Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Ma.CI.E. s.a.s di Favaro Stefano & C.

PROVVEDIMENTO DEL 28 NOVEMBRE 2013

Registro dei provvedimenti
 n. 537 del 28 novembre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche la Questura della Polizia di Stato di Padova – Divisione P.A.S.I. –IV Sezione, nell'ambito di un'attività istituzionale effettuata presso unpubblico esercizio recante l'insegna "Stars and Stripers" sito inPiove di Sacco  (Pd), piazza Vittorio Emanuele II n. 2 e gestito daMa.CI.E. s.a.s di Favaro Stefano & C., ha accertato, con apposito verbaledi controllo amministrativo datato 24 febbraio 2012, che il sig. StefanoFavaro, nato a Bassano del Grappa (Vi) il 20 maggio 1956 e residente a Piove diSacco (Pd), via San Francesco n. 24, nella sua qualità di legale rappresentantepro-tempore di Ma.CI.E. s.a.s di Favaro Stefano & C. P.Iva: 04505010282,con sede in Piove di Sacco (Pd), via Oreste Da Maolin n. 21, ha effettuato,quale titolare, un trattamento di dati personali mediante l'utilizzo di unimpianto di videosorveglianza composto da nr. 3 videocamere poste in modo taleda riprendere il bancone del locale, la cassa e il locale per la somministrazionedei prodotti commercializzati, omettendo di rendere l'informativa semplificatadi cui all'art. 13 del d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 recante Codice in materiadi protezione dei dati personali (di seguito denominato Codice) e delprovvedimento in materia di videosorveglianza datato 8 aprile 2010;

VISTOil verbale n. 09 P.A.S.I. p.p.a./2012 datato 28 febbraio 2012 con cui è statacontestata la violazione amministrativa prevista dall'art. 161, in relazioneall'art. 13 del Codice, informando il trasgressore della facoltà di effettuareil pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981;

ESAMINATOil rapporto della Questura di Padova predisposto ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981, n. 689, dal quale risulta che non è stato effettuato ilpagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo, datato 22 marzo 2012, inviato ai sensi dell'art. 18 dellalegge n. 689/1981, nel quale la società, evidenziando che l'impianto "()era già funzionante con la precedente gestione ()", rileva come ilfunzionamento dello stesso non determini alcun trattamento di dati personali aisensi dell'art. 4, comma 1 lett. a) del Codice, atteso che non viene utilizzato"() alcuno strumento atto a registrare ed immagazzinare le immagini anchesolo per un breve lasso di tempo";

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte dalla parte non risultano idonee in relazione aquanto contestato in quanto la registrazione/conservazione o meno delleimmagini riprese da un impianto di videosorveglianza non influisce sullaconfigurabilità di un trattamento di dati personali che, ai sensi dell'art. 4,comma 1 lett. a) del Codice e per effetto di quanto previsto dal provvedimentoin materia di videosorveglianza datato 8 aprile 2010, si realizza anche nelcaso in cui le immagini vengano unicamente visionate in tempo reale. Inoltre,quanto asserito relativamente alla precedente gestione, risulta inconferente,atteso che, l'essere subentrata al posto del precedente soggetto giuridiconella gestione del locale ove opera l'impianto di videosorveglianza, determinal'assunzione degli adempimenti propri del titolare del trattamento dei dati,compreso quello di rendere l'informativa prevista dall'art. 13 del Codice;

RILEVATO,pertanto, che la società ha effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice), omettendo di rendere l'informativa di cuiall'art. 13 del Codice, nella forma semplificata prevista dal provvedimento inmateria di videosorveglianza datato 8 aprile 2010;

VISTOl'art. 161 del Codice, che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 del medesimo Codice con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da seimila euro a trentaseimila euro;

RITENUTO,in ogni caso, che sussistono, in ragione della peculiarità del sistemautilizzato per il trattamento oggetto di contestazione, gli elementi checonsentono di applicare la previsione di cui all'art. 164-bis, comma 1, delCodice per l'illecito contestato;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore e che pertanto l'ammontare dellasanzione pecuniaria deve essere quantificato nella misura di euro 2.400,00(duemilaquattrocento);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

aMa.CI.E. s.a.s di Favaro Stefano & C. P.Iva: 04505010282, con sede in Piovedi Sacco (Pd), via Oreste Da Maolin n. 21, in persona del legale rappresentantepro-tempore, di pagare la somma di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento) a titolodi sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161del Codice, in combinato disposto con l'art. 164-bis, comma 1 del Codice, comeindicato in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento)secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 28 novembre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia