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Troppe criticità, la commissione Senato rinvia il parere sul decreto privacy

La Commissione speciale del Senato per gli atti urgenti presentati dal Governo, concluso il ciclo di audizioni nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 2016/679 – GDPR, ha chiesto un ulteriore rinvio per completare la predisposizione della proposta di parere.

Il relatore Perilli (M5S) ha affermato che dal ciclo di audizioni recentemente concluso, sono emerse criticità su numerosi aspetti giuridici anche rilevanti. Ritiene necessario salvaguardare la centralità di quelle norme del codice della privacy che – come confermato anche dal Garante per la protezione dei dati personali e dal Garante europeo per la protezione dei dati, nel corso delle audizioni informali – resteranno comunque in vigore, nonostante l’immediata applicabilità del GDPR.

Perilli osserva che, a un primo esame, emergono dubbi circa la effettiva rispondenza dello schema di decreto legislativo all’esame ai principi e criteri direttivi contenuti nell’articolo 13 della legge di delegazione europea 2016-2017. Pertanto, sarà necessaria un’attenta verifica sotto questo profilo.

Il relatore esprime, inoltre, particolari perplessità sul sistema sanzionatorio, reso ulteriormente complesso dalla scelta di procedere, da un lato, a una parziale depenalizzazione e, dall’altro, all’introduzione di nuove fattispecie di reato.

Assicura, infine, che un’attenzione particolare sarà dedicata alla qualità della tecnica legislativa, affinché il provvedimento sia chiaro e immediatamente comprensibile dai soggetti che dovranno applicare la norma.

2018-06-19T08:17:05+00:00 15 giugno 2018|GDPR, Hot topics|