Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Comune di San Felice Circeo

PROVVEDIMENTO DEL 5 DICEMBRE 2013

Registro dei provvedimenti
n. 551 del 5 dicembre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche il Comando Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, in attuazionedella richiesta di informazioni  ex art. 157 del Codice (n. 23498/U datata28 ottobre 2009) e su specifica delega di questa Autorità (n. 23499/U del 28ottobre 2009), ha svolto, nei confronti del Comune di San Felice Circeo, consede in San Felice Circeo (Lt), piazza Lanzuisi n. 1, gli accertamenti di cuiai verbali di operazioni compiute datati 22 e 24 febbraio 2010, dai quali èrisultato che: 1) a fronte dei trattamenti di dati personali effettuati tramitei servizi U.R.P ed Edilizia privata e tutela ambientale, non fornisce alcunainformativa ai sensi dell'art. 13 del Codice; 2) ha omesso, dalla data del 29maggio 2005, di aggiornare il Documento programmatico per la sicurezza (D.P.S.)in attuazione di quanto previsto dall'art. 33 del Codice; 3) non ha ottemperatoa quanto prescritto ai sensi dell'art. 154, comma 1 lett. c) dal Garante con ilprovvedimento datato 6 ottobre 2005;

VISTIi tre verbali, due dei quali datati 3 maggio 2010 e il terzo datato 11 maggio2010 con cui sono state contestate, rispettivamente, le violazioniamministrative previste dall'art. 161 in relazione all'art. 13 del Codice,dall'art. 162, comma 2-bis, in relazione all'art. 33 del Codice (non definibilein misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981) e dall'art.162, comma 2-ter, in relazione all'art. 154, comma 1 lett. c) del Codice;

VISTIgli scritti difensivi, tutti datati 16 giugno 2010, inviati ai sensi dell'art.18 della legge n. 689/1981 nei quali l'ente locale, distintamente per ciascunrilievo, ha evidenziato: relativamente all'illecito di cui all'art. 161 delCodice, che "() l'informativa richiamata (relativa all'U.R.P.) era stataregolarmente affissa presso la portineria del comune e, venuti a conoscenza ilgiorno dell'ispezione della sua asportazione da parte di ignoti, venivaprontamente ricollocata ()". Peraltro, successivamente, si è appreso che"() il personale comunale provvede ad informare oralmente l'utenza delnominativo del titolare del trattamento dei dati e di quanto previsto dall'art.13 del D. lgs. 196/2003"; relativamente all'illecito di cui all'art.162,comma 2-bis del Codice, che "Dal marzo 2005 e fino al mese di febbraio2009, la situazione dal punto di vista informatico non era assolutamentemodificata rispetto al documento approvato a marzo del 2005"; riguardol'illecito di cui all'art. 162, comma 2-ter, che "() i dipendenti (n. 6)che avevano avuto accesso al servizio anagrafico, erano appositamenteautorizzati dal funzionario responsabile dott. Antonio Bottoni", a frontedi una richiesta orale formulata dal responsabile della loro articolazione diappartenenza (servizio tributi del Comune);

CONSIDERATOche, a fronte della nota n. 853/62746 datata 12 gennaio 2012 ritualmentenotificata, con la quale il Comune è stato invitato per essere sentito ai sensidell'art. 18 della legge n. 689/1981, nessun rappresentante dell'ente in parolasi è presentato presso gli uffici dell'Autorità alla data e ora indicati nellacitata nota e senza che, peraltro, pervenisse alcuna comunicazione in merito;

RITENUTOche le argomentazioni addotte risultano idonee solo parzialmente al fine diescludere la responsabilità in relazione a quanto contestato. Relativamente aquanto contestato ai sensi dell'art. 161 del Codice, si rileva come quantoasserito circa l'assenza dell'informativa di cui all'art. 13 del Codicerelativa al trattamento di dati personali dell'U.R.P., non qualifichi glielementi costituivi di cui all'art. 3 della legge n. 689/1981, atteso che,invece, la condotta appare colpevole e ed evitabile. Inoltre, quanto asseritocirca la circostanza secondo la quale l'informativa agli interessati venivaresa oralmente, si osserva come l'organo accertatore, in ottemperanza a quantoprevisto dall'art. 13 della legge n. 689/1981, ha congruamente accertato edocumentato quanto contestato, anche in considerazione del fatto che, a frontedella domanda inequivoca sulle modalità di assolvimento degli obblighi di cuiall'art. 13 del Codice, il titolare non ha in nessun modo fatto riferimento aun'eventuale informativa resa in forma orale;

RILEVATO,invece, che la violazione di cui all'art. 162, comma 2-bis del Codice, deveessere archiviata in quanto si rileva come gli elementi forniti dal Comunepossano sostanziare i requisiti previsti dall'art. 3 della legge n. 689/1981,anche alla luce di quanto comunicato dalla Procura della Repubblica di Latinacirca l'esito del procedimento di cui all'art. 169, comma 2 del Codice;

RILEVATO,altresì, che la violazione prevista dall'art. 154, comma 1 lett. c) esanzionata dall'art. 162, comma 2-ter del Codice, deve essere archiviata poiché,nel caso di specie, non sono applicabili i principi richiamati nelprovvedimento del Garante datato 6 ottobre 2005. Ai dipendentidell'Amministrazione comunale (c.d. utenti interni) che non rivestono laqualifica di ufficiali di anagrafe, il predetto provvedimento vieta la"consultazione diretta" mediante il meccanismo definito di"anagrafe aperta" di tutti i dati contenuti all'internodell'anagrafe; nel caso di specie invece risulta che solo un numero limitato diutenti interni non appartenenti all'ufficio anagrafe (6) avevano accesso alsolo dato anagrafico inerente la residenza, per motivi istituzionali(dipendenti del servizio tributi del Comune);

TENUTOCONTO delle motivazioni in base alle quali il Giudice per le indaginipreliminari del Tribunale di Latina ha archiviato, con Decreto dato 14 maggio2011, il procedimento penale inerente la violazione dell'art. 169 del Codice;

RILEVATOche l'ente ha effettuato un trattamento di dati (art. 4 comma 1, lett. a) e b)del Codice) senza fornire alcuna informativa ai sensi dell'art. 13 del Codiceper i servizi U.R.P ed Edilizia privata e tutela ambientale;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione dell'art. 13 del medesimoCodice con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimilaeuro a trentaseimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) inordine all'aspetto della gravità, gli elementi dell'entità del pregiudizio odel pericolo, dell'intensità dell'elemento psicologico e della modalitàconcreta della condotta non sono connotati da elementi specifici;

b) ai finidella valutazione dell'opera svolta dall'agente, si evidenzia come l'ente abbiadichiarato di aver provveduto a ricollocare tempestivamente l'informativa dicui all'art. 13 del Codice afferente il solo servizio U.R.P;

c) circala personalità dell'autore della violazione, deve essere considerato chel'ente, pur non avendo precedenti specifici in termini di violazioni delledisposizioni del Codice, non ha inviato alcun rappresentante presso gli ufficidell'Autorità alla data e ora indicati per esercitare le facoltà di cuiall'art. 18 della legge n. 689/1981 e senza che, peraltro, pervenisse alcunacomunicazione in merito;

d)trattandosi di ente pubblico, le condizioni economiche dell'agente, al fine dicommisurare l'importo della sanzione alla reale capacità economica deltrasgressore nel rispetto del principio di uguaglianza, non sostanzianoelementi specifici idonei ad incidere sulla quantificazione della sanzione;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredelle sanzioni pecuniarie nella misura di euro 6.000,00 (seimila) perl'illecito di cui all'art. 161 del Codice;

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

DISPONE

l'archiviazionedei procedimenti sanzionatori amministrativi con riferimento alle contestazionirelative alle violazioni di cui all'art. 162, commi 2-bis e ter del Codice;

ORDINA

alComune di San Felice Circeo, con sede in San Felice Circeo (Lt), piazzaLanzuisi n. 1, in persona del legale rappresentante pro-tempore, di pagare lasomma di euro 6.000,00 (seimila) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria;

INGIUNGE

almedesimo ente di pagare la somma di euro 6.000,00 (seimila), secondo le modalitàindicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 5 dicembre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia