Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi ASL Torino 3

PROVVEDIMENTO DEL 22 MAGGIO 2013

Registro dei provvedimenti
 n. 254 del 22 maggio 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche il Nucleo privacy della Guardia di finanza, in esecuzione della richiestadi informazioni formulata da questa Autorità ai sensi dell'art. 157 del d. lgs.196/2003 recante il Codice in materia di protezione dei dati personali (prot.n. 529/53969 dell'11 gennaio 2011), ha svolto accertamenti presso l'Ospedalecivile Agnelli, facente parte dell'ASL Torino 3, redigendo apposito verbale dioperazioni compiute, datato 23 febbraio 2011, dal quale è risultato che"presso il centro prelievi dell'ospedale, per i pazienti che si rivolgonoper richiedere l'erogazione di analisi di laboratorio, all'attodell'accettazione non viene acquisito il consenso in forma scritta"; allostesso modo, "per i pazienti che si rivolgono al pronto soccorso non vieneacquisito il consenso scritto ()", in violazione di quanto stabilitodall'art. 23 del Codice;

VISTOil verbale n. 15 del 14 marzo 2011 con cui è stata contestata all'ASL Torino 3,individuata come titolare del trattamento, con sede in Collegno, Via MartiriXXX aprile n. 30, P.I. 09735650013, in persona del legale rappresentante protempore, la violazione di cui all'art. 162, comma 2-bis, del Codice, inrelazione all'art. 23, informandola della facoltà di effettuare il pagamento inmisura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981 n. 689;

RILEVATOdal rapporto predisposto dal Nucleo privacy della Guardia di finanza ai sensidell'art. 17 della legge 24 novembre 1981 n. 689 che non risulta essere statoeffettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo, inviato ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre1981 n. 689, con cui la parte ha eccepito l'applicazione dell'art. 23 delCodice al caso di specie, sostenendo che, poiché il trattamento dei dati idoneia rivelare lo stato di salute è effettuato da parte di un organismo sanitariopubblico, trovano applicazione le disposizioni di cui agli artt. 76 e ss. delCodice. In particolare, la parte ha dichiarato che presso le strutture delpronto soccorso e del laboratorio di analisi il consenso dei pazienti vieneraccolto in forma orale, dopo aver reso l'informativa, secondo le modalitàsemplificate di cui all'art. 81;

LETTOil verbale di audizione, svoltosi in data 9 luglio 2012, ai sensi dell'art. 18della legge 24 novembre 1981 n. 689, con cui la parte ha ribadito quanto giàdichiarato nelle memorie difensive, comunicando di aver avviato nuove procedureper l'acquisizione del consenso scritto dei pazienti che si recano presso lastruttura;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere laresponsabilità dell'Azienda in relazione a quanto contestato. Posto che iltrattamento effettuato dalla Azienda Sanitaria rientra tra quelli per i qualiil Codice richiede il consenso scritto degli interessati, perché finalizzatoalla tutela della salute e dell'incolumità fisica degli stessi (art. 76, comma1, lett. a)), deve porsi attenzione alla disposizione dell'art. 81 del Codiceche individua, a carico sia di soggetti pubblici che privati, specifichemodalità semplificate per raccogliere il consenso. Secondo tale disposizione,il consenso può essere manifestato anche oralmente, ma è necessario in ognicaso che sia documentato per iscritto da parte dell'esercente la professionesanitaria o da parte dell'organismo sanitario pubblico. L'argomentazione dellaparte secondo cui al caso di specie debbano applicarsi le disposizionicontenute nel titolo V del Codice non vale comunque ad escludere la partedall'obbligo di documentare per iscritto il consenso dei pazienti, obbligo cheindubbiamente non era assolto al momento dell'accertamento. Sotto questoaspetto, dunque, la disposizione di cui all'art. 23 è perfettamente coerentecon quella di cui all'art. 81. In particolare, l'art. 23 è una norma dicarattere generale riferita al trattamento di dati personali effettuato sia inambito privato che in ambito pubblico, che come tale individua gli elementiatti a connotare un valido consenso;

RILEVATO,quindi, che la ASL Torino 3 ha effettuato un trattamento di dati idonei arivelare lo stato di salute senza acquisire il necessario consenso richiesto aisensi degli artt. 23 e 81 del Codice;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'art. 167 del Codice, tra le quali quella di cui all'art.23 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamento di unasomma da diecimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, della gravità della violazione, dell'opera svolta dall'agente pereliminare o attenuare le conseguenze della stessa, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, l'ammontare della sanzione per la violazione dell'art. 162, comma 2-bis,nella misura di euro 10.000,00 (diecimila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

all'ASLTorino 3, con sede in Collegno, via Martiri XXX aprile n. 30, in persona dellegale rappresentante pro-tempore, di pagare la somma di euro 10.000,00(diecimila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per la violazioneprevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codice;

INGIUNGE

allamedesima ASL Torino 3 di pagare la somma di euro 10.000,00 (diecimila), secondole modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione delpresente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a normadall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro iltermine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, inoriginale o in copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 22 maggio 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia