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Privacy Shield: il parlamento europeo chiede la sopensione da settembre

Il Comitato LIBE (Comitato per le Libertà civili, la Gustizia e gli Affari Interni) del Parlamento europeo ha chiesto formalmente alla Commissione di sospendere il Privacy Shield UE-USA dal momento che- ad avviso dei perlamentari europei – attualmente lo scudo non fornisce una protezione sufficiente dei dati personali dei cittadini europei trasferiti verso gli USA.  Tutto questo a meno che gli Stati Uniti non si attivino per garantire il pieno dei diritt entro il 1° settembre 2018. La risoluzione è passata con 29 voti a favore e 25 contrati (3 astenuti). Il Parlamento si riunirà a luglio per il voto finale sul testo.

Il Privacy Shield – come noto – è un accordo sottoscritto tra USA e UE che permette alle aziende statunitensi che si dichiarino adeguate al livello di tutela continentale di trattare negli USA dati di importati dall’Europa. Di fatto, è un meccanismo di autocertificazione. In particolare, le società si impegnano a rispettare i principi in esso contenuti e a fornire agli interessati adeguati strumenti di tutela, pena l’eliminazione dalla lista delle società certificate (“Privacy Shield List”) da parte del Dipartimento del Commercio statunitense e possibili sanzioni da parte della Federal Trade Commission.

Secondo quanto affermato dal presidente del Comitato LIBE Claude Moraes, il Privacy Shield allo stato attuale non fornisce un adeguato livello di tutela richiesto dal Regolamento UE 2016/679 – GDPR. Spetta ora alle autorità americane procedere per l’attuazione completa dei termini dell’accordo e a quelle europee di controllarne la conformità al GDPR.

Il Comitato non ha mancato di ricordare gli effetti del caso Facebook/Cambridge Analytica e, ricordando che entrambe le compagnie erano elencate come aderenti scudo, ha invitato gli USA ha rimuovere dalla lista quelle realtà che si sono rese responabili di un cattivo utilizzo dei dati.

2018-06-18T11:35:26+00:00 12 giugno 2018|Data Transfer, GDPR, Hot topics|