Garante per la protezione
    dei dati personali


Sistemi di videosorveglianzainstallati presso esercizi commerciali e diritti dei lavoratori

PROVVEDIMENTO DEL 12 SETTEMBRE 2013

Registro dei provvedimenti
n. 397 del 12 settembre 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

ESAMINATAla documentazione in atti;

VISTOil d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei datipersonali, di seguito "Codice");

VISTOil provvedimento generale del Garante dell'8 aprile 2010, in materia ditrattamento di dati personali effettuato tramite sistemi di videosorveglianza(G.U. n. 99 del 29 aprile 2010);

VISTIi verbali degli accertamenti ispettivi del 30 e 31 gennaio 2013 (corredati dariprese fotografiche), aventi ad oggetto gli esiti delle verifiche svolte dalNucleo Privacy della Guardia di finanza su delega dell'Autorità presso GruppoNadine s.r.l. in Milano effettuati mediante sistemi di videosorveglianzainstallati presso alcuni esercizi commerciali gestiti dalla società dai qualiemerge che:

- pressoquattro punti vendita (tre dei quali siti in Milano, un quarto in Assago)gestiti direttamente dalla società sono installati sistemi di videosorveglianzale cui telecamere sono dislocate nell'area di vendita;

- rispetto a tre dei menzionati sistemi di videosorveglianza esiste altresì, inbase a quanto dichiarato anche ai sensi dell'art. 168 del Codice, "lapossibilità teorica di visione da remoto [delle immagini], che comunque non èstata mai effettuata" (cfr. verb. cit., p. 2 e 3);

- itrattamenti effettuati mediante i menzionati sistemi hanno unicamente lo scopo"di deterrenza, per scongiurare furti, già verificatisi, da parte dimalintenzionati. Non è assolutamente intenzione della società effettuare ilcontrollo a distanza dei lavoratori". Quest'ultima circostanzarisulterebbe dal fatto che solo presso alcuni degli esercizi commerciali dellasocietà sono stati installati sistemi di ripresa e che la possibilità, dalpunto di vista tecnologico, della visione da remoto delle immagini non hatrovato effettiva attuazione (cfr. verb. cit., p. 3 s.);

- letelecamere riprendono "esclusivamente le aree di vendita, frequentateprevalentemente dal pubblico e, solo occasionalmente, dagli addetti allevendite o da altro personale dipendente" (cfr. verb. cit. p. 4);

-l'obbligo di rendere l'informativa è stato assolto mediante l'affissione,"in corrispondenza delle aree di accesso" di apposita cartellonisticarisultata sprovvista dell'indicazione del titolare del trattamento (cfr.verbale 30 gennaio 2013, p. 4 e all. 6);

- nessun accordo con le rappresentanze sindacali né autorizzazione da parte delcompetente ufficio del Ministero del Lavoro ai sensi dell'art. 4, comma 2, l.20 maggio 1970, n. 300 regola il funzionamento dei menzionati sistemi divideosorveglianza (cfr. verbali del 30 e 31 gennaio 2013);

VISTAla comunicazione della società del 13 febbraio 2013, nella quale si è precisatoche i tempi di conservazione delle immagini sono pari a 24 ore e che per lavisione delle stesse sono stati designati gli incaricati del trattamento aisensi dell'art. 30 del Codice;

RILEVATOche le telecamere riprendono aree (cfr. anche la planimetria allegata allacomunicazione del 13 febbraio 2013) nelle quali possono trovarsi i lavoratorinell'espletamento dell'attività di commercializzazione dei prodotti diabbigliamento venduti dalla società, la cui attività può quindi formare oggettodi controllo a distanza;

CONSIDERATOillecito il trattamento di dati personali effettuato mediante il descrittosistema di videosorveglianza in assenza delle garanzie previste dall'art. 4,comma 2, l. n. 300/1970;

RILEVATO,inoltre, che il divieto di controllo a distanza dell'attività lavorativa nonviene meno in ragione della circostanza che lo stesso possa essere discontinuo(cfr. Cass., 6 marzo 1986, n. 1490 richiamata in senso adesivo da Cass., 16settembre 1997, n. 9211) ovvero per il fatto che i lavoratori siano al correntedell'esistenza del sistema di videosorveglianza (cfr. Cass., 18 febbraio 1983,n. 1236);

RITENUTOche, alla luce degli elementi sopra rappresentati, il descritto trattamentorisulta effettuato dalla Società in violazione della disciplina di protezionedei dati personali (artt. 11, comma 1, lett. a) e 114 del Codice) (cfr., tra itanti, Provv.ti 14 aprile 2011; 24 giugno 2010; 26 febbraio 2009);

RITENUTOdi dover prescrivere alla Società, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b),144 e 154, comma 1, lett. c), del Codice, di espletare le procedure previstedall'art. 4, comma 2 della l. n. 300/1970 sul controllo a distanza deilavoratori;

CONSIDERATOche, come rappresentato nel provvedimento generale dell'8 aprile 2010, gliinteressati (non solo i lavoratori ma anche la clientela) devono esserepienamente informati del fatto di trovarsi in un'area videosorvegliata, sì chein presenza di più telecamere, in relazione alla vastità dell'area oggetto dirilevamento e alle modalità delle riprese, potranno essere installati piùcartelli recanti l'informativa in forma semplificata, collocati prima delraggio di azione della telecamera, anche nelle sue immediate vicinanze (cfr.anche Provv. 17 gennaio 2013, n. 16);

RILEVATOche in sede di verifica presso uno degli esercizi commerciali di Milano, inCorso Vittorio Emanuele – nel quale è stata altresì rilevata "lapresenza di 17 telecamere, alcune delle quali (finte a, a soffitto) dislocatesui tre livelli nei quali si articola la superficie di vendita" (cfr.verbale, 30.1.2013, p. 5) –, l'informativa resa mediante un avvisosintetico in corrispondenza dell'accesso all'esercizio commerciale è risultatasprovvista dell'indicazione del titolare del trattamento, desumibile soloindirettamente dall'insegna dell'esercizio commerciale (cfr. all. 6 e 7 alverb. del 30.1.2013);

RITENUTOpertanto di dover altresì prescrivere alla società, ai sensi degli artt. 143,comma 1, lett. b), e 154, comma 1, lett. c), del Codice, l'adozione di misure eaccorgimenti a garanzia degli interessati (fatti salvi quelli eventualmente giàadottati, anche in conformità al provvedimento generale in materia divideosorveglianza dell'8 aprile 2010), e segnatamente:

a. qualemisura necessaria, di integrare gli avvisi recanti l'informativa di cuiall'art. 13 del Codice in forma "semplificata" con le informazioniindicate nel provvedimento generale dell'8 aprile 2010 (al punto 3.1),inserendo l'indicazione del titolare del trattamento;

b. qualemisura opportuna, attesa la presenza di più telecamere e l'estensione (su piùpiani) dell'area oggetto di rilevamento delle immagini, di rendere chiaramentevisibili agli interessati il trattamento effettuato mediante appositi avvisisintetici, da affiggere in aree ulteriori, oltre quelle di accesso, degliesercizi commerciali (cfr. provv. 8 aprile 2010, punto 3.1.);

RISERVATAla valutazione da parte dell'Autorità, con autonomo procedimento, dellasussistenza di violazioni amministrative in capo al titolare del trattamento;

RILEVATOche, in caso di inosservanza del presente provvedimento, si renderannoapplicabili le sanzioni di cui all'art. 162, comma 2-ter del Codice;

VISTEle osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIŅ PREMESSO, IL GARANTE

neiconfronti di Gruppo Nadine s.r.l.:

1.ritenuto illecito, nei termini di cui in motivazione, il trattamento effettuatoa mezzo del sistema di videosorveglianza installato presso gli esercizicommerciali direttamente gestiti dalla società, impregiudicati nel frattempo idiritti dei lavoratori, prescrive ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b),144 e 154, comma 1, lett. c) del Codice, senza ritardo, e comunque entro trentagiorni dal ricevimento del presente provvedimento:

a. qualemisura necessaria, di:

i.espletare le procedure previste dall'art. 4, comma 2, l. n. 300/1970 inrelazione al controllo a distanza dei lavoratori;

ii.integrare gli avvisi recanti l'informativa di cui all'art. 13 del Codice informa "semplificata" con le informazioni indicate nel provvedimentogenerale dell'8 aprile 2010 (al punto 3.1), inserendo l'indicazione deltitolare del trattamento;

b. qualemisura opportuna, attesa la presenza di più telecamere e l'estensione (su piùpiani) dell'area oggetto di rilevamento delle immagini, di rendere chiaramentevisibili agli interessati il trattamento effettuato mediante appositi avvisisintetici, da affiggere in aree ulteriori, oltre quelle di accesso, degliesercizi commerciali (cfr. provv. 8 aprile 2010, punto 3.1.);

2.ai sensi dell'art. 157 del Codice, invita la società a dare comunicazione alGarante delle misure adottate entro 30 giorni dalla data di ricezione delpresente provvedimento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 12 settembre 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia