Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi TeleTu s.p.a.

PROVVEDIMENTO DEL 10 OTTOBRE 2013

Registro dei provvedimenti
 n. 447 del 10 ottobre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche, a fronte della segnalazione inviata dalla sig.ra Maria Laura Di Cairano,che lamentava la ricezione di chiamate telefoniche indesiderate di natura promozionale effettuate in data 24 e 25 gennaio 2011 da parte di TeleTu s.p.a.,con sede in Segrate (Mi), via Cassanese n. 210 (fusa per incorporazione l'8maggio 2012 in Vodafone Omnitel N.V. Cod. Fisc.: 93026890017), l'Ufficio delGarante ha richiesto informazioni in merito alla predetta società che, con lanota pervenuta in data 18 maggio 2011, ha consentito di accertare che la citatasocietà ha effettuato trattamenti di dati personali finalizzati all'invio dicomunicazioni promozionali al numero di utenza telefonica fissa dellasegnalante in carenza del prescritto consenso dell'interessato ai sensidell'art. 23 del Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguitodenominato Codice);

VISTOil verbale n. 15438/72595 del 25 luglio 2011 con cui è stata contestata allapredetta società, in persona del legale rappresentante pro-tempore, laviolazione amministrativa prevista dall'art. 162, comma 2-bis del Codice, inrelazione al combinato disposto degli artt. 23 e 167, informandola della facoltàdi effettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della leggen. 689/1981;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali,predisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, dalquale non risulta essere stato effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981,con cui la società ha dichiarato di aver "() trattato lecitamente i datipersonali della sig.ra Di Cairano, essendo gli stessi contenuti in una bancadati formata da TeleTu prima del 1 agosto 2005 e, ai sensi dell'art. 44, co.1-bis del decreto legge n. 207 del 2008 (come convertito dalla legge n. 14 del2009), non sussistendo al tempo dei fatti alcun obbligo in capo a TeleTu didocumentare il rilascio di un'idonea informativa prima del 1 agosto2005". Sul punto, inoltre, precisa come la società abbia "() fornitoun'informativa privacy agli utenti presenti nella propria banca dati ancheprima del 1 agosto 2005 ma non è in grado di documentare tale circostanza, nonessendovi tenuta sulla base della normativa vigente. L'Autorità chiede alla ()società di fornire prova scritta dell'avvenuto rilascio dell'informativa allasig.ra Cairano (). Tuttavia, tale richiesta, apparentemente fondata sullaprevisione di cui al provvedimento dell'Autorità del 12 marzo 2009, non apparesuffragata dalle previsioni in materia di rilascio dell'informativa di cuiall'art. 13 del Codice". Ha evidenziato, altresì, come in passatol'Autorità abbia adottato un orientamento difforme in casi analoghi a quelloche ci occupa, facendo esplicito riferimento a due segnalazioni puntualmenteindividuate;

VISTOil verbale di audizione delle parti redatto in data 6 dicembre 2012 ai sensidell'art. 18 della legge n. 689/1981, nel quale la società ha ribadito quantogià rappresentato negli scritti difensivi;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee per escludere laresponsabilità della società in relazione alle contestazioni in argomento.Ritenere che all'epoca dei fatti non sussistesse l'obbligo di documentare ilrilascio, prima del 1 agosto 2005, di un'idonea informativa ai sensi dell'art.13 del Codice, in virtù di quanto previsto dall'art. 44, comma 1-bis del D.L.30 dicembre 2008 n. 207 (convertito nella legge 27 febbraio 2009 n. 14),risulta inconferente rispetto al caso di specie. In effetti, si osserva come lacondotta illecita contestata sia puntualmente individuata nelle chiamate promozionalieffettuate il 24 e 25 gennaio 2011. La norma richiamata dalla società, chedisciplina un regime transitorio regolante lo specifico settore, individua iltermine perentorio del 31 dicembre 2009 (poi prorogato al 25 maggio 2010 pereffetto dell'art. 20 bis del D.L. 25 settembre 2009 n. 135, convertito nellalegge 20 novembre 2009 n. 166) entro il quale utilizzare lecitamente per finipromozionali i dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla basedi elenchi telefonici pubblici formati prima del 1 agosto 2005, anche inderoga agli artt. 13 e 23 del Codice. Risulta evidente come la condottaafferente l'illecito contestato sia stata posta in essere oltre il termineperentorio previsto per la vigenza del regime transitorio richiamato dallasocietà, e pertanto le deroghe in esso contenute non sono applicabili al casodi specie. Inoltre, posto quanto sopra esposto, si rileva come il provvedimentodel Garante del 12 marzo 2009, nella sua parte ricognitiva, ove sono riassuntetutte le disposizioni, sia normative che provvedimentali regolanti lo specificosettore, evidenzia tra le categorie di dati lecitamente utilizzabili perattività di carattere promozionale anche le banche dati costituite sulla basedi elenchi telefonici pubblici formati prima del 1 agosto 2005, sempre che iltitolare sia in grado di dimostrare di avere fornito effettivamente, prima ditale data, l'informativa agli interessati prevista dall'art. 13 del Codice.Tale indicazione non intacca il principio della libera forma attraverso laquale l'informativa può, ai sensi dell'art. 13 del Codice, esserelegittimamente resa (adempimento che non ha costituito, peraltro, oggetto dicontestazione). Nel caso di specie, però, la società, per sua stessa ammissione,"() non è (stata) in grado di documentare tale circostanza ()" nonfornendo così alcun elemento idoneo a comprovare la liceità del trattamento deldato del segnalante per finalità promozionali secondo quelli che erano irequisiti previsti dalla disciplina in vigore all'epoca dei fatti. Riguardo gliasseriti difformi orientamenti dell'Autorità in casi analoghi, si osserva cometali valutazioni siano inconferenti, considerando il fatto che le note(allegati 1 e 2 agli scritti difensivi) dalle quali si desumerebbe la mancataadozione di provvedimenti sanzionatori, ineriscono: nel primo caso unprocedimento nel quale l'odierno trasgressore, con riferimento alla medesimacondotta omissiva in argomento, aveva dimostrato (con la produzione in atti diun cd-rom) di aver assolto gli obblighi di cui agli artt. 23 e 130 del Codice;nel secondo caso, contrariamente a quanto asserito, vi è stata contestazionedel medesimo rilievo, anche se in data successiva a quella di redazione delloscritto difensivo in argomento;

RILEVATOche la società ha quindi effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice) effettuando comunicazioni promozionali alnumero di utenza telefonica fissa della segnalante senza acquisire il consensoai sensi dell'art. 23 del Codice;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice, che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'art. 167 del Codice, tra le quali quella di cuiall'art. 23 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamentodi una somma da diecimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) inordine all'aspetto della gravità, gli elementi delle modalità concrete dellacondotta, dell'intensità dell'elemento psicologico e dell'entità delpregiudizio o del pericolo arrecato, devono essere valutati in relazione alfatto che la segnalante ha ricevuto svariate telefonate di natura promozionale;

b) aifini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, il trasgressore hadichiarato di aver provveduto a inserire l'utenza telefonica della segnalantetra i numeri da non contattare;

c) circala personalità dell'autore della violazione, la società non risulta avereprecedenti specifici in termini di violazioni delle disposizioni del Codice;

d) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, al fine di commisurare l'importodella sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nel rispetto delprincipio di uguaglianza, si evidenzia un reddito imponibile afferente l'anno2011 molto rilevante;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredella sanzione pecuniaria di cui all'art. 162, comma 2-bis del Codice, pari aeuro 30.000,00 (trentamila);

RITENUTOche, in ragione della rilevanza del reddito imponibile dichiarato dalla societàper l'anno 2011, ricorrono le condizioni per applicare l'art. 164-bis, comma 4,del Codice che prevede che le sanzioni di cui al Capo I Titolo III del Codicepossono essere aumentate fino al quadruplo quando possono risultare inefficaciin ragione delle condizioni economiche del contravventore, e che pertantol'importo della sanzione pecuniaria deve essere quantificato in euro 60.000,00(sessantamila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

aTeleTu s.p.a., con sede in Segrate (Mi), via Cassanese n. 210 (fusa perincorporazione l'8 maggio 2012 in Vodafone Omnitel N.V. Cod. Fisc.:93026890017, anche con riferimento alla sede di Ivrea (To), via Jervis n. 13Indirizzo PEC: VODAFONEOMNITEL@POCERT.VODAFONE.IT), in persona del legalerappresentante pro-tempore, di pagare la somma di euro 60.000,00 (sessantamila)a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione previstadall'art. 162, comma 2-bis del Codice indicata in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 60.000,00 (sessantamila) secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 10 ottobre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia