Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Free Time s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 24 APRILE 2013

Registro dei provvedimenti
n. 220 del 24 aprile 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

RILEVATOche, nell'ambito di una complessa indagine svolta dal Nucleo di poliziatributaria della Guardia di finanza di Vicenza, è stato accertato che la societàFree Time s.r.l. P.I.: 01278270291, con sede in Rovigo, via Miani n. 15, inpersona del legale rappresentante pro-tempore, in qualità di dealer dellasocietà Telecom e da questa designata responsabile del trattamento dei datipersonali, ha provveduto nell'anno 2006 all'intestazione di numerosissimeschede telefoniche a terze persone, del tutto ignare di tali attribuzioni. Inparticolare, dalle indagini svolte, è stato possibile individuare 4 persone acui, a loro insaputa, sono state intestate schede telefoniche per un numerocomplessivo di 5000 utenze. Dalle dichiarazioni raccolte nel corso delprocedimento penale, nell'ambito del quale è stata condotta l'indagine, èrisultato che "I 4 soggetti soprindicati, sentiti in atti, hannoconfermato l'indebito trattamento dei loro dati personali, disconoscendo diaver presentato istanze volte all'intestazione delle schede loro fittiziamenteattribuite ()";

VISTOil verbale n. 247645/10 del 9 giugno 2010, che qui si intende integralmenterichiamato, con cui è stata contestata alla Free Time s.r.l., la violazioneamministrativa prevista dall'art. 161 del Codice, per aver effettuato untrattamento di dati personali di 4 soggetti, intestando a loro insaputa schedetelefoniche, omettendo di rendere l'informativa ai sensi dell'art. 13 delmedesimo Codice;

RILEVATOdal rapporto predisposto dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia difinanza di Vicenza, ai sensi dell'art. 17 della legge n. 689/1981, che nonrisulta effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981,con cui la società rileva come la contestazione in argomento si fondi su fattie circostanze accertati dalla Guardia di finanza nei verbali di altre sommarieinformazioni redatti nei mesi di agosto, settembre e ottobre dell'anno 2008. Afronte di ciò, il termine di 90 giorni, previsto dall'art. 14 della L.689/1981, per la notificazione della contestazione dalla data del suoaccertamento, risulta essere violato. Evidenzia, altresì, che delle 4 persone acui, a loro insaputa, sono state intestate le 5000 utenze telefoniche inargomento, solo una (sig.a Francesca Brasi) "risulta effettivamente averrichiesto (a Free Time s.r.l.) tale innalzamento". Per le rimanenti 3persone "Free Time s.r.l. dichiara di non aver trattato alcun datopersonale ()" atteso che "nessuno di questi soggetti è stato mairegistrato tra i clienti di Free Time srl, né tantomeno per alcuno risultanoagli atti della società richieste di innalzamento soglia per anagraficamultipla". Riguardo la citata sig. a Francesca Brasi, invece, la societàha evidenziato l'infondatezza di quanto contestatole  producendo unadichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà datata 23 giugno 2010 nellaquale la sig.ra Francesca Brasi, escussa in atti ai sensi dell'art. 351 c.p.p.in data 8 settembre 2008 dalla Compagnia della Guardia di finanza di Mestre, hamodificato le sue dichiarazioni a suo tempo rese all'organo accertatore,asserendo che "il marito sig. Mauro Bellotto <<mi ha rammentato diavermi richiesto l'intestazione di 500 TIM Card con appoggio sul Dealer FreeTime: all'epoca la società Free Time era da lui seguita in qualità di venditoreconsumer TIM. Mi ha anche rammentato che in tale occasione, a seguito del mioconsenso, avevo firmato la documentazione prevista a tale scopo (modulisticainnalzamento soglia per anagrafica multipla, consenso al trattamento dei dati)e gli avevo fornito copia della carta di identità e del codice fiscalenecessari per il completamento della pratica>>";

PRESOATTO del verbale di altre sommarie informazioni redatto in data 24 ottobre 2008e  inviato dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza diVicenza con la nota n. 104957 del 14 marzo 2013;

VISTOil verbale dell'audizione delle parti datato 27 febbraio 2012 ai sensidell'art. 18 della legge n. 689/1981, in cui è stato sostanzialmente ribaditoquanto argomentato negli scritti difensivi evidenziando, altresì, che "()il timbro societario autentico risultante sul modulo di richiesta attivazionescheda relativo alla sig. ra Brasi è diverso da quello posto invece sullerichieste degli altri nominativi";

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non consentono di escludere la responsabilitàdella parte in relazione a quanto contestato, con esclusione della posizionerelativa alla sig.ra Francesca Brasi le cui dichiarazioni dimostrano la suaeffettiva consapevolezza circa l'attivazione multipla di schede telefoniche alei intestate. Riguardo alle violazioni relative agli altri 3 interessati, sirileva come il trasgressore ritenga erroneamente che il termine di cui all'art.14 della legge n. 689/1981 non sia stato rispettato. In effetti, sul punto sideve tenere conto del fatto che l'illecito amministrativo contestato sia statoaccertato nell'ambito di un'indagine di polizia giudiziaria coordinata dallaProcura della Repubblica di Vicenza. Tenuto conto di tale contesto, si osservacome in tema di sanzioni amministrative, qualora gli elementi di prova di unillecito amministrativo emergano dagli atti relativi alle indagini penali, iltermine stabilito dall'art. 14 della legge n. 689/1981 per la notificazionedella contestazione decorre dalla ricezione degli atti trasmessi dall'A.G.all'Autorità amministrativa, posto che, qualora fosse consentito agli agentiaccertatori di contestare immediatamente all'indagato la violazioneamministrativa, l'A.G. non sarebbe messa in condizione di valutare se ricorra omeno la "vis actractiva" della fattispecie penale e, nel contempo,sarebbe frustrato il segreto istruttorio imposto dall'art. 329 c.p.p. (Cass.Civ. Sez. II, 30 marzo 2010 n. 7754; Cass. Civ. Sez. II, 5 novembre 2009 n.23477). Nel caso di specie, il principio appena esposto ha trovato applicazionenel momento in cui la citata Procura della Repubblica ha autorizzato, conapposito provvedimento n. 7328/07 del 10 maggio 2010, l'utilizzo "ai finiamministrativi, degli elementi acquisiti nell'ambito dei pp.pp. () e (), perconsentire () di elevare nei confronti dei dealer della Telecom Italia S.p.a.coinvolti nelle investigazioni le contestazioni, ex art. 14 della legge n.689/1981, per la violazione alle disposizioni sancite dall'art. 13 del D.Lgs.n. 196/2003" e a fronte di tale autorizzazione, nel pieno rispetto deitermini previsti, in data 10 giugno 2010 è stato notificato il verbale dicontestazione in argomento. Inoltre, si osserva come, in senso assoluto,l'attivazione multipla di schede telefoniche nei confronti di un unico soggettoè sicuramente lecita pur se nel rispetto delle prescrizioni impartite dalGarante nel provvedimento del 16 febbraio 2006, nonchéa fronte dell'assolvimento dell'obbligo di rendere la prescritta informativa aisensi dell'art. 13 del Codice e dell'acquisizione di una idonea dichiarazionedi conferma che accerti l'effettiva volontà dell'intestatario delle schedetelefoniche. Il citato provvedimento stabilisce altresì che "icomportamenti illeciti addebitabili a rivenditori di servizi dislocati sulterritorio (cd dealer) o a fornitori di servizi di comunicazione elettronica(di seguito operatori) sono presi in esame per i soli profili di competenza delGarante", ove, partendo dai descritti presupposti, si rileva comel'attivazione di una pluralità di schede telefoniche nei confronti di unsingolo interessato senza avergli reso un'informativa nella quale taletipologia di trattamento sia esplicitamente specificata, configura, consideratal'accertata inconsapevolezza di tali attivazioni, la violazione dell'art. 13del Codice ed è altresì alla base di condotte rilevanti anche sotto il profilo penale,così come rilevato dalla Guardia di finanza. Quindi, diversamente da quantoritenuto, risulta provata in atti ai sensi dell'art. 13 della legge n. 689/1981l'attivazione, nei confronti di 3 persone inconsapevoli, di 4.500 schedetelefoniche. La società, dunque, in qualità di responsabile del trattamento, èvenuta meno alle istruzioni specificamente impartite, al punto 12) delladesignazione da parte del titolare del trattamento (Telecom Italia Mobile).Quanto detto determina l'insorgenza della condotta omissiva contestata anche aprescindere sia dalle evidenziate anomalie che emergono dall'esame dellerichieste di innalzamento soglia, atteso che tali attivazioni sono semprericonducibili a Free Time s.r.l. in virtù dell'utilizzo del codice dealer a leiattribuito, ove, peraltro, non è puntualmente provata la compilazione abusivadei moduli stessi, sia dalle circostanze che hanno consentito al dealer(trasgressore) di avere la disponibilità delle copie dei documenti di identitàdegli interessati, atteso che non è provata la provenienza illecita deidocumenti di identità degli interessati stessi;

RILEVATO,pertanto, che Free Time s.r.l. ha effettuato un trattamento di dati personali,attraverso l'attivazione di schede telefoniche all'insaputa degli interessati(3 persone), omettendo di rendere l'informativa, in violazione dell'art. 13 delCodice;

VISTOl'art. 161 del Codice, nella formulazione antecedente alla modifica introdottacon d.l. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla l. 27febbraio 2009, n. 14, che punisce la violazione dell'art. 13, con la sanzioneamministrativa del pagamento di una somma da tremila a diciottomila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) inordine all'aspetto della gravità, con riferimento agli elementi dell'entità deldanno o del pericolo, delle modalità della condotta e dell'intensitàdell'elemento psicologico la violazione è di notevole rilievo essendo statitrattati i dati di 3 persone, senza rendere loro l'informativa perl'attivazione di 4.500 schede telefoniche;

b) aifini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, si evidenzia come non sirilevino elementi di valutazione;

c) circala personalità dell'autore della violazione, deve essere positivamenteconsiderata la circostanza che la società non risulti avere precedentispecifici in termini di violazione alle disposizioni del Codice;

d) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, al fine di commisurare l'importodella sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nel rispetto delprincipio di uguaglianza, deve rilevarsi che la società ha dichiarato, perl'anno 2011, un congruo valore della produzione;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredella sanzione pecuniaria prevista dall'art. 161, nella misura di euro18.000,00 (diciottomila) per ciascuno dei 3 interessati, per un ammontarecomplessivo pari a euro 54.000,00 (cinquantaquattromila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

allaFree Time s.r.l. P.I.: 01278270291, con sede in Rovigo via Miani n. 15, inpersona del legale rappresentante pro-tempore, di pagare la somma complessivadi euro 54.000,00 (cinquantaquattromila) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161 del medesimo Codice, comeindicato in motivazione;

INGIUNGE

aglistessi di pagare la somma di euro 54.000,00 (cinquantaquattromila) secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 24 aprile 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia