Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Impresa Individuale il detective Uva Pietro

PROVVEDIMENTO DEL 18 DICEMBRE 2013

Registro dei provvedimenti
 n. 604 del 18 dicembre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, in esecuzione dellarichiesta di informazioni ai sensi dell'art. 157 del Codice in materia diprotezione dei dati personali – d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguitodenominato Codice) nr. 5701U del 28 marzo 2011 formulata da questa Autorità, hasvolto, presso il l'Impresa Individuale il detective Uva Pietro P.Iva:03012921213, con sede in Caserta, viale Beneduce n. 30, gli accertamenti di cuial verbale di operazioni compiute datato 26 maggio 2011, dal quale è risultatoche l'Impresa individuale, in persona del titolare, effettua una raccolta didati personali (dati anagrafici, indirizzo di posta elettronica e numero ditelefono) tramite un apposito form  di raccolta presente nel sito Internetwww.agenziainvestigativaildetective.it, a fronte della quale è statariscontrata l'assenza dell'informativa di cui all'art. 13 del Codice e che lamedesima Impresa, a fronte di un trattamento di dati che indicano la posizionegeografica di persone od oggetti mediante una rete di comunicazioneelettronica, ha omesso di effettuare la notificazione al Garante ai sensidell'art. 37, comma 1 lett. a) e 38 del Codice;

VISTOil verbale nr. 40/2011 del 17 giugno 2011 (che qui si intende integralmenterichiamato) con cui sono state contestate all'Impresa individuale Uva Pietro leviolazioni amministrative prevista dall'art. 161 del Codice, in relazioneall'art. 13 e dall'art. 163 del Codice, in relazione all'art. 37, informandoladella facoltà di effettuare, per entrambe, il pagamento in misura ridotta aisensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981;

ESAMINATOil rapporto del Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza predisposto aisensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 dal quale non risulta esserestato effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo datato 29 luglio 2011 ai sensi dell'art. 18 della legge n.689/1981 nel quale l'Impresa individuale, relativamente alla violazione di cuiall'art. 13 del Codice, ha evidenziato come "() la GdF, nell'occasione(attività ispettiva di cui al verbale di operazioni compiute del 26 maggio2011), controllò de visu la casella di posta elettronica all'indirizzo ildetective @libero.it – nella quale, grazie alle funzionalità del sito incostruzione sarebbero dovuti confluire i dati personali potenzialmente oggettodi raccolta tramite il form de quo- constatando che nulla era mai giunto",ove, sul punto, ha altresì prodotto in atti una dichiarazione della Smart Groups.r.l. di Frosinone, quale società incaricata di realizzare il sito Internetwww.agenziainvestigativaildetective.it, nella quale si legge che "il sito[n.d.r. www.agenziainvestigativaildetective.it] è on line in maniera definitivae stiamo procedendo all'indicizzazione dello stesso [] quindi nei prossimigiorni comparirà nei motori di ricerca". Riguardo al rilievo di cuiall'art. 37 del Codice, ha osservato come, anche alla luce di quanto indicatonel parere del Garante datato 23 aprile 2004, "Il trattamento (oggettodella specifica contestazione) non rientra tra quelli soggetti a preventivanotificazione, (sia) per carenza dei requisiti della continuità dilocalizzazione" sia "() per carenza del requisito dell'idoneità aidentificare l'interessato". Inoltre, ha ritenuto di essere incorsa, aisensi dell'art. 3 della legge n. 689/1981, in un mero errore sul fatto, poichéle caratteristiche tecniche dei dispositivi di localizzazione utilizzati per itrattamenti di dati personali in questione, non consentono di sostanziare i presuppostidell'obbligo di notificazione al Garante ai sensi dell'art. 37 del Codice. Sulpunto, peraltro, ha evidenziato come la scriminante della buona fede si rilevianche dal parere pro veritate del 2011 formulato dall'avv. Zironi del foro diModena, nonché dalla circostanza che "() nella vigenza della L. n. 675/96(l'Impresa) aveva diligentemente adempiuto all'obbligo di prima notificazione,allora previsto dall'art. 7 cit. ()";

VISTOil verbale di audizione delle parti del 4 giugno 2012 nel quale il trasgressore,nel ribadire quanto argomentato negli scritti difensivi, ha evidenziato, conparticolare riferimento alla violazione di cui all'art. 37 del Codice, comedifetti "() la prova dell'elemento oggettivo e del fatto storicodell'illecito contestato";

RITENUTOche le argomentazioni addotte risultano idonee solo parzialmente in relazione aquanto contestato. Relativamente alla violazione di cui all'art. 37 del Codice,si evidenzia come il trasgressore, anche alla luce del citato parere delGarante del 23 aprile 2004, ritenga erroneamente di non essere assoggettatoall'obbligo di notificazione di cui all'art. 37, comma 1 lett. a) del Codice.In effetti, così come accertato ai sensi dell'art. 13 della legge n. 689/1981,nel verbale di operazioni compiute del 26 maggio 2011, il sistema GPSutilizzato per la localizzazione, qualifica un trattamento di dati che indicanola posizione geografica di persone od oggetti mediante una rete dicomunicazione elettronica. Tale sistema, infatti, funziona mediante l'utilizzodi una scheda telefonica tramite la quale, inviando un SMS, si attiva illocalizzatore indicando la posizione del mezzo sul quale è applicato. Questa modalitàsostanzia, così come specificato al punto 2 del parere datato 23 aprile 2004,il requisito della continuità di funzionamento, atteso che il sistema è ingrado di fornire la posizione del mezzo su cui è applicato il localizzatorecontinuativamente ovvero consentendo al titolare del trattamento di poterverificare la posizione in qualsiasi momento a sua discrezione. Peraltro, ancheriguardo l'ulteriore requisito dell'idoneità del sistema a consentirel'identificazione dell'interessato, si rileva come il medesimo punto del citatoparere, espliciti come tale requisito si consideri soddisfatto, come nel casodi specie, anche indirettamente. Quanto detto non consente di rilevare glielementi costitutivi dell'errore scusabile di cui all'art. 3 della legge n.689/1981. Relativamente al parere pro veritate formulato dall'avv. Zironi, sievidenzia come, anche in questo caso, non possa invocarsi l'applicazione dellascriminante della buona fede di cui al citato art. 3 della legge n. 689/1981,atteso che tale documento non contiene alcuna considerazione nel meritodell'obbligo di notificazione al Garante di cui all'art. 37 del Codice. Allastessa conclusione si giunge considerando quanto argomentato circa l'avvenutanotificazione al Garante ai sensi dell'art. 7 della Legge n. 675/1996.L'istituto della notificazione dei trattamenti previsto dal Codice configura undiverso e distinto adempimento rispetto a quello già previsto dall'art. 7 dellalegge n. 675/1996. Sono tenuti a notificare al Garante, infatti, solo i titolariche effettuino una o più attività di trattamento tra quelle specificamenteindicate dal Codice all'art. 37, comma 1 (la precedente normativa, invece,prevedeva per tutti i titolari l'obbligo di effettuare la notificazione, a menoche potessero avvalersi dei casi di esonero o di possibile utilizzazione di unanotificazione semplificata). Il comma 2 di tale articolo demanda al Garante ilcompito di individuare, nell'ambito dei trattamenti di cui al predetto comma 1,quelli non suscettibili di recare pregiudizio ai diritti e alle libertàdell'interessato e pertanto sottratti all'obbligo di notificazione(provvedimento del 31 marzo 2004). Dallanuova disciplina del Codice deriva, quindi, un nuovo e distinto obbligo dinotificazione al Garante, con la conseguenza che le notificazioni inviate secondola legge n. 675/1996 non producono effetto rispetto alla notificazione ex art.37 del Codice (Trib. Foggia –seconda sez. civ. Sentenza n. 618/09 del 2aprile 2009);

RITENUTO,invece, che, relativamente alla violazione di cui all'art. 161 del Codice,dagli atti non emerge la prova che tramite il sito Internetwww.agenziainvestigativaildetective.it siano stati effettivamente raccolti datipersonali;

RILEVATOche risulta essere avvenuto presso l'Impresa Individuale il detective UvaPietro un trattamento di dati (art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice) senzaeffettuare la notificazione al Garante ai sensi dell'art. 37, comma 1 lett. a)del Codice;

VISTOl'art. 163 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cui agliart. 37 e 38 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daventimila euro a centoventimila euro;

RITENUTOche ricorrono le condizioni per applicare l'art. 164-bis, comma 1, del Codiceche prevede che, se taluna delle violazioni di cui agli art. 161, 162, 163 e164 è di minore gravità, i limiti minimi e massimi stabiliti negli stessiarticoli sono applicati in misura pari a due quinti;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore e che pertanto l'importo dellasanzione pecuniaria per la violazione dell'art. 163 del Codice deve esseredeterminato nella misura di euro 8.000,00 (ottomila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

DISPONE

l'archiviazionedel procedimento sanzionatorio amministrativo con riferimento allacontestazione relativa alla violazione di cui all'art. 161 del Codice;

ORDINA

all'Impresa Individuale il detective Uva Pietro P.Iva: 03012921213, con sede inCaserta, viale Beneduce n. 30, in persona del titolare, di pagare la somma dieuro 8.000,00 (ottomila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per laviolazione prevista dall'art. 163 del Codice;

INGIUNGE

allamedesima Impresa di pagare la somma di euro 8.000,00 (ottomila), secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 18 dicembre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia