Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi ICA Foods S.p.a.

PROVVEDIMENTO DEL 17 OTTOBRE 2013

Registro dei provvedimenti
 n. 460 del 17 ottobre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche, a seguito di una segnalazione pervenuta in data 4 luglio 2011 da partedella Flai CGIL Pomezia Castelli Romani, con cui veniva lamentatal'installazione di un sistema di videosorveglianza presso l'azienda ICA FoodS.p.a., in particolare "nelle vicinanze del sistema di timbrature",l'Ufficio delegava il Nucleo privacy della Guardia di finanza a svolgereaccertamenti presso la sede della ICA Food S.p.a., sita in Pomezia, S.S.Pontina Km. 27,650, mediante notifica della richiesta di informazioni n.17700/74865 del 5 settembre 2011 formulata ai sensi dell'art. 157 del d.lgs. 30giugno 2003, n. 196 recante il Codice in materia di protezione dei datipersonali (di seguito denominato "Codice");

VISTOil verbale di operazioni compiute, redatto dal Nucleo privacy della Guardia difinanza in data 4 ottobre 2011, dal quale risulta che "in data 8 settembre2011, a seguito dell'accesso ispettivo della Direzione provinciale del lavorodi Roma, sono state rinvenute, dal personale operante, n. 22 telecamere, tutteinstallate e funzionanti. A seguito della prescrizione impartita dal personaledella prefata direzione, venivano rimosse n. 11 telecamere interne, di cui unainserita in un finto rilevatore antifumo e n. 2 telecamere esterne () Ad oggisono installate n. 9 telecamere funzionanti che riprendono tutto il perimetroesterno dell'azienda. L'azienda dispone, altresì di un capannone adiacente alcomplesso principale () dove è esistente un impianto di videosorveglianza ()che si compone di n. 13 telecamere di cui n. 3 interne e n. 10 esterne ()".A fronte di tale sistema, è stata riscontrata la presenza di cartelli, affissisia all'esterno della struttura aziendale che all'ingresso dello stabilimento,recanti l'avviso che l'area è sottoposta a videosorveglianza, ma privi dei datirelativi alle finalità del trattamento e agli estremi del titolare, rendendopertanto l'informativa inidonea;

VISTOil verbale del 5 ottobre 2011 con cui è stata contestata alla ICA Food S.p.a.,con sede legale in Pomezia (RM), via Pontina Km 27.650, P.I. 01836391001, inpersona del legale rappresentante pro tempore, la violazione amministrativaprevista dall'art. 161 del Codice in combinato disposto con l'art. 164-bis,comma 1, in relazione all'art. 13 del medesimo Codice per inidoneitàdell'informativa, informando altresì la parte della facoltà di effettuare ilpagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981,n. 689;

RILEVATOdal rapporto predisposto dal medesimo Nucleo, ai sensi dell'art. 17 della legge24 novembre 1981, n. 689, che non risulta essere stato effettuato il pagamentoin misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre 1981n. 689, con cui la parte ha fatto presente che "sulla specifica tematicadella tutela della Privacy, () l'azienda- nonostante non tratti datisensibili- ha elaborato il Documento Programmatico sulla Sicurezza, con annessedocumentazioni (nomine)" e che "tenendo conto della regolaritàriscontrata sul piano documentale ed evidenziando che la installazione dinumerosi cartelli di avviso di aree video-sorvegliate (sia pur non compilaticome prevede la normativa vigente) esclude l'ipotesi di una regìa occulta voltaalla raccolta ed all'utilizzo improprio e/o illegale di immagini e di dati, conla presente si fa richiesta a codesta Autorità affinché disponga una riduzionedella somma comminata a titolo di sanzione dall'organo accertante laviolazione";

LETTOil verbale di audizione, svoltasi in data 9 settembre 2013, ai sensi dell'art.18 della legge 24 novembre 1981 n. 689, con cui la parte ha precisato che, almomento dell'accertamento eseguito dalla Guardia di finanza, le telecamere,perimetrali ed interne, erano disattivate e fisicamente rimosse, essendopresente solo la cablatura dell'impianto. Ha, inoltre, fatto presente di averottenuto dalla Direzione territoriale del Lavoro di Roma l'autorizzazioneall'installazione delle videocamere, fornendo la relativa documentazione;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere laresponsabilità della società in relazione alla contestazione della violazioneamministrativa. Infatti, la parte, nel corso delle operazioni svolte dallaGuardia di finanza ha dichiarato che "le telecamere che sono state oggettodei citati rilievi [ovvero delle prescrizioni da parte della Direzioneterritoriale del lavoro di Roma] sono state disattivate (). Le telecameretuttora in funzione non sono state oggetto di prescrizione da partedell'Autorità competente, presumibilmente perché non sono idonee a configurarela possibilità di controllo a distanza dei lavoratori". Sulla base diquanto dichiarato, pertanto, si rileva che la società ha effettuato untrattamento di dati personali ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. a) e b) delCodice, per mezzo delle sole videocamere funzionanti al momentodell'accertamento, rispetto alle quali non è stata fornita un'idoneainformativa agli interessati, come previsto dall'art. 13 del Codice e dalProvvedimento sulla videosorveglianza adottato dal Garante l'8 aprile 2010(doc. web n. 1712680). In particolare, la conoscibilità del titolare deltrattamento e delle finalità per le quali vengono effettuate le riprese, èessenziale per l'esercizio dei diritti di cui all'art. 7 del Codice da partedegli interessati. Si osserva, inoltre, che l'autorizzazione da parte dellaDirezione territoriale del lavoro di Roma non esime il titolare del trattamentodall'obbligo di rendere l'informativa di cui all'art. 13 del Codice;

RILEVATO,pertanto, che la ICA Foods S.p.a., ha effettuato un trattamento di datipersonali ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. a) e b) del Codice in relazioneal quale non ha fornito idonea informativa necessaria ai sensi dell'art. 13 delmedesimo Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daseimila euro a trentaseimila euro;

RITENUTOche, nel caso di specie, ricorrano le condizioni per applicare l'art. 164-bis,comma 1, del Codice il quale prevede che se taluna delle violazioni di cui agliart. 161, 162, 163 e 164 è di minore gravità, i limiti minimi e massimistabiliti negli stessi articoli sono applicati in misura pari a due quinti;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, l'ammontare della sanzione di cui all'art. 161 del Codice in combinatodisposto con l'art. 164-bis, comma 1, nella misura di euro 2.400,00(duemilaquattrocento);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

a ICAFoods S.p.a., con sede legale in Pomezia (RM), via Pontina Km 27.650, P.I.01836391001, in persona del legale rappresentante pro tempore, di pagare lasomma di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento) a titolo di sanzioneamministrativa pecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161 del Codiceindicata in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento)secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 17 ottobre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia