Ufficio europeo per la lottaantifrode (OLAF)

Istituito nel 1999, l'Ufficio europeo per la lottaantifrode ha l'obiettivo di rafforzare la portata e l'efficacia della lottacontro le frodi e le altre attività illecite lesive degli interessi comunitari.

ATTO

Decisione 1999/352/CE, CECA, Euratom della Commissione,del 28 aprile 1999, che istituisce l'Ufficio europeo per la lottaantifrode (OLAF).

Modalità di funzionamento:

Regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e delConsiglio del 25 maggio 1999 relativo alle indagini svolte dall'Ufficioper la lotta antifrode (OLAF).

Regolamento (EURATOM) n. 1074/1999 del Consiglio del 25 maggio 1999relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode(OLAF).

Accordo interistituzionale del 25 maggio 1999tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissionedelle Comunità europee relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficioeuropeo per la lotta antifrode (OLAF).

SINTESI

La suddetta decisione istituisce l'Ufficio europeo perla lotta antifrode (OLAF), che fa parte della Commissione europeapur disponendo di uno speciale statuto d'indipendenza per le sue funzionid'indagine nella lotta contro la frode. Due regolamenti e un accordointeristituzionale ne precisano le modalità di funzionamento.

Le competenze dell'OLAF

La decisione della Commissione che istituisce l'OLAF neelenca le competenze:

-       effettuare indagini amministrative esterne nel quadro dellalotta contro la frode, contro la corruzione e contro ogni altra attivitàillecita lesiva degli interessi finanziari delle Comunità, anche ai fini dellalotta contro le frodi inerenti a fatti ed attività compiute da operatori inviolazione di disposizioni comunitarie;

-       effettuare indagini amministrative interne miranti a:

1.   lottare contro la frode, lacorruzione e ogni altra attività illecita lesiva degli interessi finanziaridelle Comunità;

2.   ricercare i fatti gravi, connessi con l'esercizio di attivitàprofessionali, che possano costituire un inadempimento degli obblighi deifunzionari ed agenti delle Comunità perseguibile in sede disciplinare o penaleo che possano costituire inadempimento degli obblighi analoghi dei membri delleistituzioni, organi e organismi o del loro personale cui non si applica lostatuto dei funzionari delle Comunità europee;

-       effettuare missioni d'indagine in altri settori su richiestadelle istituzioni e organi comunitari;

-       contribuire al rafforzamento della cooperazione con gli Stati membrinel campo della lotta contro la frode;

-       predisporre la strategia della lotta contro la frode(preparazione delle iniziative legislative e regolamentari nei settori d'attivitàdell'Ufficio;

-       effettuare ogni altra attività operativa in materia di lottaantifrode (apprestare le infrastrutture, raccogliere e utilizzare leinformazioni, fornire assistenza tecnica);

-       agire come interlocutore diretto delle autorità giudiziarie edelle autorità incaricate dell'applicazione della legge nazionali;

-       rappresentare la Commissione nel settore della lotta antifrode.

Le competenze dell'OLAF in materia di indagini esternesono principalmente quelle attribuite alla Commissione dai regolamenti (CE,Euratom) n. 2988/95 (interessi finanziari delle Comunità)e n. 2185/96 (controlli e verifiche sul postoeffettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziaridelle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità). Inoltre, l'OLAFopera sulla base del regolamento (CE) n. 515/97.

Modalità d'esecuzione delleindagini effettuate dall'OLAF

I due regolamenti relativi alle indagini svoltedall'OLAF, uno applicabile alla CE e l'altro all'Euratom, ricordano leprincipali funzioni dell'Ufficio e definiscono le modalità d'esecuzione delleindagini amministrative effettuate dall'Ufficio.

I controlli e le verifiche esterni (negli Stati membri ein alcuni paesi terzi con i quali la Comunità ha concluso accordi dicooperazione) e interni (all'interno delle istituzioni, organi e organismiistituiti dai trattati o sulla loro base) non incidono sulla competenza degliStati membri in materia di azione penale.

Il direttore dell'OLAF avvia e dirige le indagini di suainiziativa oppure su richiesta di uno Stato membro interessato (indaginiesterne) o dell'istituzione, organo od organismo interessato (indaginiinterne).

Nelle indagini esterne, l'OLAF effettua i controlli inloco che competevano alla Commissione a norma dei regolamenti (CE, Euratom) n.2988/95 e n. 2185/96.

Per le indagini interne, l'OLAF ha accesso immediato,senza preavviso, a ogni informazione scritta in possesso delle istituzioni,organi od organismi comunitari. Può anche chiedere informazioni orali a ognipersona interessata ed effettuare controlli in loco presso gli operatorieconomici.

Se nell'ambito di un'indagine interna, l'Ufficioindividua la possibilità del coinvolgimento individuale di un membro,dirigente, funzionario o agente, ne informa l'istituzione, organo od organismodi appartenenza di tale persona, a meno che quest'informazione siainconciliabile con la necessità di mantenere il segreto assoluto ai finidell'indagine o di un'eventuale investigazione nazionale.

Su richiesta dell'OLAF o di propria iniziativa, gliStati membri e le istituzioni, organi e organismi trasmettono all'Ufficio ognidocumento e informazione di cui dispongono, relativi ad un'indagine in corso.

A tutte le informazioni comunicate all'Ufficio è riservataun'adeguata protezione.

Al termine di un'indagine, l'OLAF redige una relazionecontenente raccomandazioni sui provvedimenti da adottare. Questa relazione ètrasmessa agli Stati membri nel caso d'indagini esterne e alle istituzioni,organi e organismi nel caso d'indagini interne.

Nel corso dell'indagine le informazioni possono esseretrasmesse anche alle autorità competenti degli Stati membri e alle istituzioni,organi e organismi interessati (l'Ufficio è l'interlocutore diretto delleautorità giudiziarie e delle autorità preposte all'applicazione della leggenazionali).

L'indipendenza operativa dell'OLAF è tutelata da uncomitato di vigilanza, composto da cinque personalità esterne indipendenti,nominate di comune accordo dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione.Inoltre, qualora il direttore ritenga che un provvedimento adottato dallaCommissione comprometta la propria indipendenza, può presentare ricorso controla propria istituzione davanti alla Corte di giustizia.

Se un membro del personale di un'istituzione, organo oun organismo comunitario si ritiene leso nel quadro di un'indagine interna, puòpresentare un reclamo al direttore dell'OLAF avverso l'atto che gli arrecapregiudizio o presentare ricorso davanti alla Corte di giustizia.

Accordo interistituzionale trail Parlamento, il Consiglio e la Commissione

L'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo ,il Consiglio e la Commissione mira a garantire che le indagini interne possanosvolgersi secondo modalità equivalenti nelle tre istituzioni e in tutti glialtri organi e organismi comunitari, compresa la Banca europea per gli investimenti (BEI ) e laBanca centrale europea (BCE ).

A tale scopo, le tre istituzioni convengono di adottareuna decisione interna, secondo il modello allegato all'accordo, e invitano lealtre istituzioni, organi e organismi ad aderire all'accordo.

Il modello di decisione prevede l'obbligo per ilsegretario generale, i servizi e ogni membro del personale dell'istituzione,organo od organismo di cooperare pienamente con gli agenti dell'OLAF, ma ancheun obbligo generale d'informazione.

Se vi è presunzione di frode, di corruzione o di altraattività illecita lesiva degli interessi delle Comunità:

-       ogni membro del personale informerà immediatamente il propriocapo di servizio o il proprio direttore generale oppure, ove lo ritenga utile,il proprio segretario generale o direttamente l'OLAF;

-       il segretario generale, i direttori generali, i dirigenti e icapi di servizio trasmetteranno senza indugio all'OLAF ogni informazione chefaccia presumere l'esistenza di irregolarità;

-       i membri delle istituzioni, organi e organismi informano ilpresidente o, se necessario, direttamente l'OLAF.

Se, nel corso di un'indagine interna, emerge lapossibilità del coinvolgimento personale di un membro, dirigente, funzionario oagente, l'interessato viene prontamente informato e gli/le si chiede dipronunciarsi sui fatti che lo/la riguardano. Tale richiesta può esseredifferita se è necessario ai fini dell'indagine stessa e di eventuali indaginidi competenza delle autorità giudiziarie nazionali.

L'OLAF esprime il proprio parere su ogni domanda di un'autoritàgiudiziaria o di polizia di uno Stato membro, intesa a privare dell'immunità undirigente, funzionario o agente di un'istituzione, organo od organismo. Se ladomanda riguarda un membro di un'istituzione od organo, l'Ufficio deve esserneinformato.

Contesto

Il trattato CE offre la base giuridica esplicitaper le azioni della Comunità e degli Stati membri nel settore della lottacontro la frode e contro altre attività illecite che ledono gli interessifinanziari della Comunità (articolo 280). I mezzi di cui la Comunità disponeper lottare contro la frode e la criminalità economica e finanziaria sono staticonsiderevolmente rafforzati con l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam.

Mediante i suddetti provvedimenti, la task force"Coordinamento della lotta antifrode" della Commissione è sostituitadall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), al quale sono affidate,oltre a funzioni investigative, attività di elaborazione e di preparazione diatti normativi nel settore della tutela degli interessi comunitari e dellalotta antifrode. Rispetto alla task force, l'OLAF gode di maggiore indipendenzanell'esercizio delle sue funzioni investigative.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale

Decisione 1999/352/CE, CECA, Euratom

28.4.1999

-

GU L 136 del 31.5.1999

Regolamento (CE) n. 1073/1999

1.6.1999

-

GU L 136 del 31.5.1999

Regolamento (Euratom) n. 1074/1999

1.6.1999

-

GU L 136 del 31.5.1999

Accordo interistituzionale

1.6.1999

-

GU L 136 del 31.5.1999

 

ATTICOLLEGATI

Proposta di regolamento delParlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n.1073/1999 relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lottaantifrode (OLAF) [COM (2006) 244 def. – Non pubblicatanella Gazzetta ufficiale].
Sostanzialmentela proposta comporta i seguenti elementi:

-       Governance, cooperazione tra leistituzioni e comitato di vigilanza. LaCommissione ritiene necessario gestire politicamente le priorità connesse conle attività investigative. La Commissione propone al comitato di vigilanza diriunirsi periodicamente con le altre istituzioni europee nel quadro di undialogo strutturato, senza tuttavia interferire nello svolgimento delleindagini.

-       Garantire i diritti delle personecoinvolte. La Commissione propone diincludere nel regolamento una disposizione dettagliata sulle garanzieprocedurali da rispettare per le indagini interne ed esterne.

-       Rafforzare il controllo delleindagini. ╚ necessario accertarsi,attraverso un controllo più incisivo, che vengano rispettate le garanzieprocedurali e prevedere la possibilità di sollecitare pareri. A tal fine laproposta prevede un consigliere revisore.

-       Migliorare lo scambio di informazioni. Con tale proposta la Commissione intende migliorare lo scambiod'informazioni tra OLAF e istituzioni e organi europei, tra OLAF e Statimembri, tra OLAF e informatori.

-       Rafforzare l'efficienza operativa dell'OLAF. La Commissione propone alcune disposizioni che consentirannoall'OLAF di concentrarsi sulle sue priorità di azione. ╚ opportuno, tral'altro, chiarire le procedure di avvio e di chiusura delle indagini.

-       Migliorare l'efficacia delle indaginidell'OLAF. La Commissione propone di chiarirele competenze investigative dell'OLAF nelle indagini esterne relative aoperatori economici che beneficiano di fondi comunitari in base a contratti,convenzioni o decisioni di sovvenzione (spese dirette).

-       Mandato del direttore generale dell'Ufficio. Per rafforzare l'indipendenza del direttore generale dell'Ufficioil suo mandato non deve essere rinnovabile.

-       Procedura di codecisione (COD/2006/0084)

 

Relazioni di attività:

Relazione dell'Ufficio europeoper la lotta antifrode: ottava relazione di attività - (EN ) per il periodo dal 1░ gennaio 2007al 31 dicembre 2007 [Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Questa ottava relazione di attività conferma le principalitendenze osservate negli anni precedenti. Il volume e la qualità delleinformazioni pervenute all'OLAF hanno registrato un aumento stabile negliultimi anni, a conferma della fiducia del pubblico nei confronti dell'Ufficio.Nel corso del 2007 l'OLAF ha aperto più casi rispetto al 2006. In modoanalogo, il numero dei casi chiusi è salito, a differenza degli anni precedentiche sono stati caratterizzati da un calo dei casi chiusi. Inoltre, il numero di"indagini proprie" eseguite dall'OLAF ha superato quello delleindagini in cui l'Ufficio fornisce solo assistenza alle autorità nazionali. Ladurata media dei casi è lievemente aumentata nel 2007 per via dellacomplessità dei casi che l'OLAF gestisce attualmente e a causa della necessitàdi coinvolgere nelle indagini Stati membri o partner esterni. Nell'ambito dellalotta contro la frode l'OLAF ha proseguito attivamente la sua cooperazione congli Stati membri, con gli organi dell'UE preposti alla cooperazione di poliziae alla cooperazione giudiziaria, e con i partner internazionali.

Relazione dell'Ufficio europeoper la lotta antifrode: settima relazione di attività per il periodo dal 1░gennaio 2006 al 31 dicembre 2006 [Non pubblicata nella Gazzettaufficiale].
Questa relazione di attività,riguardante il periodo dal 1░ gennaio al 31 dicembre 2006, è la settimarelazione annuale. La Commissione europea vi analizza le irregolaritàconstatate e presenta i più importanti provvedimenti che essa stessa e gliStati membri hanno adottato nel 2006 allo scopo di migliorare laprevenzione e la lotta contro la frode. Inoltre, la relazione espone indettaglio la modalità con la quale l'OLAF decide di avviare un'indagine al finedi combattere la frode e spiega la gestione dei casi.

Relazione dell'Ufficio europeoper la lotta antifrode: sesta relazione di attività(FR ) per il periodo dal 1░ luglio 2004 al31 dicembre 2005 [Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Relazione di valutazione: Relazione dellaCommissione del 2 aprile 2003: Valutazione delle attività dell'Ufficioeuropeo per la lotta antifrode (OLAF) [COM(2003) 154 def. – Gazzetta ufficialeC 76 del 25.3.2004].

Relazione della Commissione del 2 aprile 2003 - Valutazione delle attività dell'Ufficioeuropeo per la lotta antifrode (OLAF) [COM(2003) 154 def. – Nonpubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Decisioni delle istituzioni:

Decisione 1999/394/CE del Consiglio, del 25 maggio1999, riguardante le condizioni e le modalità delle indagini interne in materiadi lotta contro le frodi, la corruzione e ogni altra attività illecita lesivadegli interessi delle Comunità [Gazzetta ufficiale L 149 del 16.6.1999].
Secondo le disposizioni dell'accordo interistituzionale, questadecisione precisa l'obbligo del Consiglio di cooperare con l'OLAF e d'informarlo,l'obbligo dell'ufficio di sicurezza di coadiuvare gli agenti dell'OLAF e,reciprocamente, l'obbligo dell'OLAF d'informare le persone coinvolte nelle sueindagini.

Decisione 1999/396/CE della Commissione, del 2 giugno1999, riguardante le condizioni e le modalità delle indagini interne in materiadi lotta contro le frodi, la corruzione e ogni altra attività illecita lesivadegli interessi delle Comunità [Gazzetta ufficiale L 149 del 16.6.1999].
Secondo le disposizioni dell'accordo interistituzionale, questadecisione precisa l'obbligo della Commissione di cooperare con l'OLAF ed'informarlo, l'obbligo dell'ufficio di sicurezza di coadiuvare gli agenti dell'OLAFe, reciprocamente, l'obbligo dell'OLAF d'informare le persone coinvolte nellesue indagini.

Decisione del Parlamentoeuropeo, del 18 novembre 1999, riguardante le condizioni e le modalitàdelle indagini interne in materia di lotta contro le frodi, la corruzione eogni altra attività illecita lesiva degli interessi delle Comunità [Regolamento del Parlamento europeo, Gazzettaufficiale L 44 del 15.2.2005].
Secondo ledisposizioni dell'accordo interistituzionale, questa decisione precisa l'obbligodel Parlamento europeo di cooperare con l'OLAF e d'informarlo, l'obbligo dell'ufficiodi sicurezza del Parlamento di coadiuvare gli agenti dell'OLAF e,reciprocamente, l'obbligo dell'OLAF d'informare le persone coinvolte nelle sueindagini.

Decisione 1999/726/CE della Banca centrale europea, del7 ottobre 1999, relativa alla prevenzione delle frodi [Gazzetta ufficialeL 291 del 13.11.1999].
Questa decisionemira ad assicurare una tutela adeguata contro la frode e altre attivitàillecite all'interno della Banca centrale europea (BCE), pur conservandol'equilibrio attuale nella ripartizione delle responsabilità fra la BCE e leistituzioni delle Comunità europee.
A tale scopo, è istituito un comitatoantifrode col compito di controllare l'indipendenza e il buon funzionamentodella direzione "Revisione interna" della BCE.
Il comitatoantifrode è responsabile anche dei rapporti con il comitato di vigilanzadell'OLAF. Tali rapporti sono disciplinati dai principi sanciti in unadecisione della BCE.

Decisione della Corte di giustizia,del 26 ottobre 1999, relativa alle condizioni e alle modalità delleindagini in materia di lotta contro le frodi, la corruzione e tutte le altreattività illecite lesive degli interessi comunitari [Non pubblicata nellaGazzetta ufficiale].
A norma deiregolamenti che istituiscono l'OLAF, la decisione precisa l'obbligo della Cortedi cooperare con l'Ufficio e d'informarlo. Inoltre, essa stabilisce leprocedure cui devono attenersi gli agenti dell'OLAF nell'esecuzione delleindagini interne.Secondoil principio del segreto delle deliberazioni, la decisione esclude l'accessodell'OLAF ai documenti relativi all'esame di una causa in corso o terminata.

Sentenza della Corte di giustizia del 10 luglio 2003 che annulla la decisione 1999/726/CE dellaBanca centrale europea relativa alla prevenzione delle frodi e la tutela degliinteressi finanziari delle Comunità (causa C-11/00).