Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Langella Alessandro

PROVVEDIMENTO DEL 5 DICEMBRE 2013

Registro dei provvedimenti
 n. 552 del 5 dicembre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche il Nucleo privacy della Guardia di finanza, in esecuzione della richiestadi informazioni n. 28377/53969 del 20 dicembre 2011 formulata ai sensidell'art. 157 del d. lgs. 30 giugno 2003 n. 196, recante il Codice in materiadi protezione dei dati personali (di seguito "Codice"), ha svolto gliaccertamenti di cui al verbale di operazioni compiute del 21 febbraio 2012 neiconfronti dell'impresa Oro First di Langella Alessandro, con sede legale inFiumicino (RM), via degli Scampi n. 11, P.I. 11135561006, dai quali è risultatoche l'impresa individuale effettua una raccolta di dati personali tramite ilsito internet www.orofirst.it in cui sono presenti due form di raccolta dati, afronte dei quali non viene resa l'informativa di cui all'art. 13 del Codice;

VISTOil verbale n. 8 del 21 febbraio 2012 con cui è stata contestata alla predettaimpresa individuale, in persona del titolare, la violazione amministrativaprevista dall'art. 161 del Codice, in relazione all'omessa informativa,informandola della facoltà di effettuare il pagamento in misura ridotta aisensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981 n. 689;

RILEVATOche dal rapporto predisposto dal predetto Nucleo ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981 n. 689 non risulta effettuato il pagamento in misuraridotta;

VISTIgli scritti difensivi, datati 5 marzo 2012, inviati ai sensi dell'art. 18 dellalegge 24 novembre 1981 n. 689, con cui la parte ha rilevato che i campirelativi ai dati anagrafici non erano obbligatori, ma potevano esserefacoltativamente compilati dagli utenti che, accedendo al sito, chiedevano unavalutazione dei propri preziosi. Ha, quindi, chiesto l'archiviazione dellacontestazione, in considerazione della propria buona fede in quanto il sito erastato predisposto da terzi ed egli "aveva unicamente appurato l'esistenzadel flag () che attestava la sottoscrizione al d. lgs. 196/2003 senzaaccorgersi che era carente dello specifico art. 13 ()". Inoltre, è statoevidenziato che si è prontamente attivato per l'inserimento della predettainformativa;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee per escludere laresponsabilità della parte in relazione alla contestazione della violazioneamministrativa per non aver rilasciato l'informativa ai sensi dell'art. 13 delCodice, in quanto gli utenti devo essere sempre "previamente"informati delle modalità con cui i dati personali conferiti vengono trattati e,quindi anche quali dati sono obbligatori e quali facoltativi. Inoltre, non èapplicabile al caso di specie l'esimente della buona fede di cui all'art. 3della legge n. 689/1981, non essendo ravvisabili gli elementi costitutivi,ovvero la mancanza di un elemento positivo, estraneo all'autoredell'infrazione, idoneo ad ingenerare in lui la convinzione della liceità dellacondotta, e la condizione che l'autore abbia fatto tutto il possibile perosservare la legge e che nessun rimprovero possa essergli mosso (Cass. civ.sez. lav., 12 luglio 2010, n. 16320);

RILEVATOche è stato effettuato un trattamento di dati personali (art. 4 comma 1, lett.a) e b) del Codice) senza rendere l'informativa agli interessati ai sensidell'art. 13 del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daseimila euro a trentaseimila euro;

RITENUTOche ricorrono le condizioni per applicare l'art. 164-bis, comma 1, del Codiceil quale prevede che se taluna delle violazioni di cui agli artt. 161, 162, 163e 164 è di minore gravità, i limiti minimi e massimi stabiliti negli stessiarticoli sono applicati in misura pari a due quinti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, in ordine alle condizioni economiche, si rileva che l'impresa risultacancellata dal Registro delle imprese per cessazione dell'attività in data 4ottobre 2012;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, l'ammontare della sanzione pecuniaria nella misura di euro 2.400,00(duemilaquattrocento) per la violazione di cui all'art. 161;

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

ORDINA

aLangella Alessandro, in qualità di titolare dell'impresa Oro First, già consede in Fiumicino (RM), via degli Scampi n. 11, CF: LNGLSN88D20H501V, di pagarela somma di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento) a titolo di sanzioneamministrativa pecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161 del Codice;

INGIUNGE

aLangella Alessandro di pagare la somma di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento)secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 5 dicembre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia