Garante per la protezione
    dei dati personali


[vedi anche newsletter del 17settembre 2013]

Facoltà delle banche di produrre in giudizio informazioni relative ai clienti e loro procuratori per tutelare i propri diritti e rispetto della privacy

PROVVEDIMENTO DEL 27 GIUGNO 2013

Registrodei provvedimenti
n. 318 del 27 giugno 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nellariunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro Presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

Visto ilCodice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n.196);

Esaminatala segnalazione inviata dal sig. Bruno Nicastri nei confronti di Banca Popolaredi Lodi, oggi incorporata dal Banco Popolare Soc. Coop;

Vista ladocumentazione in atti;

Viste leosservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

Relatorela dott.ssa Augusta Iannini;

PREMESSO

1. Consegnalazione del 16 marzo 2012, il sig. Bruno Nicastri, procuratore di alcuniclienti di Banca Popolare di Lodi S.p.a. nell'ambito di altrettantiprocedimenti instaurati avanti l'Arbitro bancario e finanziario di Napoli(ABF), ha lamentato che detta banca, nel depositare le proprie memoriedifensive, aveva riferito circostanze attinenti alla sua persona -e,segnatamente, al suo pregresso rapporto di lavoro intercorso con lo stessoistituto bancario- non pertinenti e, comunque, eccedenti, in violazione deiprincipi posti dall'art. 11 del Codice.

Inparticolare, la banca, nelle sue controdeduzioni, nel chiedere al"Collegio dell'Arbitro Bancario Finanziario [] di considerareincompatibile l'attività di rappresentanza svolta dal sig. Nicastri Bruno"in favore dei ricorrenti, aveva fatto presente che il medesimo, già dipendentedell'istituto, era stato licenziato per giusta causa e che la relativa vertenzache ne era conseguita era ancora pendente dinanzi alla Corte di Cassazione.

2. Connota del 15 ottobre 2012, Banco Popolare Soc. Coop. (quale incorporante diBanca Popolare di Lodi S.p.a.), nel fornire riscontro alle richiesteistruttorie dell'Autorità, ha dichiarato che i procedimenti nei quali il sig.Nicastri aveva assunto l'incarico di procuratore erano stati promossi daclienti della stessa agenzia sita nella città di Carini presso la quale ilsegnalante "(aveva precedentemente ricoperto il ruolo di Direttore),ovvero clienti delle altre due agenzie del Banco sempre situate inCarini"; inoltre, in detti procedimenti erano state addirittura formulate"inter alia, all'ABF richieste di irrogazione di provvedimentidisciplinari da parte della banca a carico dell'allora direttore prepostodell'agenzia di Carini, Sig. [], il cui nome" era stato"espressamente indicato nel ricorso, adducendo addirittura sussistentiipotesi di reato". Pertanto, a fronte di tali asserzioni, la banca avevaritenuto di non poter "esimersi dal chiarire all'ABF il contesto diriferimento rispetto al quale il sig. Nicastri, per conto dei suoi clienti",aveva formulato "all'organismo di conciliazione istanze di intervento,evidenziando la pendenza" del predetto giudizio tra il medesimo el'istituto bancario.

3. QuestaAutorità, in via generale, ha riconosciuto alle banche la facoltà di produrrein giudizio informazioni relative anche ai clienti per tutelare i propridiritti, evidenziando che "l'impegno di riservatezza assunto in relazioneai servizi prestati [] non può tradursi in un vincolo tale da produrre effettilesivi nella sfera giuridica della stessa banca e in un limite all'esigenza didifesa giudiziaria dei propri diritti". E' stato, tuttavia, precisato chei dati prodotti in giudizio devono essere solo quelli pertinenti a far valere odifendere un diritto in sede giudiziaria, evitando la comunicazione diinformazioni non rilevanti per le citate finalità di difesa (v. provv. 27giugno 2001; in questo senso v. pure Provv. 25 ottobre 2007, Linee guida pertrattamenti dati relativi al rapporto banca-clientela).

Conriferimento al caso in esame, si deve rilevare che la banca, anziché limitarsia  formulare eccezioni di rito o a contestare nel merito le argomentazioniposte dai ricorrenti a fondamento delle pretese azionate dinanzi all'organogiudicante, ha riferito circostanze che non hanno alcun collegamento –neancheindiretto- con le ragioni del contendere, richiamando fatti riconducibili apregressi contrasti intercorsi tra l'odierno procuratore dei ricorrenti e lostesso istituto di credito, riguardanti la risoluzione dell'originario rapportolavorativo che li aveva legati e la successiva instaurazione di una vertenzadinanzi al giudice del lavoro (attualmente pendente dinanzi alla Corte dicassazione). Si è trattato, quindi, di fatti estranei alle singole controversieinstaurate dinanzi all'organo di conciliazione, che non possono neanche averealcuna influenza sul patrocinio che i singoli ricorrenti hanno volutoliberamente attribuire al loro procuratore, il quale non solo non è più legatoda alcun rapporto sostanziale con la banca resistente, ma è anche del tuttoestraneo alle vicende inerenti ai rapporti giuridici in contestazione,riconducibili soltanto ai suoi assistiti.

Lavicenda, che non risulta emendabile all'interno del procedimento instauratodinanzi all'ABF (disciplinato dalla delibera CICR n. 275 del 29 luglio 2008 edalle disposizioni applicative rese dalla Banca d'Italia-Disposizioni suisistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia dioperazione e servizi bancari e finanziari) per la mancata previsione di unanorma simile a quella dettata dall'art. 89 c.p.c. per il giudizio civile (lacui tutela si estende a qualsiasi "persona offesa" in giudizio), puòperò essere sicuramente valutata alla luce dei fondamentali principi posti dalCodice in materia di protezione dei dati personali.
In ragione di ciò, sideve ritenere che le informazioni riguardanti le pregresse vicende lavorativeintercorse tra il segnalante e Banca Popolare di Lodi S.p.a. che, ai sensidell'art. 4, comma 1, lett. b) del Codice, integrano veri e propri datipersonali, comunicate dall'istituto bancario in occasione dei procedimenticelebrati dinanzi all'ABF di Napoli, siano eccedenti rispetto alle concreteesigenze difensive della resistente, perché volte non tanto a dimostrare laeventuale scarsa attendibilità delle affermazioni rese dai ricorrenti, quanto arendere un'immagine negativa, per fatti extraprocessuali e, comunque, estraneialla materia del contendere, del loro procuratore. Tale circostanza, cheintegra un vizio della qualità dei dati trattati, si è tradotta in una paleseviolazione dell'art. 11 del Codice, il quale, trovando applicazione anche per itrattamenti di dati effettuati "per ragioni di giustizia", deveessere "a fortiori" rispettato nell'ambito di un procedimento dirisoluzione stragiudiziale di controversie.

Ne derivache il trattamento dei dati personali operato dalla banca in relazione allepredette informazioni personali del sig. Nicastri va considerato illecito,perché in contrasto con i principi fissati dall'art. 11, comma 1, lett. a) e d)del Codice, con conseguente inutilizzabilità dei dati stessi (art. 11, comma2).

TUTTO CIO' PREMESSO, IL GARANTE,

dichiaral'illiceità del trattamento di dati personali riferiti al segnalante posto inessere da Banca Popolare di Lodi S.p.a. (oggi Banco Popolare Soc. Coop.), perchéin contrasto con i principi fissati dall'art. 11, comma 1, lett. a) e d) delCodice, con conseguente inutilizzabilità dei dati stessi.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 27giugno 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia