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Una rivoluzione negli uffici
di
Arturo Bianco
L'applicazione del Dpr 513/97, il
regolamento sulla firma digitale, rappresenta una vera e propria
rivoluzione per le pubbliche amministrazioni ed è denso
di importanti potenzialità positive: occorre mettere in
conto che la sua diffusione a livello territoriale, soprattutto
nella prima fase, sarà a "macchia di leopardo".
Le norme cambiano completamente le regole, le procedure interne,
i rapporti con gli altri enti e con i cittadini. Ma alla loro
completa attuazione osta la assenza di sanzioni per le inadempienze
e la mancata previsione di meccanismi automatici di surrogazione.
In altri termini, molte delle prescrizioni
rischiano di restare lettera morta, come peraltro è finora
largamente accaduto per le norme che introducono l'informatica
nella pubblica amministrazione. Occorre quindi mettere nel conto
che all'inizio l'utilizzazione della nuova opportunità
sarà patrimonio dei soliti pochi enti "primi della
classe".
Ma, stavolta, una forte spinta ad adeguarsi alle innovazioni arriverà
dai privati, dalla loro utilità nell'avvalersi delle prescrizioni
poste dalla legge e dal riconoscimento pleno jure del
valore legale dei documenti elettronici, per cui i comuni, ad
esempio, non potranno sottrarsi alla richiesta di procedere alla
stipula di un contratto a distanza.
Le nuove regole costituiscono, prima ancora
che un obbligo, una opportunità. Si pensi solo alla introduzione
del protocollo informatizzato e alla conseguente circolazione
in tempo reale delle informazioni all'interno dell'ente, alla
correlata possibilità di attivare concretamente il controllo
di gestione e alle connesse facilitazioni all'effettivo esercizio
del diritto di accesso.
Altrettanto rilevanti per l'organizzazione interna degli enti,
particolarmente in termini di risparmio di energie utilizzate,
sono le conseguenze della nuova normativa sulla certificazione
anagrafica e sulla comunicazione dei relativi dati alle altre
amministrazioni pubbliche. Ma, in questo settore, sarà
completamente rivoluzionata la vita dei cittadini, con la possibilità
di usufruire della certificazione a distanza e, soprattutto, con
il drastico abbattimento della quantità di certificati
necessari, visto che le pubbliche amministrazioni potranno richiedere
direttamente in via telematica i dati e poterne disporre in tempo
reale.
E in tal senso sono già partite da
tempo alcune sperimentazioni comunali: molti enti hanno introdotto
nel proprio sito Internet pagine informative e la possibilità
di richiedere i certificati in via telematica. Il Comune di Modena
sta da tempo sperimentando in concreto l'introduzione della firma
elettronica nell'ambito del progetto comunitario Ice-Tel, cioè
con una tecnologia di facile applicazione e di impostazione originale
che si sta cercando di mettere a punto in via autonoma da parte
di centri di ricerca europei.
Il regolamento prevede una consistente autonomia organizzativa
e decisionale delle pubbliche amministrazioni. Essa si manifesta
già nella disciplina particolare introdotta per la certificazione
e per l'utilizzazione delle chiavi di accesso. Autonomia quantomai
necessaria per assicurare un "impatto" morbido nell'applicazione
delle nuove regole.
Alcune considerazioni finali si impongono sulle incongruenze dovute
al lungo e travagliato parto: il primo termine scade a poco più
di 15 giorni dalla pubblicazione del Dpr 513 e mentre si è
ben lontani dalla emanazione delle specifiche regole tecniche
dì attuazione. Speriamo che ciò non si traduca in
un alibi per coloro che non vogliono fare.
Il calendario
| Scadenza | Oggetto
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| 31 marzo 1998 | Piani di sviluppo dei sistemi informativi automatizzati
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| 31 dicembre 1998
| Valutazione costi-benefici per il trasferimento degli archivi cartacei su supporti informatici
Avvio del protocollo e della gestione dei documenti con procedure informatiche
Realizzazione di formulari per l'interscambio di dati
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| 1 gennaio 2003 | Adozione di sistemi automatizzati per la firma digitale
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(Ndr: ripreso da Il Sole 24 Ore del 30/3/1998)
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