico: il Garante Privacy.

Nel primo pomeriggio il movimento LulzSec Italia ha annunciato in un beffardo tweet di aver violato un server dell’Autorità (definita “Furfante per la protezione dei dati personali“) pubblicando un link ai dati prelevati nell’incursione.

Alcune ore dopo il Garante ha pubblicato un Comunicato in cui delimita il perimetro dell’attacco specificando che il target è risultato essere un applicazione esterna desueta contente dati già pubblci: “Le informazioni oggetto di violazione non riguardano il sito del Garante (www.garanteprivacy.it), bensì un’applicazione esterna, non più attiva a seguito dell’entrata in vigore del GDPR se non come registro pubblico, e quindi contenente dati già accessibili. L’Autorità non sottovaluta in ogni caso l’attacco subito e sta predisponendo adeguate misure”.

In attesa di maggiori informazioni, l’azione dimostrativa ha colto nel segno e non può che infondere una profonda inquietudine.

2019-05-10T13:42:04+00:00 9 maggio 2019|Hot topics, P.A., Security & Cybercrime|