Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 15 MARZO 2011

Registro dei provvedimenti
n. 102 del 15 marzo 2011

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;

VISTO il ricorso regolarizzato il 10 dicembre 2010, presentato nei confronti del Commissario delegato per l'emergenza nomadi nel Lazio con il quale XY nel ribadire quanto contenuto nel previo interpello di cui all'art. 7 del Codice in materia di protezione dei dati personali (d. lg. 30 giugno 2003, n. 196), ha chiesto di accedere a tutti i dati personali che lo riguardano raccolti nell'ambito del "censimento delle persone (…) e dei nuclei familiari presenti" nei "campi autorizzati" e negli "insediamenti abusivi" in cui "sono presenti comunitą nomadi" effettuato, nel luglio 2008, a seguito dell'Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri del 30 maggio 2008, n. 3676; rilevato che il ricorrente ha anche chiesto di conoscere l'origine dei dati in questione, le finalitą, le modalitą e la logica su cui si basa il trattamento, gli estremi identificativi del titolare e dell'eventuale responsabile, nonché i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati e ha sollecitato la  cancellazione dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non Ź necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali sono stati raccolti o successivamente trattati, rilevando di essere cittadino italiano "regolarmente identificato tramite documenti d'identitą e regolare censimento della popolazione italiana";  rilevato che il ricorrente ha chiesto inoltre la liquidazione in proprio favore delle spese del procedimento;

VISTI gli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 20 dicembre 2010, con la quale questa Autoritą, ai sensi dell'art. 149, comma 1, del Codice ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessato, nonché la nota del 7 febbraio 2011 con la quale Ź stata disposta, ai sensi dell'art. 149, comma 7, la proroga dei termini del procedimento;

VISTE le note del 14 gennaio e 14 febbraio 2011 con cui il titolare del trattamento ha fornito riscontro alle richieste del ricorrente, inviando copia della scheda contenente i dati personali che lo riguardano raccolti nel corso dell'attivitą di "censimento prevista dall'art. 1, comma 2, sub c), dell'O.P.C.M. 3676/2008", attivitą "ritenuta strumentale al raggiungimento delle finalitą di carattere sociale, assistenziale e di integrazione, anche al fine di disegnare la portata e la tipologia degli interventi necessari e di proporre le iniziative conseguenti"; rilevato che parte resistente ha dichiarato altresď che tra i dati raccolti non sono contenuti "dati sull'etnia" e che tutte le informazioni raccolte  sono e saranno conservate, "come atti di archivio", esclusivamente in forma cartacea, presso la Croce rossa italiana (individuata quale "responsabile del trattamento dei dati raccolti nello svolgimento dell'attivitą di collaborazione"), "sempre per le medesime finalitą per cui sono state raccolte (…) almeno fino alla scadenza dello stato di emergenza connesso alla presenza di insediamenti di comunitą nomadi";

VISTA la nota del 4 marzo 2011 con la quale il ricorrente ha contestato la raccolta di dati personali relativi alla nazionalitą di provenienza del nucleo familiare e, alla luce della dichiarazione resa da controparte circa la conservazione dei dati come atti di archivio, ha insistito sulla loro cancellazione;

VISTA la nota trasmessa il 9 marzo 2011 con la quale il titolare del trattamento ha ribadito che i dati raccolti sono conservati esclusivamente per le finalitą per le quali sono stati raccolti e che "la necessitą di custodia Ź connessa quantomeno alla durata dello stato di emergenza";

RITENUTO di dover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso, ai sensi dell'art. 149, comma 2, del Codice, in ordine alle richieste avanzate dal ricorrente ai sensi dell'art. 7, commi 1 e 2, del medesimo Codice, avendo il titolare del trattamento fornito un adeguato riscontro alle stesse, inoltrando, tra l'altro, copia della scheda contenente i dati personali richiesti;

RITENUTO di dover, allo stato, dichiarare infondata la richiesta di cancellazione dei dati personali oggetto del ricorso, dal momento che gli stessi non risultano trattati in violazione di legge poiché conservati, come dichiarato dal titolare del trattamento, per le finalitą socio-assistenziali per cui sono stati raccolti fino alla cessazione dello "stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunitą nomadi nel territorio di Campania, Lazio e Lombardia" dichiarato con d.P.C.M. 21 maggio 2008 e prorogato, da ultimo, con d.P.C.M. 17 dicembre 2010 fino al 31 dicembre 2011;

VISTA la determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettaria dell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro 150 per diritti di segreteria, considerati gli adempimenti connessi, in particolare, alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli a carico del titolare del trattamento nella misura di euro 250, previa compensazione della residua parte per giusti motivi in considerazione del riscontro fornito all'interessato, seppure solo dopo la presentazione del ricorso;

VISTI gli artt. 145 e s. del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196);

VISTE le osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il prof. Francesco Pizzetti;

TUTTO CIŮ PREMESSO IL GARANTE:

a) dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine alle istanze avanzate ex art. 7, commi 1 e 2, del Codice;

b) dichiara infondata la richiesta di cancellazione dei dati;

c) determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e dei diritti del procedimento posti, nella misura di 250 euro, previa compensazione della residua parte per giusti motivi, a carico del Commissario delegato per l'emergenza nomadi nel Lazio, il quale dovrą liquidarli direttamente a favore del ricorrente.

Roma, 15 marzo 2011

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Pizzetti

Il segretario generale
De Paoli