Cellulare ficcanaso

Si chiama "traccia elettronica" Consente di scoprire dove si trova chiunque abbia un telefonino acceso. Negli Usa è boom. Anche di polemiche

di
Francesca Tarissi

Da Saddam Hussein all'ultimo dei ricercati, chiunque viva in fuga lo sa benissimo: niente oggetti elettronici addosso. Niente palmari, niente computer, soprattutto niente telefonini. Perché oggi le tecniche di rintracciabilità (o "location technologies", come vengono normalmente chiamate) sono ormai avanzatissime e promettono di diventarlo ancora di più nei prossimi anni. I sistemi per rintracciare la posizione di una persona partono da un presupposto molto semplice: dato un telefono Gsm che emette un segnale radio, è possibile, grazie alla triangolazione matematica della posizione delle celle cui è collegato il cellulare, identificare la posizione geografica dell'individuo che utilizza quel telefono. A seconda del numero dei ripetitori presenti in una determinata zona, e della portata della cella, si potrà poi riuscire a localizzarlo nel raggio di un centinaio di metri o di qualche chilometro.

"Contrariamente a quanto si può credere, le tecnologie per l'mPositioning, sono già presenti nei comuni cellulari Gsm e non occorre apportare modifiche al telefono per rintracciare un utente", spiega Paolo Pellegrineschi, direttore tecnico Nokia Networks. "La differenza tra un sistema e l'altro", prosegue Pellegrineschi, "è solo la precisione con la quale ciò si realizza".

Fino a poco tempo fa gli Lbs, i servizi di localizzazione di base, erano appannaggio di forze dell'ordine e operatori telefonici. Se non avevi nulla da nascondere, difficilmente qualcuno avrebbe perso tempo per cercarti, triangolando qua e là, tra una stazione radio base e l'altra. Oggi, invece, tutto sta cambiando e le location technologies sono in procinto di irrompere nella nostra vita. Il giro d'affari previsto entro il 2006 è di circa 280 miliardi di euro e le compagnie non vogliono perdersi una fetta della torta composta dai due miliardi di utenti che nel 2005 utilizzeranno un cellulare Gsm. L'aspetto più interessante, commercialmente, non è infatti quello poliziesco o bellico (cercare criminali o soldati dispersi) bensì quello dell'apprensione familiare: mamme che vogliono tenere sotto controllo i propri pargoli in viaggio, oppure figli adulti che vogliono sapere dove si trova l'anziano genitore smemorato che tende a perdersi per la città, e così via. Negli Stati Uniti, per esempio, la Nokia ha adottato il sistema Tdoa (Time Difference Off Arrival) per il numero d'emergenza 911, il corrispettivo del nostro 112: non richiede modifiche al telefono e localizza una persona in un'area di poche centinaia di metri in caso di necessità.

"Lo sviluppo tecnologico attuale è più avanzato di quanto si immagini", dice Ernesto Hofmann dell'lbm, "e le soluzioni per la localizzazione via Gsm e Umts sono pronte da tempo: gli operatori telefonici stanno solo aspettando il momento buono per lanciarle". Con un occhio anche alle possibili applicazioni nel campo pubblicitario, che a prima vista ricordano un po' gli scenari tracciati dal film "Minority Report". Un esempio? Un domani, passeggiando in una piazza della città, potrebbe accadere che il cellulare inizi a squillare: è l'operatore che, localizzato l'utente, lo informa delle grandi promozioni appena iniziate nel negozio dietro l'angolo o del nuovo film uscito al cinema lì accanto. E così via.

"Non sono pochi i pericoli per la sfera privata che derivano dal conoscere la posizione di una persona", spiega Mario de Vita, sviluppatore del GeoCell Personal Finder un dispositivo che, se collegato al cellulare, permette la localizzazione del chiamante in caso d'emergenza e/o infortunio: "Soprattutto per quanto attiene alle informazioni fornite da parte del localizzatore e all'uso scorretto che di queste: si può fare ad insaputa dell'utente". De Vita sottolinea come "i vincoli sulla privacy esistono, ma vengono sistematicamente elusi e violati, e i dati di posizionamento di persone e cose rappresentino un campo commerciale enorme, presidiato da grosse compagnie e governi di tutto il mondo".

Già spiati dalle webcam nascoste in piazze e strade e identificati dai sistemi di controllo biometrici in stazioni e aeroporti, ora il rischio è anche quello di essere intercettati nei nostri spostamenti. E magari di finire in macroscopici data base commerciali nei quali sono indicati i nostri gusti: le vetrine davanti alle quali ci fermiamo, i ristoranti che abitualmente frequentiamo, ciò che ci piace fare nel tempo libero. Altro che dati sensibili.

La stessa Commissione europea, lo scorso 25 luglio ha espressamente sottolineato come per il trattamento dei dati di localizzazione occorra in teoria il consenso esplicito dell'utente. Con un'eccezione: le chiamate di soccorso e di emergenza a vigili, carabinieri, polizia e ambulanze. "La tecnologia di per sé è neutra", aggiunge Hofmann, "e non bisogna guardarla con diffidenza. Ci sono lati positivi che riguardano la sicurezza delle persone, specie in un periodo di paura generalizzata come questo".

Non a caso è proprio negli Stati Uniti che il mercato del posizionamento mobile sta avendo più successo. La uLocate Communications garantisce la rintracciabilità di una persona tramite un cellulare dotato di Gps (un Motorola i88s o i58sr, ad esempio, o anche un modello della Benefon che però in Italia non è venduto) e il Web. Chi aderisce al servizio può controllare la posizione e gli spostamenti dei familiari, 24 ore su 24, direttamente su una mappa on line. Quando un nonno o un nipote lasciano o arrivano in un posto, scatta l'allarme e si riceve un Sms di notifica che segnala lo spostamento. Un sistema efficace per monitorare tragitti quotidiani pericolosi, come strade buie in zone mal frequentate o viali troppo trafficati da percorrere in motorino.

"Attualmente", spiega Alan Phillips, boss della uLocate Communications, "le famiglie che utilizzano il servizio, da una parte all'altra degli Stati Uniti, sono circa 200. Data la semplicità di utilizzo del sistema, contiamo però di crescere in brevissimo tempo".

Anche in Europa tuttavia non si scherza.

In Finlandia, per esempio, è già attivo il servizio Buddy Finder. L'utente manda un Sms all'operatore telefonico indicando il numero della persona che vuole rintracciare, e riceve in risposta un altro short message con l'indicazione della posizione richiesta. Tutto ciò avviene previo consenso personale esplicito. E non è un caso se il servizio è stato particolarmente apprezzato da chi ha i figli piccoli che tornano da scuola non accompagnati, o i genitori anziani soggetti ad amnesie .

A Hong Kong invece sta andando per la maggiore Family Watch, un sistema della Sunday molto simile a quello finlandese: un Sms tiene costantemente aggiornati sugli spostamenti di prole e parenti. "Il lancio del Family Watch", spiega Stella Wong, Corporate Communications Manager della Sunday, "segue di pochissimo il successo riscosso dal nostro Lbs durante l'epidemia della Sars. All'epoca gli utenti venivano informati via Gsm se nel quartiere in cui si trovavano c'erano dei casi di polmonite atipica. Il Family Watch riguarda invece la cura e la salvaguardia della propria famiglia. Ma abbiamo servizi di localizzazione anche per gli impiegati delle imprese: ricerca di un taxi o di un ristorante a seconda della zona in cui si è, per esempio, o la rintracciabilità dei camion durante le consegne ai clienti della merce".

La SnapTrack, una società fondata nel '95 a San José, in California, sta invece lanciando dei servizi di localizzazione basati su un ibrido di satellitare e terrestre. La sua specialità è il posizionamento in qualsiasi ambiente. Prendete un tizio, sbattetelo in un canyon desertico o in un ghiacciaio del Polo sud e se gli avete dato un cellulare, la SnapTrack promette di ritrovarlo. Più recente, la Wherify Wireless Inc. ha invece optato per la via del gadget ipertecnologico: un orologio-gps al polso dei ragazzini ed ecco risolto il problema di sapere dove stanno giocando, o pattinando o andando in bicicletta. Sincronizzazione atomica dell'ora, water resistant e sistema di trasmissione wireless, il design del Locator for Kids fa assomigliare il pre teen a un detenuto durante l'ora d'aria. Però con 199 dollari di spesa, si è informati costantemente via Sms e si guadagna in tranquillità. E ancora ai bambini ha pensato il Guardian Angel della Alcatel. Una speciale Sim card nel telefonino, la SIMphonIC Pico, ed ecco memorizzati tutti i punti di un percorso stabilito dai genitori. E se il ragazzino sgarra e fa una deviazione, un messaggio d'allerta provvede a fare la spia ai genitori.

Quanto agli adulti, se al loro cellulare è stato aggiunto di nascosto un chip RF, saranno le vittime ignare di eventuali impiccioni. I chip RF, infatti, sono piccolissimi, difficili da individuare per chi non è un esperto ed emettono il segnale anche ad apparecchio spento. Per salvarsene non c'è che un sistema: portare il cellulare all'assistenza tecnica per un controllo.

Telefonino invasivo, intrusivo e impiccione dunque. Ma anche salvavita. La modifica messa a punto dalla Toshiba permette a tutti i cellulari presenti all'interno di in un'area geografica colpita da un terremoto, una valanga, uno smottamento di terra o un'inondazione, di emettere un suono d'allarme che aiuta i soccorritori a individuare le persone disperse sotto le macerie di un palazzo o metri di neve.

Per tenere d'occhio bambini e anziani

GeoCell Personal Finder E' un dispositivo di 120 grammi di peso che contiene un ricevitore Gps. Si collega con un cavetto al telefono Gsm e permette di trasmettere a un centro di ascolto le coordinate del chiamante. Utile in situazioni di emergenza o pericolo. Costo circa 300 euro,

Personal Locater for Children E' lo speciale orologio braccialetto munito di Gps da mettere al polso dei bambini e consente ai genitori di monitorare tramite una specie di Sms gli spostamenti dei figli. Costa 199 dollari (www.klaaskids.org/pg_gps_ wherify.htm)

Family Watch Ha avuto un grande successo: questo servizio messo a punto dalla compagnia telefonica cinese Sunday Communications che permette di sapere sempre dove si trovano i propri familiari. Funziona attraverso un normale cellulare Gsm, con degli Sms di avviso.

CellPoint E' una piattaforma che permette di individuare la posizione di un utente nel giro di pochi secondi. E' in grado di processare 140 richieste di localizzazione al secondo, anche se l'utente ha il telefono in stand by. Già operativo in Germania, Portogallo, Svezia, Francia e Sud Africa.

Guardian Angel E' il sistema che la Alcatel ha sviluppato insieme a Oberthus Card Systems per la tutela dei bambini. Una modifica al cellulare e i genitori possono essere informati ogni dieci minuti dei punti raggiunti dai piccoli su un percorso memorizzato. Info su: www.alcatel.com.

(Ndr: ripreso da L'Espresso dell'"11 dicembre 2003)