Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Telecom Italia s.p.a.

PROVVEDIMENTO DEL 3 OTTOBRE 2013

Registro dei provvedimenti
n. 433 del 3 ottobre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche, a fronte della segnalazione inviata dal sig. Renato Cusimano, il quale,dopo aver revocato il consenso al trattamento dei propri dati personali perfinalità promo-pubblicitarie in data 22 maggio 2005, lamentava la ricezione dichiamate telefoniche indesiderate di natura promozionale effettuate in data 15aprile 2011 da parte di Telecom Italia s.p.a., con sede in Milano, piazza degliaffari n. 2 P.Iva: 00488410010, Indirizzo PEC: ERA@PEC.TELECOMITALIA.IT,l'Ufficio del Garante ha richiesto informazioni in merito alla predetta societàche, con la nota pervenuta in data 1 Settembre 2011, ha consentito diaccertare che la citata società ha effettuato trattamenti di dati personalifinalizzati all'invio di comunicazioni promozionali al numero di utenzatelefonica fissa della segnalante in carenza del prescritto consensodell'interessato ai sensi dell'art. 23 del Codice in materia di protezione deidati personali – d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito denominatoCodice);

VISTOil verbale n. 25265/74320 del 18 novembre 2011 con cui è stata contestata allapredetta società, in persona del legale rappresentante pro-tempore, laviolazione amministrativa prevista dall'art. 162, comma 2-bis del Codice, inrelazione al combinato disposto degli artt. 23 e 167, informandola della facoltàdi effettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della leggen. 689/1981;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali,predisposti ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, dalquale non risulta essere stato effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTOil verbale di audizione delle parti redatto in data 1 ottobre 2012 ai sensidell'art. 18 della legge n. 689/1981, nel quale la società, osservando che"() la contestata chiamata è stata effettuata da Telecom Italia neiconfronti di un cliente e non di un prospect ()", ha evidenziato di aver"() ritenuto lecito contattare quella parte della propria base clientiche non aveva prestato il consenso o che aveva espresso esplicito diniego allaricezione di comunicazioni promozionali () non al fine dell'esercizio diun'attività promozionale diretta, ma per un'attività informativa correlata allacampagna di sensibilizzazione al registro delle opposizioni di nuovaistituzione, effettuata dalla società nell'ambito di quanto previsto dall'art.11 del D.P.R. 7 settembre 2010, n. 178, e con l'occasione richiedere una eventualenuova determinazione dell'abbonato relativamente al consenso per la ricezionedi comunicazioni promozionali ()". Sul punto, inoltre, la società chiededi valutare la sussistenza del requisito della buona fede e, in ogni caso,l'applicabilità dei requisiti di cui all'art. 164-bis, comma 1 del Codice;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee per escludere laresponsabilità della società in relazione alla contestazione in argomento. Ineffetti, appare addirittura paradossale che la società abbia inteso"sensibilizzare" i propri clienti che non avevano dato il loroconsenso al trattamento dei dati per finalità promozionali o che avevano, comenel caso in questione, addirittura esercitato il diritto di opposizione di cuiall'art. 7, comma 4 lett. b) del Codice, rispetto all'introduzione del registrodelle opposizioni, sottoponendo il dato personale dell'interessato ad untrattamento di dati che, non rientrando nei casi di esonero previsti dall'art.24 del Codice, poteva essere lecitamente effettuato solo con il consensodell'interessato. Sul punto, peraltro, si deve rilevare che la richiamatadisciplina di cui al D.P.R. 7 settembre 2010, n. 178, non prevede, all'art. 11,che la "Campagna informativa per il consumatore", sia effettuata conmodalità come quelle adottate dalla società. Pertanto, in base a quanto sopraesposto non ricorrono i presupposti applicativi della disciplina di cuiall'art. 3 della legge n. 689/1981, né quelli di cui all'art. 164-bis, comma 1del Codice;

RILEVATOche la società ha quindi effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice) effettuando comunicazioni al numero diutenza telefonica fissa del segnalante in assenza del prescritto consenso dicui all'art. 23 del Codice;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice, che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'art. 167 del Codice, tra le quali quelle di cuiall'art. 23 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamentodi una somma da diecimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) inordine all'aspetto della gravità, l'elemento delle modalità concrete dellacondotta deve essere considerato in funzione del fatto che la società haintenzionalmente contattato un soggetto che aveva espressamente revocato ilconsenso al trattamento per finalità promozionali, mentre con riferimento aglielementi dell'intensità dell'elemento psicologico e dell'entità del pregiudizioo del pericolo arrecato, non si rilevano elementi specifici;

b) aifini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, il trasgressore non hafornito elementi di merito;

c) circala personalità dell'autore della violazione, la società risulta destinataria dinumerosi procedimenti sanzionatori;

d) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, al fine di commisurare l'importodella sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nel rispetto delprincipio di uguaglianza, si evidenzia che la società, pur avendo conseguitonell'anno 2012 una consistente perdita di esercizio, è uno dei principalifornitori di servizi di comunicazione al pubblico a livello nazionale e, perl'anno 2011, ha dichiarato un cospicuo reddito imponibile;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredella sanzione pecuniaria per la violazione di cui all'art. 162, comma 2-bisdel Codice, pari a euro 40.000,00 (quarantamila);

RITENUTOche, in ragione della rilevanza del reddito imponibile dichiarato dalla societàper l'anno 2011, ricorrono le condizioni per applicare l'art. 164-bis, comma 4,del Codice che prevede che le sanzioni di cui al Capo I Titolo III del Codicepossono essere aumentate fino al quadruplo quando possono risultare inefficaciin ragione delle condizioni economiche del contravventore, e che pertantol'importo della sanzione pecuniaria deve essere quantificato in euro 80.000,00(ottantamila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

aTelecom Italia s.p.a., con sede in Milano, piazza degli affari n. 2 P.Iva:00488410010, Indirizzo PEC: ERA@PEC.TELECOMITALIA.IT, in persona del legalerappresentante pro-tempore, di pagare la somma di euro 80.000,00 (ottantamila)a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione previstadall'art. 162, comma 2-bis del Codice indicata in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 80.000,00 (ottantamila) secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 3 ottobre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia