Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Itel s.r.l. Unipersonale

PROVVEDIMENTO DEL 18 APRILE 2013

Registro dei provvedimenti
n. 204 del 18 aprile 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

RILEVATOche, nell'ambito di una complessa indagine svolta dal Nucleo di poliziatributaria della Guardia di finanza di Vicenza, è stato accertato che Itels.r.l. Unipersonale in liquidazione, in qualità di dealer della società TelecomItalia S.p.A., ha provveduto, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2007,all'intestazione di numerosissime schede telefoniche a terze persone, del tuttoignare di tali attribuzioni. In particolare, dalle perquisizioni svolte è statopossibile individuare 17 pratiche di innalzamento soglia attribuite a persone acui, a loro insaputa, sono state intestate schede telefoniche per un numerocomplessivo di 3350 utenze. Dalle dichiarazioni raccolte nel corso delprocedimento penale, nell'ambito del quale è stata condotta l'indagine, èrisultato che "tutti i 17 soggetti, (), hanno confermato l'indebitotrattamento dei loro dati personali, disconoscendo di aver presentato istanzevolte all'intestazione delle schede loro fittiziamente attribuite";

VISTOil verbale del 1 giugno 2010, con cui è stata contestata a Itel s.r.l.Unipersonale in liquidazione (di seguito "Itel"), con sede inArzignano (VI), Via Papa n. 7/1, P.I. 03182570246, in persona del legalerappresentante pro-tempore, la violazione amministrativa prevista dall'art. 161del Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito il"Codice"), per aver effettuato un trattamento di dati personali di 17soggetti, intestando a loro insaputa schede telefoniche, senza adempiereall'obbligo di rendere l'informativa ai sensi dell'art. 13 del medesimo Codice;

RILEVATOdal rapporto della Guardia di finanza, Nucleo di Polizia tributaria di Vicenza,predisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981 n. 689, che nonrisulta effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981,con cui la società ha fatto presente che il procedimento penale, nell'ambitodel quale sono emersi i fatti oggetto della presente contestazione, è ancorapendente e che, per tale ragione, non è possibile ritenere già accertata lapropria responsabilità in materia di protezione dei dati personali. Tral'altro, secondo la parte, "la lettura delle diverse norme, penale edamministrativa, che entrambe in questa fase si assumono in ipotesi violate ()sono tra loro incompatibili: o la sig.ra Fochesato Fiorella [rappresentantelegale della Itel] ha falsificato ed utilizzato scritture private oppure lestesse erano autentiche ma sarebbe stato violato il dovere di informare isoggetti firmatari dei documenti sul trattamento dei loro dati personali".In caso contrario, secondo la parte, andrebbe applicata la norma speciale invirtù di quanto stabilisce l'art. 9 della legge n. 689/1981. La parte ha inogni caso disconosciuto l'intestazione multipla delle schede e ha eccepito cheal caso di specie sia stato applicato il cumulo materiale, in quanto i fatticontestati ricadrebbero sotto la previsione dell'art. 8, comma 1, della leggen. 689/1981;

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non consentono di escludere la responsabilitàdella parte in relazione a quanto contestato. Si osserva, in primo luogo, cheil procedimento amministrativo, seppur avviato nell'ambito di un'indagine dicarattere penale, ha fatto emergere una responsabilità amministrativa distintadella parte con riferimento al trattamento di dati personali, non conforme allanormativa in materia di protezione dati personali. La condotta illecita,oggetto del presente procedimento, attiene ad una fattispecie distinta da quelladi carattere penale che è stata avviata nei confronti della parte, che consistenell'inosservanza dell'obbligo di rendere l'informativa così come rilevato nelcorso degli accertamenti compiuti dalla Guardia di finanza, cosicché lacircostanza che le scritture utilizzate per la sottoscrizione delle multipleattivazioni siano o meno autentiche non rileva in questa sede, inconsiderazione dell'accertata inconsapevolezza degli interessati circal'attivazione delle schede SIM da parte del trasgressore. quanto detto trovaconferma nel provvedimento del Garante del 16 febbraio 2006, in materia diservizi telefonici non richiesti, è stabilito che "i comportamenti illecitiaddebitabili a rivenditori di servizi dislocati sul territorio (cd dealer) o afornitori di servizi di comunicazione elettronica (di seguito operatori) sonopresi in esame per i soli profili di competenza del Garante". Va da sé chenon è conferente l'argomentazione della parte che chiede l'applicazionedell'art. 9, comma 1, della legge n. 689/1981 e la conseguente individuazioneda parte dell'Autorità della norma speciale da applicarsi al caso in esame. Laparte, infine, ha chiesto l'applicazione dell'istituto del cumulo giuridico,ritenendo che ricorra l'ipotesi di concorso formale delle violazionicontestate. A tal proposito, si osserva che le condotte sono state poste inessere nei confronti di soggetti diversi e, pertanto, devono ritenersi distintee indipendenti l'una dall'altra. Sul punto, peraltro, è opportuno rilevare che,come emerge dal verbale di contestazione, "ai fini delle contestazioniamministrative si è tenuto conto solo del numero delle persone ignare(esistenti) nei cui confronti sono state istruite pratiche relative allemultiple intestazioni e non del numero, estremamente più elevato, delle schedefittiziamente intestate o del numero delle pratiche fittiziamenteistruite";

RILEVATO,pertanto, che Itel ha effettuato un trattamento di dati personali, per mezzodella sottoscrizione di schede telefoniche all'insaputa degli interessati (17persone), omettendo di rendere l'informativa, in violazione dell'art. 13 delCodice;

VISTOl'art. 161 del Codice, nella formulazione antecedente alla modifica introdottacon il d.l. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dallalegge 27 febbraio 2009, n. 14, che punisce la violazione dell'art. 13 con lasanzione amministrativa del pagamento di una somma da tremila a diciottomilaeuro;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame,

a) inordine all'aspetto della gravità, con riferimento agli elementi dell'entità deldanno o del pericolo, delle modalità della condotta e dell'intensitàdell'elemento psicologico la violazione risulta di notevole rilievo posto chesono stati trattati dati di 17 persone, senza rendere loro l'informativa, perl'attivazione di 3350 utenze;

b) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, al fine di commisurare l'importodella sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nel rispetto delprincipio di uguaglianza, si fa presente che la società è in fase discioglimento e liquidazione volontaria;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredella sanzione pecuniaria prevista dall'art. 161 nella misura di euro 6.000,00(seimila) per ciascuno dei 17 interessati, per un ammontare complessivo pari a102.000,00 (centoduemila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

ORDINA

aItel s.r.l. Unipersonale in liquidazione, in persona del legale rappresentantepro-tempore, con sede in Arzignano (VI), Via Papa n. 7/1, di pagare la sommacomplessiva di euro 102.000,00 (centoduemila) a titolo di sanzioneamministrativa pecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161 del medesimoCodice, come indicato in motivazione i cui versamenti saranno effettuati apartire dal giorno 15 del mese successivo a quello in cui avverrà la notificadella presente ordinanza;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 102.000,00 (centoduemila) secondole modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione delpresente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a normadall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro iltermine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, inoriginale o in copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 18 aprile 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia