DECRETO LEGISLATIVO 13 maggio 1998, n. 171.

Disposizioni in materia di tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, ed in tema di attività giornalistica

Testo aggiornato con le modifiche introdottedal D.Lvo 28/12/2001 n.467. Le modifiche sono in corsivo.

(Abrogato dal 1/1/2004 ex d.lgs. 196/2003)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni ed integrazioni;

Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 676, recante delega al Governo in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali;

Vista la legge 31luglio 1997, n. 249, di istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e recante norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo;

Vista la direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni;

Vista la raccomandazione del Consiglio d'Europa n. (95) 4 del 7 febbraio 1995, sulla protezione dei dati personali nel settore dei servizi di telecomunicazioni, con particolare riguardo ai servizi telefonici;

Visto il decreto del Presidente della Repuhblica 19 settembre 1997, n. 318, recante il regolamento per l'attuazione di direttive comunitarie nel settore delle telecomunicazioni;

Visto il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni 8 maggio 1997, n. 197, recante il regolamento di servizio concernente le norme e le condizioni di abbonamento al servizio telefonico;

Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni in data 25 novembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 4 dicembre 1997, recante disposizioni per il rilascio delle licenze individuali nel settore delle telecomunicazioni;

Sentito il Garante per la protezione dei dati personali;

Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1998, n. 400;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 9 aprile 1998;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia;

EMANA
il seguente decreto legislativo:

CAPO I
TELECOMUNICAZIONI

Art. 1.
Definizioni

1. Ai fini del presente capo, si applicano le definizionielencate nell'articolo 1 della legge 31 dicembre 1996, n. 675,di seguito denominata legge. Ai medesimi fini, si intende per:

    a) «abbonato»: qualunque persona fisica,persona giuridica, ente o associazione che sia parte di un contrattocon un fornitore di servizi di telecomunicazioni accessibili alpubblico, per la fornitura dei medesimi servizi
    b) «utente»: la persona fisica che utilizzauno o più servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico,indipendentemente dall'eventuale qualità di abbonato
    c) «rete pubblica di telecomunicazioni»:un sistema di trasmissione e, se del caso, le apparecchiaturedi commutazione o le altre risorse che permettono la trasmissionedi segnali tra punti terminali di rete definiti, con mezzi a filo,radio, ottici o altri mezzi elettromagnetici utilizzati, in tuttoo in parte, per fornire servizi di telecomunicazioni accessibiliil pubblico
    d) «servizio di telecomunicazioni»: unservizio la cui fornitura consiste, in tutto o in parte, nellatrasmissione e nell'instradamento di segnali su reti di telecomunicazioni,ivi compreso qualunque servizio interattivo anche se relativoa prodotti audiovisivi, esclusa la diffusione circolare dei programmiradiofonici e televisivi.

Art. 2.
Sicurezza

1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioniaccessibile al pubblico adotta le misure tecniche e organizzativedi cui all'articolo 15, comma 1, della legge per salvaguardarela sicurezza del servizio e dei dati personali.

2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personalirichiede anche l'adozione di misure che riguardano la rete, ilfornitore del servizio le adotta congiuntamente con il fornitoredella rete pubblica di telecomunicazioni. In caso di mancato accordo,su richiesta di uno dei fornitori, la controversia è definitadall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai sensidell'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 19settembre 1997, n. 318, sentito il Garante.

3. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioniaccessibile al pubblico ha l'obbligo di informare gli abbonatiquando sussiste un particolare rischio di violazione della sicurezzadella rete, indicando i possibili rimedi e i relativi costi. Analogainformativa è resa all'Autorità per le garanzienelle comunicazioni e al Garante.

Art. 3.
Riservatezza nelle comunicazioni

1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioniaccessibile al pubblico informa gli abbonati e, ove possibile,gli utenti, circa la sussistenza di situazioni che permettonodi apprendere in modo non intenzionale il contenuto di comunicazionio conversazioni da parte di soggetti a esse estranei.

2. L'abbonato deve informare l'utente quando il contenutodelle comunicazioni o conversazioni può essere appresoda altri a causa del tipo di apparecchiature terminali utilizzateo del collegamento realizzato tra le stesse presso la sede dell'abbonatomedesimo.

3. L'utente deve informare l'altro utente quandonel corso della conversazione vengono utilizzati dispositivi checonsentono 1' ascolto della conversazione stessa da parte di altrisoggetti.

Art. 4.
Dati relativi al traffico e alla fatturazionedel servizio

1. I dati personali relativi al traffico trattatiper inoltrare chiamate e memorizzati dal fornitore di un serviziodi telecomunicazioni accessibile al pubblico o dal fornitore dellarete pubblica di telecomunicazioni, sono cancellati o resi anonimial termine della chiamata, fatte salve le disposizioni dei commi2 e 3.

2. Il trattamento finalizzato alla fatturazione per1'abbonato ovvero ai pagamenti tra fornitori di reti in caso diinterconnessione, è consentito sino alla fine del periododurante il quale può essere legalmente contestata la fatturao preteso il pagamento. Per le medesime finalità, possonoessere sottoposti a trattamento i dati concernenti:

    a) il numero o l'identificazione della stazione dell'abbonato;
    b) l'indirizzo dell'abbonato e il tipo di stazione;
    c) il numero dell'abbonato chiamato;
    d) il numero totale degli scatti da considerare nelperiodo di fatturazione;
    e) il tipo, l'ora di inizio e la durata delle chiamateeffettuate e il volume dei dati trasmessi;
    f) la data della chiamata o dell'utilizzazione delservizio;
    g) altre informazioni concernenti i pagamenti.

3. Ai fini della commercializzazione di servizi ditelecomunicazioni, propri o altrui, il fornitore di un serviziodi telecomunicazioni accessibile al pubblico può trattarei dati di cui al comma 2 se l'abbonato ha dato il proprio consenso.

4. Il trattamento dei dati relativi al traffico ealla fatturazione è consentito unicamente agli incaricatiche agiscono sotto la diretta autorità del fornitore delservizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico o, a secondadei casi, del fornitore della rete pubblica di telecomunicazioni,e che si occupano della fatturazione o della gestione del traffico,di analisi per conto dei clienti, dell'accertamento di frodi odella commercializzazione dei servizi di telecomunicazione delfornitore. Il trattamento deve essere limitato a quanto èstrettamente necessario per lo svolgimento di tali attività,e deve assicurare l'identificazione dell'incaricato che accedeai dati anche mediante un'operazione di interrogazione automatizzata.

5. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazionipuò ottenere i dati relativi alla fatturazione o al trafficonecessari ai fini della risoluzione delle controversie ai sensidel decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997,n. 318, in particolare di quelle attinenti all'interconnessioneo alla fatturazione.

Art. 5.
Modalità di pagamento e fatturazionedettagliata

1. I fornitori di servizi di telecomunicazioni accessibilial pubblico sono tenuti a predisporre ogni misura idonea affinché (*) i servizi richiesti e le chiamate effettuate da qualsiasi terminale possano essere pagate con modalitàalternative alla fatturazione, anche anonime, quali le carte di pagamento o prepagate.

1-bis. I fornitori di cui al comma 1 sono tenuti a documentare al Garante, entro il 30 giugno 2002, le misure predisposte. In caso di mancata documentazione si applica la sanzione amministrativa prevista dall'articolo 39, comma 1, della legge 31 dicembre 1996, n. 675. In mancanza di idonee misure il Garante provvede altresì ai sensi dell'articolo 31, comma 1, lettere c) ed l), della medesima legge. (*)

2. Nella documentazione relativa alle chiamate effettuateinviate agli abbonati non vengono evidenziati i servizi e le chiamatedi cui al comma 1.

3. Gli abbonati hanno diritto di ricevere in dettaglio,a richiesta e senza alcun aggravio di spesa, la dimostrazionedegli elementi che compongono la fattura relativi, in particolare,alla data e all'ora di inizio della conversazione, al numero selezionato,al tipo, alla località, alla durata, al numero di scattiaddebitati per ciascuna conversazione. In ogni caso nella documentazionefornita all'abbonato non sono evidenziate le ultime tre cifredel numero chiamato.

Art. 6.
Identificazione della linea

1. Se è disponibile la presentazione dell'identificazionedella linea chiamante, l'utente chiamante deve avere la possibilitàdi eliminare, gratuitamente e mediante una funzione semplice,la presentazione della identificazione della linea chiamante,chiamata per chiamata. L'abbonato chiamante deve avere la stessapossibilità linea per linea.

2. Se è disponibile la presentazione dell'identificazionedella linea chiamante, l'abbonato chiamato deve avere la possibilità,gratuitamente e mediante una funzione semplice, di impedire lapresentazione dell'identificazione delle chiamate entranti.

3. Se è disponibile la presentazione dellalinea chiamante e tale identificazione è presentata primache la comunicazione sia stabilita, l'abbonato chiamato deve averela possibilità, gratuitamente e mediante una funzione semplice,di respingere le chiamate entranti, se la presentazione dell'identificazionedella linea chiamante è stata eliminata dall'utente o abbonatochiamante.

4. Se è disponibile la presentazione dell'identificazionedella linea collegata, l'abbonato chiamato deve avere la possibilitàdi eliminare, gratuitamente e mediante una funzione semplice,la presentazione dell'identificazione della linea collegata all'utentechiamante.

5. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicanoalle chiamate dirette verso altri Paesi; quelle di cui ai commi2, 3 e 4 si applicano anche alle chiamate in arrivo da altri Paesi.

6. Se è disponibile la presentazione dell'identificazionedella linea chiamante o di quella collegata, il fornitore di unarete di telecomunicazioni pubblica o di un servizio di telecomunicazioniaccessibili al pubblico deve informare gli abbonati e gli utentidell'esistenza di tale servizio e delle possibilità, previste ai commi 1, 2, 3 e 4 (**).

Art. 7.
Chiamate di disturbo e di emergenza

1. L'abbonato che riceve chiamate di disturbo puòrichiedere, a proprie spese e anche telefonicamente in caso diurgenza, che il fornitore del servizio di telecomunicazioni accessibileal pubblico renda inefficace la soppressione dell'identificazionedella linea chiamante e conservi i dati relativi alla provenienzadella chiamata ricevuta. L'inefficacia della soppressione puòessere disposta nei soli orari durante i quali si verificano lechiamate di disturbo e per un periodo non superiore a quindicigiorni.

2. L'istanza formulata per iscritto dall'abbonatodeve specificare le modalità di ricezione delle chiamatedi disturbo e, nel caso in cui sia preceduta da una richiestatelefonica, deve essere inviata entro ventiquattro ore.

2-bis. Il fornitore di una rete di telecomunicazioni pubblica o di un servizio di telecomunicazioni accessibili al pubblico deve predisporre procedure adeguate e trasparenti per garantire, linea per linea, l'annullamento della soppressione dell'identificazione della linea chiamante da parte dei servizi abilitati a ricevere chiamate d'emergenza (*).

Art. 8.
Trasferimento automatico della chiamata

1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioniaccessibile al pubblico deve adottare le misure necessarie perconsentire a ciascun abbonato, gratuitamente e mediante una funzionesemplice, di poter bloccare il trasferimento automatico versola propria linea delle chiamate da parte dei terzi.

Art. 9.
Elenco degli abbonati

1. I dati personali relativi agli abbonati contenutiin elenchi cartacei o su supporti magnetici od ottici a disposizionedel pubblico od ottenibili attraverso i servizi che fornisconoinformazioni sugli elenchi sono limitati agli elementi necessariper identificare un determinato abbonato, salvo il caso in cuil'abbonato abbia prestato il proprio consenso espresso alla diffusionedi ulteriori dati personali. L'abbonato ha diritto, gratuitamentee con richiesta documentata per iscritto, di non essere inclusonegli elenchi, di ottenere che il suo indirizzo sia in parte omessoe, se ciò è fattibile dal punto di vista linguistico,di non essere contraddistinto da un riferimento che ne riveliil sesso.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicanoagli elenchi cartacei o su altri supporti pubblicati prima dellaentrata in vigore del presente decreto legislativo.

