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Cookie e news online: gli editori UE ancora in pressing sulla e-privacy

Il mondo della stampa online considera i cookie un elemento strategico, se non vitale, del proprio modello di business. Per questo, la European Newspaper Publishers Association (ENPA) non demorde e prosegue nel tentativo di far valere le ragioni e gli interessi della categoria presso il Parlamento europeo prima che il regolamento e-privacy sia promulgato nella versione attualmente in discussione.

Come già noto ad addetti ai lavori e stakeholder direttamente interessati dalla vicenda, il testo attuale della emananda normativa sulle comunicazioni elettroniche – che sarà all’esame della commissione Libertà Civili il prossimo 12 ottobre – rivoluzionerebbe l’attuale disciplina sull’utilizzo dei cookie: gli utenti non dovrebbero più scegliere di sito in sito se ricevere cookie o meno, ma dovrebbero esercitare l’opzione a monte, nelle impostazioni del browser. E’ presumibile che in molti negheranno d’impulso la propria disponibilità negando di fatto ai quotidiani online di rilasciare i “biscottini” informatici che sono alla base di gran parte di quei meccanismi pubblicitari che costituiscono la prima fonte di revenue del giornalismo digitale. Di fatto, i publisher rischiano seriamente di non poter più condividere la profilazione dell’utente con gli advertiser, e tanto basterebbe a mettere potenzialmente in crisi il settore.

Come riportato dall’ANSA, il presidente dell’ENPA Carlo Perrone ritiene che “La bozza di regolamento darebbe ai principali player tecnologici Usa il pieno controllo dei dati dei consumatori, allo stesso tempo impedendo alla stampa online di dare accesso a contenuti giornalistici professionali su base libera e aperta” sottolineando come questo sia “in totale contraddizione con gli interessi dei cittadini europei e contro una stampa libera, indipendente e pluralista“.

Quindi, secondo ENPA, da una parte si penalizzerebbero gli editori (già in difficoltà) e, dall’altra, si avvantaggerebbero ulteriormente i colossi del web che, espandendosi nel mercato delle news (Facebook, Google News, Apple News, Yahoo!, etc.), stanno già erodendo enormi quote di pubblico ai tradizionali operatori del giornalismo online. I big players, infatti, potranno reperire un consenso specifico al rilascio dei cookie in un momento ulteriore rispetto a quello della scelta via browser potendo convincere gli utenti in sede di iscrizione/registrazione ai propri servizi. Una chance di cui gli editor non godono (a meno che, come qualche testata USA già fa da tempo, si costringa il lettore a registrarsi e fors’anche a pagare per poter accedere alle notizie).

Per un quadro più esaustivo sui termini della vicenda, leggi qui il precedente articolo di Privacy.it sul medesimo tema.

2017-10-03T21:23:48+00:00 3 ottobre 2017|Hot topics, Marketing|