Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Comune di Bolzano

PROVVEDIMENTO DEL 30 OTTOBRE 2013

Registro dei provvedimenti
n. 488 del 30 ottobre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche, a seguito di un ricorso presentato nei confronti del Comune di Bolzano,datato 17 agosto 2011, con cui si lamentava la comunicazione di informazionirelative all'assenza da lavoro per motivi di salute della ricorrente,effettuata da un assessore comunale a un quotidiano locale, l'Unità ricorsi haavviato un'istruttoria, nel corso della quale è emerso che il Comune di Bolzanoha pubblicato sul proprio sito istituzionale la "Rispostaall'interrogazione n. 25/2011 – Assenza di servizio" con cuil'Assessore alla partecipazione, al personale e ai lavori pubblici del Comunedi Bolzano, sig. Luigi Gallo, nel rispondere a una interrogazione delconsigliere comunale Claudio Degasperi, informava dell'assenza della ricorrenteper malattia con l'indicazione della durata dell'assenza;

VISTOil provvedimento del 10 novembre 2011 con cui il Garante per la protezione deidati personali ha dichiarato il non luogo a provvedere sul ricorso, rilevando,tuttavia, che la pubblicazione della nota n. 25/2011 sul sito web istituzionaledel Comune ha provocato una diffusione di dati sensibili in violazionedell'art. 22, comma 8, del Codice in materia di protezione dei dati personali(d. lgs. 30 giugno 2003 n. 196, di seguito "Codice");

VISTOil verbale n. 28762/75384 del 23 dicembre 2011 con cui è stata contestata alComune di Bolzano, con sede in Bolzano, Vicolo Gumer n. 7, in persona dellegale rappresentante pro tempore, la violazione di cui all'art. 162, comma2-bis, del Codice in relazione all'art. 22, comma 8, del medesimo Codice,informandolo altresì della facoltà di effettuare il pagamento in misura ridottaai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981 n. 689;

RILEVATOdal rapporto predisposto dall'Ufficio del Garante ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981 n. 689 che non risulta essere stato effettuato ilpagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo, inviato ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre1981 n. 689, con cui la parte ha rilevato che "la conoscenza da partedell'indistinta collettività del dato afferente all'assenza dal lavoro () percausa di malattia si era già consumata a seguito della diffusione di tale datoad opera della stessa interessata che () dichiarava a mezzo dei suoi legali inun'intervista apparsa su un articolo di stampa in data 14.06.2011 –quindi in data anteriore alla pubblicazione del menzionato documento sul sitoweb del Comune – di essere assente dal lavoro per causa dimalattia". Pertanto, essendo la notizia già di pubblico dominio, non sisarebbe realizzata secondo la parte alcuna "diffusione" di dati. Laparte ha, comunque, chiesto che, laddove venisse accertata la violazione, lastessa venga valutata di minore gravità sulla base dei criteri di cui all'art.11 della legge n. 689/1981 e, dunque, in considerazione del fatto che "nonè stato diffuso alcun dato in ordine alla natura dell'infermità (), () chel'eventuale accertanda diffusione riguarda una sola persona e non una pluralitàdi soggetti" e che il documento è stato prontamente rimosso dal sito web;

LETTOil verbale di audizione, svoltosi in data 1 ottobre 2012, ai sensi dell'art.18 della legge 24 novembre 1981 n. 689, con cui la parte, oltre a ribadirequanto già dichiarato nelle memorie difensive, ha rilevato l'applicabilità alcaso di specie dell'art. 19, comma 3-bis, del Codice, il quale prevede che isoggetti pubblici possono rendere conoscibili i dati relativi allo svolgimentodelle prestazioni di lavoro dei funzionari pubblici, tra cui rientrerebberoanche le assenze per malattia;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere laresponsabilità del Comune in relazione a quanto contestato. La condotta postain essere dall'Ente deve essere valutata indipendentemente e a prescinderedalla circostanza che le informazioni relative allo stato di salute della ricorrentefossero già a conoscenza della collettività. Il Comune, infatti, deve in ognicaso osservare le disposizioni del Codice che disciplinano le operazioni dicomunicazione e diffusione di dati personali degli interessati effettuate daisoggetti pubblici (artt. 18 e ss. del Codice), nonché i principi di pertinenza,di indispensabilità e di non eccedenza delle informazioni rese rispetto allefinalità da perseguire. Pertanto, la condotta del Comune, consistita nellapubblicazione on line di una nota con cui venivano riportate le notizieriguardanti lo stato di salute della ricorrente, è avvenuta in violazionedell'art. 22, comma 8, del Codice, avendo provocato una diffusione di datiidonei a rivelare lo stato di salute della ricorrente; ciò a prescindere dalfatto che non siano state riportate notizie riguardanti la natura dell'infermità.Si rileva, inoltre, che non è applicabile al caso in esame la disposizione dicui all'art. 19, comma 3-bis, del Codice (abrogata con d.lgs. 14 marzo 2013, n.33 ed ivi trasfusa, con identica formulazione, nell'art. 4, comma 5), chedichiarava non ostensibili le informazioni relative alla natura delle infermitàe degli impedimenti personali che causano l'astensione dal lavoro, idonee arivelare lo stato di salute del dipendente; detta norma doveva, infatti,ritenersi riferita alle sole ipotesi di accesso ai dati in questione surichiesta degli eventuali interessati e non al diverso caso della diffusionedei medesimi (nel caso di specie attraverso la loro pubblicazione sul sitointernet dell'amministrazione). Diversamente opinando, non avrebbe avuto alcunsenso mantenere contestualmente in vigore anche la disposizione di cui all'art.22, comma 8, del Codice, il quale si sarebbe trovato a disciplinare - in mododifferente - la medesima materia dell'art. 19, comma 3-bis;

RILEVATO,quindi, che il Comune di Bolzano ha effettuato una diffusione di dati sensibiliin violazione dell'art. 22, comma 8, del Codice;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'art. 167 del Codice, tra le quali quella di cuiall'art. 22 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamentodi una somma da diecimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, della gravità della violazione, dell'opera svolta dall'agente pereliminare o attenuare le conseguenze della stessa, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, l'ammontare della sanzione per la violazione di cui all'art. 162, comma2-bis, nella misura di euro 10.000,00 (diecimila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

ORDINA

alComune di Bolzano, con sede in Bolzano, Vicolo Gumer n. 7, in persona dellegale rappresentante pro-tempore, di pagare la somma di euro 10.000,00(diecimila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per la violazioneprevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codice;

INGIUNGE

almedesimo ente di pagare la somma di euro 10.000,00 (diecimila), secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 30 ottobre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia