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L’ Intelligenza Artificiale che legge le Privacy Policy al posto tuo

Le Privacy Policy di siti web e app sono spesso documenti complessi ed estenuanti. Questo perché spesso i trattamenti di dati sono molteplici (molti più di quanto noi penseremmo) e le loro modalità e finalità sono scritte in modo incomprensibile ai più (un mix di “legalese” e linguaggio tecnico) e comunque incomprensibile ai più. Un fiume di parole che nessuno o, quasi, legge.

Informarsi è un costo, e che costo

Si stima che il 98% degli utenti non si soffermi a leggere le Privacy Policy. D’altro canto, uno studio risalente al 2012 (quando c’erano meno siti, app e policy accurate rispetto ad oggi) acclarava che:

  • Una Privacy Policy consta, in media, di 2.518 parole
  • Il tempo medio di lettura è di 10 minuti cada Policy
  • Ciascuno di noi si imbatte in 1.472 all’anno
  • Sono 76 i giorni che impiegheremmo per leggere tutte queste Policy
  • L’insieme degli utenti USA dovrebbero complessivamente spendere 53,8 miliardi di ore nel leggerle
  • Il costo stimato in termini di tempo sottratto alla produttività nazionale sarebbe di 781 miliardi di dollari

Oltre al costo di produttività nazionale ipotizzato da questo studio, ci sarebbe da considerare anche il costo individuale. E qui ci si scontrerebbe con un paradosso. In una società equa, gli utenti – sebbene in termini di centesimi cada sito – dovrebbero essere pagati per dare i propri dati personali in pasto ad un sito che da questi trarrà profitto (ad esempio, quelle rivendendo i dati agli inserzionisti pubblicitari per finalità di profilazione). Ed invece, il “sistema” pretende che siano gli utenti a dover pagare, spendendo 76 giorni/anno (tempo potenzialmente sottratto a un lavoro retribuito) a sacrificare diottrie su verbosissime Privacy Policy.

La soluzione AI per la “traduzione visuale” delle Policy

Ora c’è chi intende rivoluzionare lo stato delle cose. E lo vuole fare utilizzando il deep learning.

Il tool Polisis si propone di tracciare una nuova via per rendere i contenuti delle Privacy Policy di immediata comprensione. Semplicemente traducendoli in diagrammi di flusso che visualizzino – in modo rapido ed intuitivo – tutte le informazioni rilevanti:

  • Come il titolare tratta i tuoi dati (quanti, quali, perché e per quanto tempo)
  • Il livello di sicurezza garantito
  • Quali terze parti possono accedervi
  • Quali opzioni di intervento sui dati ti sono concesse

L’attività di traduzione visuale sarà svolta da un chatbot animato da Intelligenza Artificiale (AI). Basterà inserire nella stringa di ricerca l’URL del sito di interesse e in pochi secondi apparirà la policy nella sua “sostanza” e sotto forma di una serie di infografiche. Attualmente la ricerca è eseguibile solo un numero selezionato, benché nel novero delle decine di migliaia, di siti. Ma l’intento è quello di rendere il tool un vero policy transalator universale, tanto che ciascuno può sottoporre al sistema una policy che poi verrà analizzata e aggiunta alle memorie del sistema (se volete provarci, attenzione: il tool al momento è in grado di “radiografare” solo le informative pubblicate in inglese).

Polisis (qui il paper di presentazione del progetto) è stato creato da un team guidato Hamza Harkous (qui il suo sito), un ricercatore della università svizzera EPFL.  Alla base di Polisis c’è un chatbot da questi sviluppato – e chiamato, non a caso, Pribot – che è in grado di rispondere alle query concernenti i contenuti di una privacy policy interpellando la propria rete neurale che:

  • È stata impostata per acquisire e riconoscere un linguaggio privacy-centrico
  • E’ machine learning perché trae conoscenze e conclusioni man mano che si alimenta di legals terms provenienti dai vari siti.

Per dotare l’Intelligenza Artificiale di una base solida di conoscenze, i ricercatori hanno dato in pasto all’algoritmo del bot ben 130 mila Privacy Policy provenienti da Google Play Store. Così Pribot ha potuto imparare a distinguere le diverse sezioni che solitamente caratterizzano questi documenti legali, dopodiché – con ulteriori alimentazioni – ha appreso come riconoscere informazioni più granulari (la tipologia di dati, la condivisione con terze parti, etc.).

Costruita la base di Pribot, Harkous ha sviluppato Polisis per tradurre i risultati delle query in linguaggio grafico ed organizzato. La sua speranza è che il tool sia adottato dalle aziende per proporre un layout alternativo alla versione in “legalese”. E comunque auspica che esse, traendone spunto, sviluppino proprie forme di traduzione grafica dei contenuti per aiutare gli utenti a comprendere velocemente i contenuti delle proprie Privacy Policy e, quindi, quali siano i loro diritti digitali.

2020-01-08T17:16:50+00:00 22 febbraio 2018|Artificial Intelligence, Big Data, Hot topics, Search Engine|