Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi PLD srl

PROVVEDIMENTO DEL 11 APRILE 2013

Registro dei provvedimenti
 n. 189 dell'11 aprile 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

RILEVATOche, nell'ambito di una complessa indagine svolta dal Nucleo di poliziatributaria della Guardia di finanza di Vicenza, è stato accertato che PLD srl,in qualità di dealer della società Telecom, ha provveduto nel periodo compresotra il 2006 e il 2007 all'intestazione di numerosissime schede telefoniche aterze persone, del tutto ignare di tali attribuzioni. In particolare, dalleperquisizioni svolte è stato possibile individuare 10 pratiche di innalzamentosoglia attribuite a persone a cui, a loro insaputa, sono state intestate schedetelefoniche per un numero complessivo di 2245. Dalle dichiarazioni raccolte nelcorso del procedimento penale, nell'ambito del quale è stata condottal'indagine, è risultato che "tutti i 10 soggetti, (), hanno confermatol'indebito trattamento dei loro dati personali, disconoscendo di averpresentato istanze volte all'intestazione delle schede loro fittiziamenteattribuite";

VISTOil verbale del 1 giugno 2010, con cui è stata contestata a PLD srl, con sedein Arzignano (VI), Via Lamarmora n. 12, P.I. 02470880242, in persona del legalerappresentante pro-tempore, la violazione amministrativa prevista dall'art. 161del Codice, per aver effettuato un trattamento di dati personali di 10soggetti, intestando a loro insaputa schede telefoniche, senza adempiere all'obbligodi rendere l'informativa ai sensi dell'art. 13 del medesimo Codice;

RILEVATOdal rapporto della Guardia di finanza, Nucleo di Polizia tributaria di Vicenza,predisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, che nonrisulta effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre1981, n. 689, con cui la società ha fatto presente che il procedimento penale,nell'ambito del quale sono emersi i fatti oggetto della presente contestazione,è ancora pendente e che, per tale ragione, non è possibile ritenere giàaccertata la propria responsabilità in materia di protezione dei datipersonali. Tra l'altro, secondo la parte, "la lettura delle diverse norme,penale ed amministrativa, che entrambe in questa fase si assumono in ipotesiviolate () sono tra loro incompatibili: o il sig. Boschetto [rappresentantelegale della PLD] ha falsificato ed utilizzato scritture private oppure lestesse erano autentiche ma sarebbe stato violato il dovere di informare isoggetti firmatari dei documenti sul trattamento dei loro dati personali".In caso contrario, secondo la parte, andrebbe applicata la norma speciale invirtù di quanto stabilisce l'art. 9 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Laparte ha in ogni caso disconosciuto l'intestazione multipla delle schede e haeccepito che al caso di specie sia stato applicato il cumulo materiale, inquanto i fatti contestati ricadrebbero sotto la previsione dell'art. 8, comma1, della legge 24 novembre 1981, n. 689;

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non consentono di escludere la responsabilitàdella parte in relazione a quanto contestato. Si osserva, in primo luogo, cheil procedimento amministrativo, seppur avviato nell'ambito di un'indagine dicarattere penale, ha fatto emergere una responsabilità amministrativa dellaparte con riferimento al trattamento di dati personali non conforme allanormativa in materia di protezione dati personali. La condotta illecita,oggetto del presente procedimento, attiene ad una fattispecie distinta daquella di carattere penale che è stata avviata nei confronti della parte, checonsiste nell'inosservanza dell'obbligo di rendere l'informativa così comerilevato nel corso degli accertamenti compiuti dalla Guardia di finanza,cosicché la circostanza che le scritture utilizzate per la sottoscrizione dellemultiple attivazioni siano o meno autentiche non rileva in questa sede, inconsiderazione dell'accertata inconsapevolezza degli interessati circal'attivazione delle schede da parte del trasgressore. Quanto detto trovaconferma nel provvedimento del Garante del 16 febbraio 2006, in materia di servizi telefonici non richiesti,laddove è stabilito che "i comportamenti illeciti addebitabili arivenditori di servizi dislocati sul territorio (cd dealer) o a fornitori diservizi di comunicazione elettronica (di seguito operatori) sono presi in esameper i soli profili di competenza del Garante". Va da sé che non èconferente l'argomentazione della parte che chiede l'applicazione dell'art. 9,comma 1, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e la conseguente individuazioneda parte dell'Autorità della norma speciale da applicarsi al caso in esame, inquanto nel caso di specie l'elemento essenziale del fatto di cui al reatocontestato (falsità in scritture private) è distinto da quello di cui allaviolazione amministrativa contestata (omessa informativa). La parte, infine, hachiesto l'applicazione dell'istituto del cumulo giuridico, ritenendo chericorra l'ipotesi di concorso formale delle violazioni contestate. A talproposito, si osserva che le condotte sono state poste in essere nei confrontidi soggetti diversi e, pertanto, devono ritenersi distinte e indipendenti l'unadall'altra. Sul punto, peraltro, è opportuno rilevare che, come emerge dalverbale di contestazione, "ai fini delle contestazioni amministrative si ètenuto conto solo del numero delle persone ignare (esistenti) nei cui confrontisono state istruite pratiche relative alle multiple intestazioni e non delnumero, estremamente più elevato, delle schede fittiziamente intestate o delnumero delle pratiche fittiziamente istruite";

RILEVATO,pertanto, che PLD srl ha effettuato un trattamento di dati personali, per mezzodella sottoscrizione di schede telefoniche all'insaputa degli interessati (10persone), omettendo di rendere l'informativa, in violazione dell'art. 13 delCodice;

VISTOl'art. 161 del Codice, nella formulazione antecedente alla modifica introdottadal d.l. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla l. 27febbraio 2009, n. 14, che punisce la violazione dell'art. 13, con la sanzioneamministrativa del pagamento di una somma da tremila a diciottomila euro;

VISTAla legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981, n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame,

a)  inordine all'aspetto della gravità, con riferimento agli elementi dell'entità deldanno o del pericolo, delle modalità della condotta e dell'intensitàdell'elemento psicologico la violazione risulta di notevole rilievo posto chesono stati trattati dati di 10 persone, senza rendere loro l'informativa perl'attivazione di 2245 utenze;

b)  inmerito alle condizioni economiche dell'agente, al fine di commisurare l'importodella sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nel rispetto delprincipio di uguaglianza, si fa presente che la società ha dichiarato un utiledi esercizio;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981, n.689, l'ammontare della sanzione pecuniaria per la violazione prevista dall'art.161 nella misura di euro 10.000,00 (diecimila) per ciascuno dei 10 interessati,per un ammontare complessivo pari nella misura di euro 100.000,00 (centomila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

ORDINA

aPLD srl, in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede inArzignano (VI), Via Lamarmora n. 12, di pagare la somma complessiva di euro100.000,00 (centomila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per laviolazione prevista dall'art. 161 del Codice, come indicato in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 100.000,00 (centomila) secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 11 aprile 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia