Università degli studi di Pavia

DECRETO RETTORALE 30 aprile 1999

Regolamento di attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
(Gazzetta Ufficiale n. 115 del 19-05-1999)

Capo I
IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

IL RETTORE

Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche ed integrazioni, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, con il quale è stato emanato il regolamento per la disciplina delle modalità di esecuzione e dei casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi in attuazione dell'art. 24, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241;

Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993 e successive modifiche ed integrazioni;

Visto lo statuto di autonomia dell'Università degli studi di Pavia, emanato con decreto rettorale del 12 settembre 1996;

Vista la nota n. 12959 del 1 dicembre 1998 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, relativa alla trasmissione del parere della commissione per l'accesso ai documenti amministrativi relativo al regolamento di attuazione dell'art. 24, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, predisposto dall'amministrazione universitaria, con il quale venivano formulate alcune osservazioni che sono state accolte nella predisposizione del regolamento stesso;

Ritenuto di dover prevedere, attraverso apposito regolamento, i termini entro i quali si debbono concludere i procedimenti amministrativi di competenza dell'Università, individuare le unità organizzative responsabili dell'istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, i responsabili del procedimento ed i casi di differimento e di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi;

Vista la delibera del consiglio di amministrazione del 29 aprile 1999;

Decreta:

È emanato il seguente regolamento di attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi:

Articolo 1
Oggetto

1. L'Università di Pavia impronta la propria attività amministrativa a criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza uniformandosi ai principi ed alle disposizioni stabiliti dalla vigente legislazione in materia, in particolare dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

2. L'Università di Pavia assicura il diritto di accesso ai documenti amministrativi secondo le modalità ed i limiti stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, dal decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, e dal presente regolamento.

3. In attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi e del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, recante la disciplina delle modalità di esercizio e dei casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi, il presente regolamento stabilisce, per ciascun tipo di procedimento di competenza dell'Università di Pavia, il termine entro il quale esso deve concludersi, l'unità organizzativa responsabile dell'istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale nonchè dell'adozione del provvedimento finale, il funzionario responsabile del singolo procedimento, le modalità di esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi e le categorie dei documenti formati o comunque rientranti nella disponibilità dell'Università di Pavia sottratti al diritto di accesso.

4. Per "unità organizzativa" si intende, ai fini del presente regolamento, la struttura dell'amministrazione dell'Università di Pavia ovvero la struttura didattica, scientifica e di servizio competente allo svolgimento del procedimento o alla formazione definitiva del provvedimento ovvero a detenerlo stabilmente.

Articolo 2
Ambito di applicazione

1. Il presente regolamento si applica ai procedimenti amministrativi, promuovibili d'ufficio o ad iniziativa di parte, che siano di competenza degli organi e degli uffici dell'Università di Pavia.

2. Detti procedimenti devono concludersi mediante l'adozione di un provvedimento espresso e motivato nel termine stabilito per ciascun tipo di procedimento nelle tabelle allegate che costituiscono parte integrante del presente regolamento.

3. I procedimenti eventualmente non elencati, con il relativo termine finale, nelle predette tabelle, devono concludersi nel termine di trenta giorni dal ricevimento dell'istanza di parte o dall'avvio d'ufficio, ove un diverso termine non derivi da altre disposizioni di legge o di regolamento.

4. Per i procedimenti avviati prima della data di entrata in vigore del presente regolamento, i termini di cui ai commi precedenti iniziano a decorrere da tale data.

5. In caso di modifica del presente regolamento, i nuovi termini si applicano ai procedimenti avviati successivamente all'entrata in vigore del nuovo regolamento.

Articolo 3
Decorrenza del termine iniziale per i procedimenti d'ufficio

1. Per i procedimenti d'ufficio il termine iniziale decorre dalla data in cui l'unità organizzativa abbia notizia del fatto da cui sorge l'obbligo di provvedere.

2. Qualora l'atto propulsivo promani da organo o ufficio di altra Amministrazione il termine iniziale decorre dalla data di ricevimento, da parte dell'Università di Pavia, della richiesta o della proposta.

Articolo 4
Decorrenza del termine iniziale per i procedimenti a iniziativa di parte

1. Per i procedimenti a iniziativa di parte il termine iniziale decorre dalla data di ricevimento della domanda o istanza da parte dell'unità organizzativa di cui al precedente art. 3.

2. Ove la domanda dell'interessato sia ritenuta irregolare o incompleta, il responsabile del procedimento ne dà comunicazione al richiedente tempestivamente, o comunque entro trenta giorni, indicando le cause della irregolarità o della incompletezza. In questi casi il termine iniziale decorre dal ricevimento della domanda regolarizzata o completata.

3. Al ricevimento della domanda, ove richiesto dall'interessato, l'ufficio competente rilascia una ricevuta contenente, se possibile, le indicazioni di cui all'art. 8 della legge n. 241/1990. Tali indicazioni sono comunque fornite all'atto della comunicazione dell'avvio del procedimento di cui all'art. 7 della citata legge e all'art. 5 del presente regolamento. Per le richieste o domande inviate a mezzo del servizio postale, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, la ricevuta è costituita dall'avviso stesso.

Articolo 5
Pubblicità del procedimento amministrativo e partecipazione allo stesso

1. Salvo che non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità, e salvo altresì il caso in cui l'amministrazione concluda in tempi particolarmente brevi il procedimento in senso completamente favorevole all'interessato e non vi siano altri soggetti portatori di un interesse giuridicamente rilevante, il responsabile del procedimento dà comunicazione dell'inizio del procedimento ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti, ai soggetti la cui partecipazione al procedimento sia prevista da legge o da regolamento nonchè ai soggetti individuati o facilmente individuabili, ai quali dal provvedimento possa derivare un pregiudizio.

Nella comunicazione deve essere indicato:

a) l'unità organizzativa alla quale è affidato il procedimento (e le altre unità organizzative eventualmente interessate allo stesso);

b) il responsabile del procedimento;

c) la persona o le persone che possano sostituirlo in caso di assenza o temporaneo impedimento;

d) l'ufficio in cui si può prendere visione degli atti;

e) il termine entro il quale presentare eventuali memorie e documenti.

2. È data facoltà ai destinatari di tale comunicazione di intervenire nel procedimento amministrativo ai sensi degli articoli 9, 10 e 11 della legge n. 241/1990. Coloro che hanno titolo a prendere parte al procedimento possono presentare memorie e documenti entro un termine pari alla metà di quello fissato per la durata del procedimento.

Nel caso in cui per particolari motivate esigenze il procedimento debba concludersi prima del termine fissato, il responsabile comunicherà agli interessati il termine più breve e quello concesso per presentare le predette memorie e documenti.

3. Se per il rilevante numero dei destinatari e/o per l'indeterminatezza degli stessi, la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, le comunicazioni di cui al comma I del presente articolo, dovranno essere effettuate, a seconda dei casi, mediante avvisi pubblici affissi all'albo dell'Università e/o circolari indirizzate a tutte le unità organizzative dell'Ateneo con l'esposizione delle ragioni che giustificano la deroga.

Articolo 6
Termine finale del procedimento

1. I termini per la conclusione dei procedimenti si riferiscono alla data di adozione del provvedimento ovvero, nel caso di provvedimenti ricettizi, alla data di effettuazione della comunicazione.

2. Ove non sia diversamente disposto, per i procedimenti di modifica di provvedimenti già emanati si applicano gli stessi termini finali indicati per il procedimento principale.

3. Quando la legge preveda che la domanda dell'interessato si intende respinta o accolta dopo l'inutile decorso di un determinato tempo dalla presentazione della domanda stessa, il termine previsto dalla legge o dal regolamento per la formazione del silenziorigetto o del silenzioassenso costituisce altresì il termine entro il quale l'Amministrazione può adottare la propria determinazione esplicita.

4. L'unità organizzativa competente non può aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria. In ogni caso, qualora il responsabile del procedimento ritenesse non potersi concludere il procedimento medesimo nei termini previsti, dovrà informare tempestivamente i propri superiori, illustrando i motivi dell'impossibilità a provvedere e/o le ragioni del ritardo e dare tempestiva comunicazione ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti e a quelli che per legge debbano intervenirvi, indicando un nuovo termine normalmente di durata non superiore a quello previsto in via ordinaria dal presente regolamento.

5. L'acquisizione in via facoltativa od obbligatoria di pareri e di valutazioni tecniche di altre pubbliche amministrazioni comporta la sospensione del termine previsto per la conclusione del procedimento. In tal caso il responsabile del procedimento è tenuto ad informare gli interessati.

Articolo 7
Altri casi di sospensione del termine

1. Oltre che nei casi indicati nell'ultima parte del quinto comma dell'art. 6, il termine per la conclusione del procedimento rimane sospeso:

a) se per la prosecuzione del procedimento debba essere compiuto un adempimento da parte dell'interessato, per il tempo impiegato per tale adempimento;

b) per il tempo necessario all'acquisizione di atti di altre amministrazioni che sono indispensabili per il procedimento.

Capo II
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO

Articolo 8
Unità organizzativa responsabile del procedimento

1. Le unità organizzative responsabili dell'istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonchè dell'adozione del provvedimento finale sono le divisioni, i servizi, le ripartizioni, gli uffici ed i settori costituenti l'apparato amministrativo e tecnico dell'amministrazione centrale nonchè le strutture didattiche, scientifiche e di servizio nelle quali si articola l'Università.

Articolo 9
Responsabile del procedimento

1. Sulla base delle competenze attribuite per materia alle singole "unità organizzative" dell'amministrazione centrale, così come risultano indicate nelle tabelle allegate, il dirigente ed il direttore delle strutture didattiche, scientifiche e di servizio, provvedono ad individuare in base all'art. 5, comma 1, della legge n. 241/1990, il responsabile del procedimento di qualifica funzionale non inferiore alla VI. Analoga responsabilità è attribuita ai preposti ad unità organizzative o alle strutture scientifiche didattiche e di servizio a titolo di supplenza o di vicarietà. In caso di assenza od impedimento dei soggetti, come sopra preposti all'unità organizzativa, analoga responsabilità è attribuita al soggetto presente nella medesima unità e rivestente la qualifica più alta, ovvero a quello con maggiore anzianità nella stessa qualifica.

2. Il responsabile del procedimento esercita le attribuzioni contemplate dagli articoli 5 e 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e dal presente regolamento.

In particolare il responsabile del procedimento:

a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l'emanazione del provvedimento;

b) accerta d'ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all'uopo necessari, e adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria. In particolare, può richiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali;

c) propone l'indizione o, avendone la competenza, indice le conferenze di servizi di cui all'art. 14 della legge n. 241/1990 e successive modifiche ed integrazioni;

d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti;

e) adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all'organo competente per l'adozione.

Inoltre è tenuto:

1) all'acquisizione d'ufficio dei documenti già in possesso dell'amministrazione ed all'accertamento d'ufficio di fatti, stati e qualità che la stessa amministrazione o altra pubblica amministrazione è tenuta a certificare;

2) all'applicazione della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive disposizioni sull'autocertificazione e sulla presentazione di atti e documenti;

3) all'acquisizione dei pareri consultivi o delle valutazioni tecniche indicate negli articoli 16 e 17 della legge 7 agosto 1990 n. 241, nonchè agli adempimenti previsti negli stessi articoli ;

4) ad assicurare l'esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352;

5) a formare il provvedimento conclusivo del procedimento ai fini della sua emanazione, curando che siano indicati i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche, quando il provvedimento contiene una decisione dell'amministrazione, nonchè l'organo giurisdizionale a cui adire in caso di ricorso con l'indicazione dei relativi termini.

3. Il responsabile del procedimento cessa dalle sue posizioni in caso di assenza o temporaneo impedimento e dovrà essere tempestivamente sostituito nelle funzioni di cui al procedimento stesso.

4. Il dirigente, il personale con attribuzioni di funzioni vicarie dirigenziali e, limitatamente ai servizi tecnici afferenti alla direzione amministrativa, i titolari di funzioni equiparate, il direttore delle strutture didattiche, scientifiche e di servizio, coordinano le attività dei responsabili dei procedimenti ed esercitano il potere sostitutivo in caso di inerzia.

5. Il direttore amministrativo in presenza di comprovate e specifiche esigenze, può formalmente assegnare con atto scritto determinati procedimenti ad unità organizzative diverse da quelle competenti sulla base di quanto indicato nelle tabelle indicate nell'allegato n. 1 ; in tal caso l'unità organizzativa assegnataria assumerà a tutti gli effetti la responsabilità del relativo procedimento.

6. Al direttore della struttura didattica, scientifica e di servizio compete l'adozione del provvedimento finale: a tale scopo egli assume, ove occorra, tutte le iniziative rientranti nelle proprie attribuzioni per consentire al responsabile il regolare espletamento dell'intero procedimento e l'eventuale esercizio del diritto di accesso.

7. Ferma restando l'immediata impugnabilità in via giurisdizionale, contro i provvedimenti adottati dal rettore, dal direttore amministrativo e dalle strutture amministrative centrali e periferiche è ammesso, entro dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento, reclamo scritto al rettore. In mancanza di decisione sul reclamo entro i successivi venti giorni, il reclamo stesso si intende rigettato.

Articolo 10
Procedimenti di competenza di più servizi o uffici

1. Quando un procedimento è gestito in sequenza successiva da due o più sezioni o uffici della stessa o di diverse divisioni, il responsabile della fase iniziale è, salvo diversa disposizione, responsabile dell'intero procedimento e provvede alle comunicazioni agli interessati, informandoli anche delle strutture che intervengono successivamente nel procedimento.

2. Il responsabile del procedimento, per le fasi dello stesso che non rientrano nella sua diretta competenza, ha il dovere di seguirne l'andamento presso gli uffici e i servizi competenti, dando impulso all'azione amministrativa.

3. In particolare, il responsabile del procedimento concorda per tipi di procedimento o per singoli procedimenti con le Sezioni e gli uffici competenti nelle fasi successive, la ripartizione dei tempi a disposizione di ciascuno sollecitandone, ove occorra, il rispetto.

4. Per le fasi del procedimento che non rientrino nella sua diretta disponibilità, il responsabile del procedimento risponde limitatamente ai compiti previsti dai precedenti commi.

5. Il direttore amministrativo può stabilire le opportune istruzioni per l'attuazione delle disposizioni dei precedenti commi ed è competente a risolvere gli eventuali conflitti di attribuzione in materia di competenza a provvedere per le diverse unità organizzative qualora le stesse afferiscano a strutture non dirette da un unico dirigente o titolare di funzioni equiparate per i servizi tecnici.

Capo III
MODALITÀ DI ESERCIZIO E CASI DI ESCLUSIONE DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI.

Articolo 11
Oggetto

1. Il presente capo disciplina le modalità di esercizio del diritto di accesso secondo quanto disposto dagli articoli 3 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352 e dei casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi, agli effetti dell'art. 24, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Articolo 12
Ambito di applicazione del diritto di accesso

1. Ai sensi dell'art. 22 della legge n. 241/1990 e del decreto del Presidente della Repubblica n. 352/1992 è riconosciuto, al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorire lo svolgimento imparziale, il diritto di accesso ai documenti amministrativi a chiunque vi abbia un interesse, personale e concreto, per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti. Tale diritto di accesso si applica in quanto compatibile, alle amministrazioni, associazioni e comitati portatori di interessi pubblici o diffusi.

2. Il diritto di accesso si esercita, con riferimento agli atti del procedimento, ed anche durante il corso dello stesso, nei confronti del rettore o del responsabile della struttura didattica, scientifica o di servizio competente.

3. Il diritto di accesso è concesso per tutti gli atti amministrativi con esclusione di quelli per i quali necessita tutelare la riservatezza di terzi, persone, gruppi di imprese, ai sensi del successivo art. 15.

Articolo 13
Responsabile del procedimento di accesso

1. Responsabile del procedimento di accesso, anche per gli atti infraprocedimentali, è il dirigente, o il direttore di strutture didattiche, scientifiche o di servizio, o su designazione di questi, altro dipendente di qualifica funzionale non inferiore alla VI, addetto all'unità organizzativa competente a formare l'atto o a detenerlo stabilmente.

2. Nelle strutture didattiche, scientifiche o di servizio, il direttore può delegare le attribuzioni di cui al primo comma, anche ad un docente.

Articolo 14
Categorie di documenti amministrativi sottratti al diritto di accesso

1. Ai sensi dell'art. 24, secondo comma lettera d) della legge n. 241/1990 e dell'art. 8, comma 5, lettera d) del decreto del Presidente della Repubblica n. 352/1992 ed in relazione all'esigenza di salvaguardare la riservatezza di terzi, persone, gruppi ed imprese, garantendo peraltro ai medesimi la visione degli atti relativi ai procedimenti amministrativi, la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i loro interessi giuridici, sono sottratti all'accesso:

a) documenti relativi alla carriera, al trattamento economico, alla salute, alla situazione finanziaria e alla vita privata dei dipendenti, ad eccezione dell'informazione circa la qualifica e la struttura di appartenenza, e dei collaboratori professionali anche esterni, aventi a qualsiasi titolo un rapporto di lavoro con l'Ateneo, nonchè di soggetti estranei all'amministrazione, membri di organi collegiali e commissioni presso l'Ateneo; resta salvo il diritto di accesso del dipendente ai documenti che lo interessano direttamente, secondo quanto previsto dalla normativa vigente;

b) documenti relativi al curriculum studiorum e alla vita privata di studenti, specializzandi, dottorandi, borsisti, allievi di corsi di formazione professionale, o altri soggetti che comunque svolgano attività di studio o di ricerca presso l'Ateneo; al fine di favorire l'eventuale accesso al mondo del lavoro e delle professioni, notizie sui soggetti predetti, potranno essere rilasciate a coloro che presentino formale richiesta, purchè dichiarino che le informazioni sono richieste in relazione ad un eventuale inserimento nella propria struttura lavorativa o in strutture da essi rappresentate e previa acquisizione dell'assenso degli interessati che può essere anche rilasciato in via generale;

c) documenti relativi all'operato di organi e commissioni di studio e controllo dell'attività amministrativa che non vengano acquisiti nel procedimento quali presupposti del provvedimento finale;

d) documenti relativi a studi e ricerche per la salvaguardia del diritto all'invenzione, nonchè i risultati delle ricerche commissionate dai terzi ai sensi dell'art. 66 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/1980;

e) documenti in possesso dell'amministrazione in relazione allo svolgimento, da parte dei propri dipendenti, di attività professionale medicosanitaria, legale o di altra attività per la quale sia previsto dall'ordinamento il rispetto del segreto professionale;

f) documenti relativi agli atti stipulati dall'amministrazione secondo la disciplina privatistica, ove ciò sia di pregiudizio agli interessi indicati nell'art. 24 della legge n. 241/1990 e nell'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 352/1992.

2. Sono altresì esclusi dal diritto di accesso, ai sensi dell'art. 8, comma 5, lettere a), b), c) del decreto del Presidente della Repubblica n. 352/1992 i programmi scientifici nonchè le relazioni scientifiche riguardanti rapporti nazionali ed internazionali in materia di sicurezza, di difesa nazionale, di relazioni internazionali, di politica monetaria e valutaria.

3. Sono inoltre esclusi dal diritto di accesso i documenti che altre amministrazioni escludono dall'accesso e che l'Amministrazione detiene stabilmente in quanto atti di un procedimento di propria competenza.

Articolo 15
Casi di differimento dell'accesso ai documenti amministrativi

1. Il differimento dell'accesso ai documenti amministrativi è disposto, ai sensi dell'art. 24 commi 2 e 6, della legge 7 agosto 1990, n. 241, quando vi sia un'oggettiva necessità di salvaguardia delle esigenze di riservatezza dell'amministrazione in relazione ad atti o documenti la cui conoscenza possa compromettere l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa.

2. L'accesso alle categorie di documenti di seguito indicate viene differito fino al momento espressamente specificato per ciascuna di esse:

a) documenti attinenti a giudizi o valutazioni relativi a procedure di selezione concernenti il personale da reclutare fino all'esito del provvedimento;

b) nei procedimenti concorsuali l'accesso è differito sino all'approvazione della graduatoria ad eccezione degli elaborati del candidato richiedente e anche degli elaborati di altri candidati qualora non sia, motivatamente, di impedimento o grave ostacolo all'azione amministrativa. L'accesso anche se differito, deve riguardare comunque una richiesta non generalizzata ma motivata e circostanziata riguardo all'interesse legittimo e concreto del richiedente. Nei concorsi per titoli ed esami il candidato può richiedere, successivamente alla comunicazione di cui all'art. 12, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, copia delle schede contenenti l'elencazione e la valutazione dei titoli, degli altri candidati nei limiti di cui al precedente periodo;

c) nelle procedure di inquadramento, di avanzamento e di passaggio alle qualifiche superiori l'accesso è differito fino alla data di adozione dei relativi provvedimenti;

d) per le segnalazioni, gli atti o gli esposti di privati, di rappresentanti di categorie o altre associazioni, l'accesso è differito fino a quando non sia conclusa la necessaria istruttoria;

e) documenti relativi a procedure per la fornitura di beni e servizi nonchè per l'appalto di lavori fino alla conclusione delle procedure stesse, fatta comunque eccezione per i brevetti e casi analoghi protetti, fermo restando quanto previsto dall'art. 6, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 573/1994, dall'art. 22 della legge n. 109/1994 e dalle disposizioni in materia delle direttive comunitarie per quanto riguarda i contratti assoggettati a tali disposizioni;

f) documentazione attinente a procedimenti penali disciplinari ovvero utilizzabile ai fini dell'apertura di procedimenti disciplinari, nonchè concernente l'istruzione dei ricorsi amministrativi prodotti dal personale dipendente fino alla conclusione dei relativi procedimenti;

g) documentazione attinente ai provvedimenti di dispensa dal servizio fino alla conclusione del relativo procedimento;

h) rapporti alla procura generale ed alle procure regionali presso la Corte dei conti e richieste o relazioni di dette procure ove siano nominativamente individuati soggetti per i quali si appalesa la sussistenza di responsabilità amministrative, contabili e penali fino alla conclusione del procedimento;

i) relazioni alla procura generali ed alle procure regionali presso la Corte dei conti nonchè atti di promuovimento di azioni di responsabilità avanti alle competenti autorità giudiziarie fino alla conclusione del procedimento.

Capo IV
NORME FINALI E DI RINVIO

Articolo 16
Revisione ed integrazione del regolamento

1. Il rettore è autorizzato ad apportare con proprio decreto:

a) le integrazioni al presente regolamento necessarie per la determinazione dei termini e dei responsabili dei procedimenti individuati successivamente alla data di entrata in vigore del regolamento stesso;

b) le necessarie modificazioni ed integrazioni alle tabelle contenute nell'allegato n. 1, derivanti dall'adozione di provvedimenti di riorganizzazione delle unità organizzative e di semplificazione delle procedure.

Di tali integrazioni e modifiche è data comunicazione al consiglio di amministrazione.

Articolo 17
Norme di rinvio

1. Per quanto non previsto dalle disposizioni del presente regolamento, si applicano le norme della legge n. 15/1968, della legge n. 241/1990 e successive modifiche ed integrazioni, del decreto del Presidente della Repubblica n. 352/1992, del decreto legislativo n. 29/1993 e successive modifiche ed integrazioni, della legge n. 127/1997 e del decreto del Presidente della Repubblica n. 403/1998.

Articolo 18
Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

2. Il dispositivo del comma 1 si applica anche per tutte le successive modifiche ed integrazioni al regolamento.

Pavia, 30 aprile 1999

Il Rettore: Schmid