Già dal prossimo inverno comincerà
la distribuzione del nuovo documento d'identificazione basato
su sistemi di riconoscimento elettronico delle informazioni contenute. E nel terzo millennio tutti lo avremo nel portafoglio.
Chip d'identità
di
Andrea Mauri
IL PROBLEMA DELLA PRIVACY E
DELLA PROTEZIONE DEI DATI
Multifunzionalità: è questa
la parola chiave della nuova carta d'identità magnetica,
che presto andrà a sostituire il vecchio documento cartaceo.
Prevista dalla legge Bassanini sulla semplificazione amministrativa
(L. 127/97), la carta magnetica ci accompagnerà
fin dalla nascita e non sarà più soltanto un semplice
documento di identificazione. La tessera allo studio dell'Aipa,
l'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione,
e il ministero della Funzione Pubblica sarà un vero e proprio
sistema informativo che, oltre a fornire i dati della persona,
offrirà numerosi servizi. Sarà composta da un microchip
che racchiuderà informazioni riservate, non modificabili,
pena la distruzione, che verranno registrate su un bollino creato
fin dalla nascita del titolare.
Ma come funzionerà? «La scelta
è ricaduta sull'impiego di un microchip elettronico che
verrà diviso in due settori», spiega Roberto Benzi,
uno dei componenti dell'Aipa. Il primo conterrà i dati
anagrafici del titolare della tessera, il suo codice fiscale,
il gruppo sanguigno, l'Asl di appartenenza e altre indicazioni
essenziali sullo stato di salute: quelle utili subito in casi
di emergenza, ma che non violano la privacy del cittadino. Le
quali avranno valenza nazionale. La seconda sezione del microchip
sarà gestita direttamente dalle autonomie locali. Ciascun
Comune infatti attiverà in rete alcuni servizi essenziali
per la cittadinanza: il rilascio della certificazione anagrafica
e scolastica, il pagamento dell'Ici e di altre imposte comunali,
e così la carta d'identità diverrà lo strumento
per comunicare con il municipio di appartenenza anche senza recarsi
fisicamente negli uffici comunali per assolvere a questi compiti.
«Tutto dipenderà dalle amministrazioni locali, se
realizzeranno o meno servizi in rete. Ma alcune si stanno già
organizzando a proposito», chiarisce Ermanno Granelli, consigliere
giuridico del ministro della Funzione Pubblica Franco Bassanini.
«Se i Comuni attiveranno le tecnologie più avanzate
- prosegue Granelli - allora la carta magnetica servirà
anche per fare da casa tutte quelle operazioni per le quali ora
è necessario spostarsi».
Strumento indispensabile per rendere operativo
il nuovo documento sarà un computer con lettore che farà
apparire su un monitor ciò che è stato messo nella
tessera. Inserendo la carta nel lettore, questo riconoscerà
il bollino e fornirà sullo schermo i dati che vi troverà
registrati. Ci sono in commercio lettori per tutti i prezzi, ovviamente
i più costosi permettono di avviare operazioni più
complesse.
Altra importante novità è che
non sarà più necessario aspettare i sedici anni
per ottenere il documento: la carta d'identità magnetica
verrà rilasciata dalla nascita, come accade per il codice
fiscale e dovrà essere rinnovata dopo pochi anni, sempre
per garantire la tutela e la riservatezza dei dati che contiene.
Quindi andrà in soffitta la scadenza del documento dopo
cinque anni.
«In fondo - afferma Benzi - siamo già
abituati a rinnovare ogni due, tre anni al massimo il bancomat
o la carta di credito. Il documento di identità sarà
un'altra tessera che dovremo cambiare insieme con le carte che
abbiamo nel portafoglio». In aggiunta con la foto digitalizzata
e la plastica del tesserino altamente indistruttibile si dovrebbe
risolvere il problema della sua contraffazione, una valida soluzione
alla circolazione delle molte carte false di cui controllare il
mercato è arduo.
Si tratta insomma di una grande conquista. Ma a quali costi? «Certo,
i costi saranno alti per i materiali impiegati, - ammette Granelli
- ma anche i benefici saranno maggiori rispetto a prima e ce ne
si renderà conto presto». A proposito c'è un'altra
questione aperta: come convincere i cittadini che questa innovazione
porterà effettivamente dei vantaggi? E come si riuscirà
a vincere l'atavica diffidenza verso tutto ciò che ci offre
la pubblica amministrazione? «Praticità e convenienza
convincono sempre», assicura Granelli. «Questi sono
le caratteristiche della nuova carta d'identità. Tutte
le innovazioni utili vengono accettate, ci vuole solo un po' di
tempo».
Ma quando verrà avviata la procedura di trasformazione
delle attuali carte d'identità nel nuovo documento elettronico?
Dai primi mesi del 1999 la carta d'identità
magnetica dovrebbe essere nelle nostre tasche. Ma già nel
corso di quest'anno qualche Comune potrebbe sostituire il documento
cartaceo con la nuova tessera. L'impegno è quello di creare
un sistema in rete adeguato a far funzionare a pieno regime il
nuovo metodo di identificazione.
Nei primi tempi i cittadini potranno scegliere
se rinnovare il vecchio documento scaduto oppure entrare in possesso
della tessera, ma non appena il sistema funzionerà pienamente
tutti dovranno essere muniti della nuova versione.
I tempi di rilascio saranno più brevi
e le attese, che in alcuni casi oggi durano anche un mese, per
avere il documento saranno solo un ricordo.
I prossimi impegni sono, inoltre, l'attuazione
del regolamento amministrativo, che dovrà stabilire contenuto
e requisiti del documento, e l'approvazione del regolamento tecnico,
che sancirà gli aspetti più propriamente tecnologici
relativi alla carta in base alle sperimentazioni effettuate. Quando
tutto sarà pronto, e non prima, partirà la campagna
informativa per spiegare ai cittadini le novità del cambiamento.
Sarà questa, probabilmente, la fase
più difficile, quando dovranno essere gestiti due sistemi
contemporaneamente, quello vecchio, con le carte d'identità
in formato cartaceo, rilasciate secondo la normale, usuale procedura
e quello nuovo, basato su computer chip e microprocessori. In
prospettiva, la carta d'identità elettronica andrà
a sostituire anche altri documenti attualmente necessari per la
burocrazia amministrativa locale e nazionale, come i certificati
di nascita, di residenza e di stato di famiglia. Basterà
avere con sé la propria carta d'identità elettronica
per dimostrare dove si è nati, quando e come è la
propria condizione familiare.
E questo, come detto, varrà sia per
gli adulti che per i minorenni. Un passo in avanti notevole nella
"sburocratizzazione" (brutto neologismo, ma di efficace
significato) della macchina amministrativa. Il cittadino non dovrà
più fare il postino per conto dello Stato, portando da
una parte all'altra documenti che lo Stato già possiede
nei suoi archivi. E contemporaneamente, le risorse impegnate nella
gestione della burocrazia, potranno essere più proficuamente
utilizzate per fornire nuovi servizi ai cittadini o per rendere
ancora più efficienti quelli vecchi.
Quali sono, però, i rischi della carta
d'identità elettronica? Il rischio principale è
sempre quello del Grande Fratello, della privacy violata. L'enorme
mole di dati che verrà accumulata su ogni singolo cittadino
rischia di diventare un vero e proprio archivio il cui utilizzo
illegittimo potrebbe essere il vero pericolo del nostro futuro
di persone inserite in un mondo sempre più tecnologico.
Per evitare questo, la legge sulla privacy dovrà essere
anche rigorosamente applicata per quanto riguarda la carta d'identità
elettronica. E non tanto per quel che riguarda l'acquisizione
dei dati, operazione legittimamente svolta dallo Stato, quanto
dalla protezione ferrea delle banche-dati contenenti tutte le
informazioni che ci possono riguardare, comprese quelle definite
dalla legge stessa "sensibili".
(N.d.r.: Ripreso dal settimanale Computer Valley
di la Repubblica n. 25 del 2 aprile 1998)
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