Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Comune di Nogara

PROVVEDIMENTO DEL 7 NOVEMBRE 2013

Registro dei provvedimenti
 n. 501 del 7 novembre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche, a seguito della segnalazione presentata dalla sig.ra XY, pervenuta in data7 gennaio 2011, con cui veniva lamentata la diffusione da parte del Comune diNogara di informazioni relative ai periodi di assenza per malattia (riferitialla stessa e ad altre persone), avvenuta mediante lettura in sede di consigliocomunale del 25 novembre 2010 della relazione relativa ai servizi espletati dalCorpo di polizia municipale del medesimo Comune, il Dipartimento libertàpubbliche e sanità avviava un'istruttoria nel corso della quale emergeva,altresì, che la citata relazione era presente sul sito internet del Comune diNogara, nell'area "Documenti on line", al link "Registrodelibere del Consiglio";

PRESOATTO dei riscontri forniti dal Comune di Nogara (note del 4 aprile 2011 e del20 settembre 2011), con cui la parte ha dichiarato che la relazione letta insede di consiglio comunale era diversa dal documento inviato dalla segnalante eche, in ogni caso, non conteneva riferimenti "a patologie attuali o pregresse,a terapie in corso o ad anamnesi familiare della dipendente () e dunquenell'adunanza consiliare non risulta sia stato diffuso alcun dato inerente taliprofili", precisando, altresì, che il documento era stato rimosso dal sitoistituzionale;

VISTOil verbale n. 1412/72329 del 19 gennaio 2012 con cui è stata contestata alComune di Nogara, con sede in Nogara (VR), Via Falcone-Borsellino n. 16, inpersona del legale rappresentante pro tempore, la violazione di cui all'art.162, comma 2-bis, del d. lgs. 30 giugno 2003 n. 196, recante il Codice inmateria di protezione dei dati personali (di seguito "Codice"), inrelazione all'art. 22, comma 8, del medesimo Codice, per aver effettuato unadiffusione di dati idonei a rivelare lo stato di salute di alcune persone,informandolo altresì della facoltà di effettuare il pagamento in misura ridottaai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981 n. 689;

RILEVATOdal rapporto predisposto dall'Ufficio del Garante ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981 n. 689 che non risulta essere stato effettuato ilpagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo, inviato ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre1981 n. 689, con cui la parte ha rilevato che "i dati contenuti nellarelazione del Comandante erano indispensabili per far comprendere lo stato deiservizi e quindi necessari per svolgere l'attività istituzionale del Comune ()"sulla base di quanto disposto dall'art. 22, comma 9, del Codice e che, in ognicaso, "il semplice riferimento al termine malattia o congedo parentalesenza alcuna specificazione alle patologie, terapie o anamnesi, non possonoconsiderarsi dati particolarmente sensibili ()";

LETTOil verbale di audizione, svoltosi in data 10 settembre 2012, ai sensi dell'art.18 della legge 24 novembre 1981 n. 689, con cui la parte, oltre a ribadirequanto già dichiarato nelle memorie difensive, ha precisato che per mero erroremateriale il documento è stato pubblicato sul sito web con l'indicazione delnominativo di uno degli interessati che, al riguardo, non ha presentatolamentele;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere laresponsabilità del Comune in relazione a quanto contestato. Preliminarmente, siosserva che la condotta posta in essere, rispetto alla quale è stata accertatal'illiceità, si riferisce alla diffusione di dati idonei a rivelare lo stato disalute avvenuta nelle due modalità della lettura in pubblico della relazione diservizio e della pubblicazione della medesima sul proprio sito istituzionale.In entrambi i casi, la relazione conteneva riferimenti a persone,nominativamente indicate, e a informazioni relative all'assenza da lavoro permotivi di salute, tali dunque da rientrare nella tipologia di dati idonei arivelare lo stato di salute ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. d) del Codice,a prescindere dalla circostanza che non fossero riportate specifiche patologie.Pur prendendo atto di quanto richiamato circa la circostanza che il Sindaco, insede di lettura della relazione, non avrebbe fatto riferimento all'assenza permalattia dell'interessata, risulta invece accertato (e non è contestatodall'Ente) che il documento sia stato oggetto di pubblicazione on line nellasua integralità (completo dei riferimenti nominativi di diversi interessati,tra cui anche la segnalante). Non è, inoltre, pertinente il richiamo operatodalla parte all'art. 22, comma 9, del Codice, il quale autorizza i soggetti pubbliciad effettuare operazioni di trattamento di dati sensibili e giudiziari persvolgere attività istituzionali che, in base al comma 3 del medesimo articolo,non possono essere adempiute mediante il trattamento di dati anonimi o datipersonali di natura diversa. Nel caso in esame, invece, la diffusione di datiidonei a rivelare lo stato di salute degli interessati non può considerarsiindispensabile per lo svolgimento dell'attività istituzionale del Comune, anchesulla base di quanto disposto dall'art. 65 del Codice, che espressamenteindividua le tipologie di attività di cd. rilevante interesse pubblico chelegittimano i trattamenti di dati sensibili e giudiziari. Si evidenzia,inoltre, che non si ravvisano, nel caso di specie, i presupposti per applicarel'esimente della buona fede di cui all'art. 3 della legge n. 689/1981;

RILEVATO,quindi, che il Comune di Nogara ha effettuato una diffusione di dati idonei arivelare lo stato di salute in violazione dell'art. 22, comma 8, del Codice;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'art. 167 del Codice, tra le quali quella di cuiall'art. 22 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamentodi una somma da diecimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, della gravità della violazione, dell'opera svolta dall'agente pereliminare o attenuare le conseguenze della stessa, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, l'ammontare della sanzione per la violazione di cui all'art. 162, comma2-bis, nella misura di euro 10.000,00 (diecimila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

ORDINA

alComune di Nogara, con sede in Nogara (VR), Via Falcone-Borsellino n. 16, inpersona del legale rappresentante pro tempore, di pagare la somma di euro10.000,00 (diecimila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per laviolazione prevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codice;

INGIUNGE

almedesimo ente di pagare la somma di euro 10.000,00 (diecimila), secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma,  7 novembre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia