I "Comitati sulla tutela della privacy" possono, qualche volta, nuocere alla causa della riservatezza dei cittadini, piuttosto che aiutarla.

Piccola storia immaginaria dal cyberspazio

C'era una volta in America una cittadina di campagna che si chiamava Tom...., Tom .. (e, .... qualcos'altro che non ricordo ma, certamente, il nome cominciava per "Tom"), ove gli agricoltori, ogni tanto, si riunivano in mezzo ai campi coltivati per discutere sullo stato della loro città, ascoltati soltanto dalle lunghe orecchie delle spighe di grano.

Quella volta, erano tutti un po' turbati per la recente divulgazione pubblica delle linee di credito accordate dalla Cassa di Risparmio Locale (CRL) ai suoi clienti e, così, decisero di costituire un comitato per entrare nel merito della questione.

Presentarono, quindi, le loro perplessità al sindaco della città il quale, assieme a numerosi altri pubblici amministratori, fu profondamente preoccupato per la mancata riservatezza delle informazioni riguardanti i cittadini di Tom, al punto di fare una legge per vietare la divulgazione di massa dei crediti accordati.

Successivamente, con l'invenzione del telefono, ci fu la preoccupazione per le intercettazioni telefoniche; i cittadini, infatti, usando il telefono, non avevano più lo stesso livello di riservatezza di cui beneficiavano in mezzo ai campi coltivati, poichè tutte le conversazioni passavano attraverso la locale centrale della Società dei Telefoni (ST).

Poteva quindi accadere che, qualche giornalista volesse intercettare le comunicazioni telefoniche, per poter scrivere sul giornale le peggiori storie possibili di alcuni normali avvenimenti della vita cittadina.E, di recente, era stata anche decisa la privatizzazione della ST!

Quantomeno, fino a quando la Società dei Telefoni di Tom era di proprietà pubblica o, comunque, sotto il controllo pubblico, i cittadini potevano chiedere ai pubblici amministratori di proteggere la loro riservatezza, facendo leggi per imporre alla ST di proteggere la rete telefonica da tutte le intercettazioni illegali.

Nel frattempo, era arrivata l'invenzione della televisione. All'inizio, l'apparecchio televisivo era molto costoso ed apparivano in TV soltanto i personaggi più famosi ma, appena divenne più economico, apparirono le telecamere per la video sorveglianza, dapprima nelle banche, poi puntate sui cassieri dei grandi magazzini ed, infine, in ogni angolo dei grandi magazzini, puntate sui clienti.

In seguito, apparirono nei ristoranti puntate, prima sui cassieri e poi sui clienti. Capitava, a volte, che personaggi famosi che cenavano in questi ristoranti, trovassero pubblicate le loro immagini sui giornali o altri media.

Una volta, una famosa signora che stava allenandosi in una palestra per sole donne, trovò pubblicate su alcuni giornali le sue immagini durante gli esercizi con le macchine.

I cittadini chiesero ai loro governanti di mettere fine a queste situazioni e di fare una legge contro questo stato di cose.

Furono quindi organizzati, nel salone del comune, una serie di corsi di formazione per i comitati per la privacy, per dare un indirizzo comune di comportamento ed il sindaco affrontò il problema molto seriamente, facendo nuove leggi ed autorizzando la polizia locale a vietare la divulgazione di massa delle immagini video di privati.

Naturalmente, una volta risolto questo problema, le telecamere non disturbavano nessuno e, così, ne vennero installate un maggior numero al fine di ridurre ulteriormente i crimini.

Esse cominciarono ad apparire in posti che erano considerati privati, come dietro gli specchi nei salottini di prova dei grandi magazzini, nei bagni pubblici, negli spogliatoi chiusi a chiave, etc.

Ma, grazie alle leggi sulla privacy approvate dal comitato, non c'era alcuna violazione della riservatezza.

Il potere della legge nella città di Tom era molto più forte di ogni altro fatto e ciascun abitante di Tom aveva certezza che le leggi sulla privacy lo avrebbero protetto dai giornali e da altri attentatori alla riservatezza personale.

Questa certezza lasciò all'applicazione della legge di risolvere i crimini e, allo stesso tempo, lasciò in pace tutti. Questo compromesso tra la necessità di applicare la legge e la necessità di tutela della privacy fu accettato dalla maggioranza dei cittadini di Tom.

La popolazione di Tom sapeva che la privacy è "il diritto di essere lasciato solo", così, quando avvenne che alcuni cittadini di Tom cospirarono contro la faticosa applicazione della legge, andando a visitare gli amici nelle loro case, piuttosto che usare i telefoni "a-difesa-della-riservatezza", fu portata avanti una nuova proposta: fu chiamata "Cimice" e consisteva nell'installazione di un microfono in ogni abitazione; questo fatto non fu ritenuto una violazione della privacy perchè serviva soltanto per consentire l'applicazione della legge ed, inoltre, non produceva alcun rumore.

Un altoparlante in ogni abitazione sarebbe stato una chiara violazione della riservatezza individuale, perchè avrebbe violato con evidenza "il diritto di restare soli".

Un microfono, invece, poteva essere più accettabile perchè non necessariamente avrebbe disturbato un residente.

E, comunque, poteva essere accettato soltanto se le informazioni fossero state custodite e mantenute al sicuro all'interno del Dipartimento di Polizia della città di Tom.

Un microfono da casa "sicuro" può non disturbare le persone quanto, invece, disturba un microfono da casa "non sicuro", perchè un sistema non sicuro potrebbe causare che conversazioni confidenziali cadano nelle mani dei giornali della città, violando il "diritto di restare soli".

Questo è il motivo del perchè le registrazioni dai microfoni di tutte le abitazioni venivano conservate chiuse sotto chiave nel Dipartimento di Polizia della città di Tom.

Altre invenzioni, quale il controllo accessi tramite scheda magnetica furono trattati nella stessa maniera: la nuova chiave a scheda magnetica rilasciata ad ogni cittadino di Tom aveva un codice univoco per identificare quell'individuo.

Furono emanate alcune leggi e fu dato anche un consiglio (ma non ricordo quale) dai difensori della riservatezza, contro la registrazione e la vendita delle informazioni ricavate dai lettori di scheda magnetica.

Il sistema proposto avrebbe letto la scheda, identificato l'individuo, trasmessa l'informazione in una località remota e verificata l'identità dell'individuo con un elenco di controllo degli accessi, assicurando, al tempo stesso, il rispetto della legge e del suggerimento (qualunque esso fosse).

Questo mantenne tutti felici perchè i giornali non potevano riportare notizie di chi fosse uscito, e con chi, e la gente .......................

Ottenere la riservatezza
rendendo disponibili a ciascuno le informazioni private

La maggior parte delle persone di Tom era felice, ma un piccolo gruppetto se ne andò per costituire un nuovo distretto, più lontano, scendendo a valle.

Essi sentivano che rendere pubbliche una serie di informazioni, quali quelle finanziarie e simili, poteva rendere ciascuno consapevole esattamente di quante informazioni fossero state raccolte per ogni persona e, quindi, consapevole delle conseguenze possibili di tale accumulo di informazioni.

Le persone nel nuovo distretto giunsero a valutare che "la pubblicità postale" ha in sè alcuni lati utili; serve a ricordare costantemente quanto di corretto è conosciuto su di noi.

Di conseguenza, essi non introdussero alcuna "legge sulla privacy" che proibisse gli affari provenienti dall'invio di posta non richiesta, poichè essi riconobbero che tale legge non sarebbe stata un miglioramento della legge sulla privacy, ma piuttosto, un miglioramento della legge sulla pseudo-privacy dei cittadini.

Queste persone capirono che la "pseudo-privacy" e la privacy non sono la stessa cosa, ma piuttosto, sono spesso all'opposto l'una dell'altra. Essi capirono che le tecnologie delle pseudo-privacy, come un sistema di "pinzatura" per chiudere"le pinze", non era nel loro maggiore interesse.