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Caso San Bernardino: la lettera di Apple ai propri clienti (e al mondo intero)

Dopo l’ordine del giudice di collaborare nella decrittazione dell’iPhone del colpevole della strage avvenuta in California nel dicembre scorso, il CEO di Cupertino Tim Cook aveva 5 giorni per rispondere e addurre eventuali motivazioni ostative. Ma non ha voluto attendere tanto, evidentemente la posizione era già ben definita: gli sono bastate poche ore per pubblicare quello che potrebbe diventare un manifesto ideologico, una sorta di vessillo nel campo di battaglia che vede come schieramenti contrapposti i fautori della lotta al crimine tramite sorveglianza governativa contro i difensori dei diritti inviolabili della persona.

Apple non solo nega l’esistenza di una backdoor fruibile, ma si rende ufficialmente indisponibile a creare soluzioni che permettano all’FBI di accedere sia al telefono in questione. Ed, arguendo che la portata del caso va ben oltre il caso attualmente alle cronache, chiarisce fin d’ora che non intende inserire simili soluzioni nei prossimi aggiornamenti di sistema o nei prodotti venduti in futuro.

Leggi qui la lettera di Tim Cook

2017-06-14T12:50:07+00:00 17 febbraio 2016|Hot topics, Security & Cybercrime, Smart Device, Sorveglianza Governativa|