Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Claudio Conti

PROVVEDIMENTO DEL 24 OTTOBRE 2013

Registro dei provvedimenti
 n. 471 del 24 ottobre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici, componente, e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

RILEVATOche il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bologna, inesecuzione della richiesta di informazioni n. 16765/69602 del 20 luglio 2010,formulata dal Garante ai sensi dell'art. 157 del d. lgs. 30 giugno 2003 n. 196,recante il Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito"Codice"), ha accertato che il sig. Claudio Conti, legalerappresentante della società Terza generazione s.r.l., in qualità di dealerdella società H3G s.p.a., ha provveduto all'attivazione, in data 6 febbraio2009, di 100 schede telefoniche a una terza persona, risultata ignara di taliattribuzioni, la quale ha disconosciuto di aver presentato istanze volteall'intestazione delle schede così come dichiarato in apposito verbale;

VISTOil verbale del 23 novembre 2011, che qui si intende integralmente richiamato,con cui sono state contestate al sig. Claudio Conti, nato il 27.03.1956 a Imola(BO) e ivi residente in via Villa n. 66, rappresentante legale pro temporedella Terza Generazione s.r.l., e a quest'ultima, quale obbligato in solido,con sede legale in Imola (BO), via Emilia n. 358,  P.I. 02293071201, leviolazioni amministrative previste dagli artt. 161 e 162, comma 2-bis, delCodice, per aver effettuato un trattamento di dati personali di una persona,mediante  l'intestazione a sua insaputa di schede telefoniche, omettendodi rendere l'informativa e di raccogliere il consenso come richiesto dagliartt. 13 e 23 del Codice;

RILEVATOdal rapporto predisposto dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia difinanza di Bologna, ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981 n. 689,che non risulta effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre1981 n. 689, con cui la parte ha chiesto la rideterminazione dell'importo dellesanzioni comminate, in considerazione delle difficoltà economiche in cui versae, in particolare, del fatto che l'illecito contestato ha riguardato iltrattamento di una sola persona a cui sono state intestate un numero limitatodi schede Sim. La parte ha, inoltre, fatto presente che le 100 schede dopol'attivazione non hanno generato alcun traffico telefonico e sono statedisattivate dal gestore H3G nei sei mesi successivi;

LETTOil verbale di audizione redatto il 2 luglio 2012, ai sensi dell'art. 18 dellalegge 24 novembre 1981 n. 689, con cui la parte ha dichiarato che l'attivazionedelle schede Sim è avvenuta per una superficialità in sede di controllo daparte dei propri dipendenti e che ha provveduto alla immediata cancellazionedelle schede che, di fatto, non sono mai state utilizzate;

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non consentono di escludere la responsabilitàdella parte in relazione a quanto contestato. Preliminarmente si osserva come,in senso assoluto, l'attivazione multipla di schede telefoniche nei confrontidi un soggetto è lecita se effettuata nel rispetto delle prescrizioni impartitedal Garante con il provvedimento del 16 febbraio 2006, nonché a fronte dell'assolvimento dell'obbligo direndere la prescritta informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice edell'acquisizione di una idonea dichiarazione di conferma che accertil'effettiva volontà dell'intestatario delle schede Sim (nel caso diintestazione di schede in numero superiore a quello definito nel provvedimentostesso). Nel caso in esame, è stato accertato che l'attivazione di 100 schedetelefoniche nei confronti di un singolo interessato è avvenuta senza averglireso un'informativa e senza aver acquisito il suo consenso, essendo stata ancherilevata l'inconsapevolezza di tali attivazioni. Alla luce di quantoargomentato, non si sostanziano gli elementi costitutivi della disciplinadell'errore scusabile di cui all'art. 3 della legge 24 novembre 1981 n. 689;

RILEVATO,pertanto, che è stato effettuato un trattamento di dati personali, attraversol'attivazione di schede telefoniche all'insaputa dell'interessato, omettendo direndere l'informativa, in violazione dell'art. 13 del Codice, e omettendo diacquisire il consenso, in violazione dell'art. 23 del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice, che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 del medesimo Codice con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da seimila euro a trentaseimila euro;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice, nella formulazione antecedente allamodifica introdotta con la legge 20 novembre 2009, n. 166, che punisce laviolazione delle disposizioni indicate nell'art. 167 del Codice, tra le qualiquella di cui all'art. 23 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativadel pagamento di una somma da ventimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a)in ordine all'aspetto della gravità, con riferimento agli elementi dell'entitàdel danno o del pericolo, delle modalità della condotta e dell'intensitàdell'elemento psicologico la violazione deve essere valutata in ragione delfatto che sono stati trattati i dati di una persona, senza renderglil'informativa e senza acquisire lo specifico consenso per l'attivazione di 100schede telefoniche;

b)circa la personalità dell'autore della violazione, deve essere considerata lacircostanza che la società risulti avere un precedente per analoga violazione,rispetto alla quale si è avvalso della facoltà del pagamento in misura ridottadi cui all'art. 16 della legge 24 novembre 1981 n. 689;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, l'ammontare della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 161, nella misuradi euro 6.000,00 (seimila) e l'ammontare della sanzione pecuniaria previstadall'art. 162, comma 2-bis, nella misura di euro 20.000,00 (ventimila), per unammontare complessivo pari a euro 26.000,00 (ventiseimila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

aClaudio Conti, nato il 27.03.1956 a Imola (BO) e ivi residente in via Villa n.66, rappresentante legale pro tempore della Terza Generazione s.r.l.,  e aquest'ultima, quale obbligato in solido, con sede legale in Imola (BO), viaEmilia n. 358,  P.I. 02293071201 di pagare la somma complessiva di euro26.000,00 (ventiseimila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per leviolazioni previste dagli artt. 161 e 162, comma 2-bis, del medesimo Codice,come indicato in motivazione, frazionandola in 20 rate mensili dall'importo dieuro 1.300,00 (milletrecento) ciascuna;

INGIUNGE

aglistessi di pagare la somma di euro 26.000,00 (ventiseimila) secondo le modalitàindicate in allegato, i cui versamenti saranno effettuati a partire dal giorno15 del mese successivo a quello in cui avverrà la notifica della presenteordinanza, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art. 27della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria ordinaria,con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 24 ottobre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia