Garante per la protezione
    dei dati personali


Divieto del trattamento di datipersonali contenuti in corrispondenza privata acquisita illecitamente

PROVVEDIMENTO DEL 6 MAGGIO 2013

Registro dei provvedimenti
n. 229 del 6 maggio 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

Nellariunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

VISTEle notizie di stampa diffuse nei giorni scorsi relativamente all'indebitaintrusione nella corrispondenza elettronica di alcuni parlamentari delMovimento 5 Stelle e nella captazione del contenuto di loro mail private;

VISTOil comunicato stampa del Garante 25 aprile 2013;

VISTEle più recenti informazioni secondo le quali l'intero contenuto di numerosemail appartenenti a deputati del Movimento 5 Stelle sarebbe stato pubblicatosulla rete;

TENUTOCONTO che in data 3 maggio 2013 una delegazione di parlamentari del Movimento 5Stelle ha sollevato la questione direttamente negli uffici dell'Autorità;

RILEVATAl'effettiva reperibilità sulla rete internet di mail riconducibili a talunideputati del Movimento 5 Stelle;

CONSIDERATOche l'attività descritta configura una grave violazione di una dirittofondamentale tutelato dall'art. 15 della Costituzione il quale garantiscel'inviolabilità della libertà e segretezza della corrispondenza e di ogni altraforma di comunicazione;

CONSIDERATEaltresì le particolari garanzie poste dall'art. 68 della Costituzione a tuteladelle comunicazioni e della corrispondenza dei membri del Parlamento;

CONSIDERATOche la vicenda in esame può determinare innanzitutto responsabilità di naturapenale (artt. 616 e ss. cod. pen.) il cui accertamento, per il caso di specie, ègià al vaglio dell'autorità giudiziaria;

CONSIDERATOin particolare che, ai sensi del citato art. 616 cod. pen., è punibilepenalmente «chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenzachiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o difarne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a luinon direttaŠ» (comma 1); considerato che è punito più gravemente «se ilcolpevole senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto dellacorrispondenzaŠ se dal fatto deriva nocumentoŠ » (comma 2);

CONSIDERATOaltresì che qualora la corrispondenza abbia "carattere confidenziale o siriferisca alla intimità della vita privata", trova applicazione anchel'art. 93 della legge 22 aprile 1941, n. 633, il quale prevede che è necessarioil consenso dell'autore e del destinatario della corrispondenza stessa affinchéquesta possa essere "pubblicat(a), riprodott(a) od in qualunque modoportat(a) alla conoscenza del pubblico";

RILEVATOche la vicenda assume rilievo anche sotto il profilo della vigente disciplinain materia di protezione dei dati personali (Codice in materia di protezionedei dati personali, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito"Codice"), configurandosi quale trattamento di dati riferibili apersone identificate e che il trattamento medesimo è da ritenersi illecito inquanto avvenuto in violazione della legge (art.11, comma 1, lett. a) e b) delCodice);

RILEVATOche esso ha comportato l'acquisizione e la diffusione di dati personaliall'insaputa e contro la volontà degli interessati;

RILEVATOche tale violazione determina una lesione del diritto alla riservatezza e allaprotezione dei dati personali non solo dei parlamentari  intestatari degliindirizzi di posta elettronica, ma di tutti coloro che sono entrati in contattocon essi attraverso tale mezzo di comunicazione, nonché eventualmente di terzicitati all'interno delle comunicazioni;

CONSIDERATOche l'illiceità ab origine del trattamento di dati personali estende i suoieffetti anche ai successivi trattamenti, rendendo illecita ogni altrasuccessiva operazione di raccolta, conservazione e ulteriore utilizzo deimedesimi dati (art. 11, comma 2, del Codice);

RITENUTOpertanto necessario disporre, ai sensi degli artt. 143, lett. c)  e 154,comma 1, lett. d),  del Codice, il divieto di ogni eventuale ulterioretrattamento delle mail dei deputati del Movimento 5 Stelle diffuse sulla retecon conseguente obbligo, in capo a chi le detenga, di provvedere alla lorocancellazione;

RILEVATOche in caso di inosservanza del presente provvedimento si renderannoapplicabili le sanzioni previste agli artt. 162, comma 2-ter e 170 del Codice;

RITENUTOdi dover dare pubblicità al presente provvedimento, anche mediante la suapubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, al fine direndere edotti coloro che dispongono delle suddette mail del divieto di ogniloro ulteriore trattamento e del conseguente obbligo di provvedere alla lorocancellazione;

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREil dott. Antonello Soro;

TUTTO CIO' PREMESSO, IL GARANTE:

1)dispone, ai sensi degli artt. 143, lett. c)  e 154, comma 1, lett. d), del Codice in materia di protezione dei dati personali, il divieto di ognieventuale ulteriore trattamento delle mail dei deputati del Movimento 5 Stellediffuse sulla rete con conseguente obbligo, in capo a chi le detiene, diprovvedere alla loro cancellazione;

2)dispone che l'Ufficio curi la più ampia pubblicità del presente provvedimento,anche mediante la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana, al fine di rendere edotti coloro che dispongono delle suddette maildel divieto di ogni loro ulteriore trattamento e del conseguente obbligo diprovvedere alla loro cancellazione.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 6 maggio 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Soro

Il segretario generale
Busia