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Cass. Civ. 15075/2018 – Illegittima la pubblicazione dei redditi online

L’Agenzia delle Entrate ha violato la privacy dei contribuenti pubblicando online sul suo sito Internet gli elenchi delle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2005: lo stabilisce la Corte di Cassazione, con una sentenza che ribadisce un orientamento giurisprudenziale già espresso. Il Garante intervenne infatti subito, facendo oscurare gli elenchi e chiedendo sanzioni per il Fisco.

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’Agenzia delle Entrate ha violato la privacy dei contribuenti quando oltre un decennio fa pubblicò sul proprio sito web gli elenchi delle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2005. La pubblicazione fu immediatamente censurata dal Garante Privacy che, ai tempi, dichiarò sproporzionate e quindi illegittime le modalità di pubblicazione online prescelte dal Fisco.

Per la Suprema Corte “quegli elenchi hanno avuto, per le caratteristiche proprie della rete, una diffusione certamente ben superiore rispetto ai limiti territoriali (ciascun comune interessato) e temporali (un anno) imposti dall’appena riportata normativa, così violandosi non solo i principi e le regole che presiedono al trattamento dei dati personali ma anche le specifiche norme che, nel caso di specie, miravano a scongiurare una consultazione indiscriminata dei suddetti dati, rendendoli fruibili per tempi più lunghi oltre che per finalità (anche) ben diverse da quelle avute di mira dal legislatore“. La decisione dell’Agenzia, a parere dei giudici, é andata oltre l’esigenza di trasparenza dettata dalla norme applicabili, tra cui il Dpr 600/1973 e il Codice dell’Amministrazione Digitale.

Nell’Ordinanza Cassazione rigetta la class action (richiedente fino 20 miliardi di risarcimenti) promossa dal Codacons contro il Fisco definendo che i diritti in materia di protezione dei dati personali sono individuali e non possono pertanto essere oggetto di azioni giudiziarie di categoria.

Leggi qui l’Ordinanza

2018-06-18T10:11:01+00:00 11 giugno 2018|Sentenze|