Art. 10.
Chiamate indesiderate

1. L'uso di un sistema automatizzato di chiamatasenza intervento di un operatore o del telefax per scopi di inviodi materiale pubblicitario o di vendita diretta, ovvero per ilcompimento di ricerche di mercato o di comunicazione commercialeinterattiva, è consentito con il consenso espresso dell'abbonato.

2. Le chiamate per le finalità di cui al comma1, effettuate con mezzi diversi da quelli ivi indicati, sono consentiteai sensi degli articoli 11 e 12 della legge.

Art. 11.
Sanzioni

1. Per la violazione delle disposizioni di cui agliarticoli 4, 9 e 10, restano ferme le sanzioni di cui all'articolo35 della legge.

CAPO II
DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'ATTIVITA' GIORNALISTICA

Art. 12.
Attività giornalistica

1. Nell'articolo 12, comma 1, lettera e), della legge31 dicembre 1996, n. 675, le parole «, nel rispetto del»sono sostituite dalle seguenti: «. In tale caso, si applicail».

2. Nell'articolo 20, comma 1, lettera d), della legge31 dicembre 1996, n 675, le parole: «, nei limiti del»sono sostituite dalle seguenti: «. Restano fermi i limitidel», e le parole «e nel rispetto del» sono sostituitedalle seguenti: «. Si applica inoltre il».

3. Il comma 1 dell'articolo 25 della legge 31 dicembre1996, n. 675, è sostituito dal seguente:

«1. Le disposizioni relative al consenso dell'interessatoe all'autorizzazione del Garante, nonché il limite previstodall'articolo 24, non si applicano quando il trattamento dei datidi cui agli articoli 22 e 24 è effettuato nell'eserciziodella professione di giornalista e per l'esclusivo perseguimentodelle relative finalità. Il giornalista rispetta i limitidel diritto di cronaca, in particolare quello dell'essenzialitàdell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico, fermarestando la possibiltà di trattare i dati relativi a circostanzeo fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso isuoi comportamenti in pubblico.».

4. Il comma 2 dell'articolo 25 della legge 31 dicembre1996, n. 675, è così modificato:

    a) alla fine del primo periodo, è aggiunto,prima del punto, il seguente: «, in particolare per quantoriguarda quelli idonei a rivelare lo stato di salute e la vitasessuale.»;
    b) nel secondo periodo, dopo le parole: «ilGarante» sono inserite le seguenti: «in cooperazionecon il Consiglio,»;
    c) dopo il secondo periodo, è inserito ilseguente: «Il codice è pubblicato sulla Gazzetta Ufficialea cura del Garante, e diviene efficace quindici giorni dopo lasua pubblicazione.».

CAPO III
Disposizioni finali

Art. 13.
Disposizioni finali

1. Per quanto non previsto dal presente decreto,si applica la legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazionie integrazioni.

2. L'attuazione delle disposizioni del presente decretonon può comportare l'imposizione, per i terminali o altreapparecchiature di telecomunicazione, di obblighi inderogabilirelativi alle specifiche e alle norme tecniche che possano ostacolarnel'immissione sul mercato e la libera circolazione, salva la proceduracomunitaria concernente la notifica delle specifiche e norme tecniche.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

Dato a Roma, addì 13 maggio 1998

SCALFARO

PRODI, Presidente del Consiglio dei Ministri    
FLICK, Ministro di grazia e giustizia                

Visto, il Guardiasigilli: FLICK


NOTE

(*) In applicazione dal 1 febbraio 2002.

(**) In applicazione dal 1 marzo 2002.