Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidel sig. Zeno Vinco

PROVVEDIMENTO DEL 11 APRILE 2013

Registro dei provvedimenti
n. 186 dell'11 aprile 2103

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

RILEVATOche, nell'ambito di una complessa indagine svolta dal Nucleo di poliziatributaria della Guardia di finanza di Vicenza, è stato accertato che il sig.Zeno Vinco, nato a Cerro Veronese (Vr) il 18 dicembre 1948, nella sua qualitàdi titolare dell'impresa individuale Favi Elettronica di Vinco Zeno, con sedein Sona (Vr), via Veneto n. 13 – Fraz. Lugagnano P.I.: 01870930235, qualedealer della società Telecom Italia s.p.a. e da questa designata responsabiledel trattamento dei dati personali, ha provveduto nell'anno 2005all'intestazione di alcune schede telefoniche a terze persone, del tutto ignaredi tali attribuzioni. Nello specifico è stato possibile individuare 36 personea cui, a loro insaputa, sono state intestate schede telefoniche per un numerocomplessivo di 71 utenze. Dalle dichiarazioni raccolte nel corso delprocedimento penale, nell'ambito del quale è stata condotta l'indagine, èrisultato che "tutti i 36 soggetti, (), hanno confermato l'indebitotrattamento dei loro dati personali, disconoscendo di aver presentato istanzevolte all'intestazione delle schede loro fittiziamente attribuite";

VISTOil verbale n. 238594/10 del 3 giugno 2010, che qui si intende integralmenterichiamato, con cui è stata contestata al sig. Zeno Vinco, titolaredell'impresa individuale Favi Elettronica di Vinco Zeno, la violazioneamministrativa prevista dall'art. 161 del Codice, per aver effettuato untrattamento di dati personali di 36 interessati attraverso l'intestazione, aloro insaputa, di schede telefoniche, omettendo di rendere l'informativa ai sensidell'art. 13 del medesimo Codice;

RILEVATOdal rapporto predisposto dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia difinanza di Vicenza, ai sensi dell'art. 17 della legge n. 689/1981, che nonrisulta effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981,con cui il trasgressore ha evidenziato "() la non disponibilità dellaFavi a prestarsi al "sistema" delle attivazioni "multiple"TIM ()" atteso che "() all'esito degli accertamenti svolti dallaGuardia di finanza, sono risultate attivate a nome del dealer Favi Elettronicadi Vinco Zeno solo n. 71 schede SIM, intestate a solo 36 persone diverse".Inoltre, ha rilevato che "() dalla lettura del verbale e delle sommarieinformazioni rilasciate dalle persone sentite dai militi, il signor Vinco haora potuto apprendere che nessuno dei soggetti interessati aveva mai chiestol'attivazione di tali utenze telefoniche in uno dei negozi della FaviElettronica ()", considerato che "() le schede in questione sonostate attivate alla sostanziale insaputa del signor Vinco, verosimilmente daparte di uno dei referenti di zona TIM () che aveva a disposizione il codicedi attivazione della Favi ()". Ha evidenziato, altresì, il gravissimodanno patito dal sig. Vinco a causa della vicenda in trattazione, nonché lasproporzione della sanzione rispetto alla violazione contestata;

VISTOil verbale dell'audizione delle parti datato 15 luglio 2011 ai sensi dell'art.18 della legge n. 689/1981, in cui è stato sostanzialmente ribadito quantoargomentato negli scritti difensivi;

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non consentono di escludere la responsabilitàdella parte in relazione a quanto contestato. Risulta provata in atti, ai sensidell'art. 13 della legge n. 689/1981, l'attivazione di 71 SIM nei confronti di36 soggetti terzi (interessati) a loro insaputa, senza che la ritenutaepisodicità della condotta omissiva contestata sostanzi alcuna esimente circal'obbligo di rendere agli interessati l'informativa di cui all'art. 13 delCodice. Inoltre, si rileva come la circostanza secondo la quale "() leschede in questione sono state attivate alla sostanziale insaputa del sig.Vinco ()" non è sorretta da alcun elemento di fatto. In effetti, perstessa ammissione del trasgressore, le 71 SIM in trattazione sono stateattivate all'insaputa dei 36 interessati utilizzando i codici di attivazioneattribuiti a Favi Elettronica, senza che risulti dimostrato in alcun modol'utilizzo fraudolento di tali codici da parte di soggetti non autorizzati. Inconclusione, quindi, si rileva come l'obbligo di rendere l'informativa deveessere assolto nei confronti dell'interessato, come stabilisce l'art. 13 delCodice e, ancor più specificamente, il provvedimento del Garante del 16 febbraio 2006 inmateria di servizi telefonici non richiesti, laddove è precisato che agliinteressati deve essere resa un'informativa idonea, chiara ed efficace, da cuirisultino chiaramente, tra l'altro, il titolare e il responsabile deltrattamento;

RILEVATO,pertanto, che sig. Zeno Vinco, titolare dell'impresa individuale FaviElettronica di Vinco Zeno, ha effettuato un trattamento di dati personali,attraverso l'attivazione di schede telefoniche all'insaputa degli interessati(36 persone), omettendo di rendere l'informativa, in violazione dell'art. 13del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice, nella formulazione antecedente alla modifica introdottacon d.l. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla l. 27febbraio 2009, n. 14, che punisce la violazione dell'art. 13, con la sanzioneamministrativa del pagamento di una somma da tremila a diciottomila euro;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) inordine all'aspetto della gravità, con riferimento agli elementi dell'entità deldanno o del pericolo, delle modalità della condotta e dell'intensitàdell'elemento psicologico la violazione deve essere valutata in ragione delfatto che sono stati trattati dati di 36 persone, senza rendere loro l'informativa;

b) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, al fine di commisurare l'importodella sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nel rispetto delprincipio di uguaglianza, si fa presente la natura di impresa individuale deltrasgressore;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredella sanzione pecuniaria nella misura di euro 108.000,00 (centottomila) per laviolazione di cui all'art. 161 in conseguenza dell'applicazione del minimoedittale (3.000,00 euro) per ciascuna delle 36 persone nei cui confronti laviolazione risulta commessa;

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATORE la prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

alsig. Zeno Vinco, titolare dell'impresa individuale Favi Elettronica di VincoZeno , con sede in Sona (Vr), via Veneto n. 13 – Fraz. Lugagnano P.I.: 01870930235,di pagare la somma complessiva di euro 108.000,00 (centottomila) a titolo disanzione amministrativa pecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161 delmedesimo Codice, come indicato in motivazione i cui versamenti sarannoeffettuati a partire dal giorno 15 del mese successivo a quello in cui avverràla notifica della presente ordinanza;

INGIUNGE

aglistessi di pagare la somma di euro 108.000,00 (centottomila) secondo le modalitàindicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 11 aprile 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia