Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi dell'Università Telematica San Raffaele Roma

PROVVEDIMENTO DEL 14 MARZO 2013

Registro dei provvedimenti
n. 126 del 14 marzo 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici, componente e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

RILEVATOche la Guardia di finanza, Nucleo speciale privacy, in esecuzione dellarichiesta di informazioni ex art. 157 del Codice in materia di protezione deidati personali (n. 0021102/U datata 23 settembre 2010), ha svolto gliaccertamenti di cui al verbale di operazioni compiute del 1 dicembre 2010 neiconfronti dell'Università Telematica San Raffaele Roma, con sede legale a Roma,via Val Cannuta n. 247, in persona del legale rappresentante e presidentedell'Università Pasquantonio Sergio, nato il 2.01.1941 a Sulmona (AQ) eresidente in Roma, via Gregorina n. 12, dai quali è risultato, tra l'altro, chela società effettua una raccolta di dati personali attraverso il "Modulodi domanda di immatricolazione" e tramite un form di raccolta datidenominato "Richiedi informazioni", entrambi presenti nel sitoInternet www.unisanraffaele.gov.it, rispetto ai quali è stata riscontratal'inidoneità dell'informativa di cui all'art. 13 del Codice;

VISTOil verbale del 13 dicembre 2010 con cui è stata contestata all'Università laviolazione amministrativa prevista dall'art. 161 del Codice, in relazioneall'art. 13, informandola della facoltà di effettuare il pagamento in misuraridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689;

RILEVATOdal rapporto del predetto Nucleo, predisposto ai sensi dell'art. 17 della legge24 novembre 1981, n. 689, relativo al suddetto verbale di contestazione, chenon risulta essere stato effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo del 12 gennaio 2010 inviato ai sensi dell'art. 18 dellalegge 24 novembre 1981, n. 689, con il quale la parte, in riferimentoall'inidonea informativa di cui all'art. 13 del Codice, ha rilevato in primoluogo che "() per quanto attiene alla violazione contestata, si evidenziapoi come questa si riferisca ad un solo modulo presente nell'area"iscrizioni", laddove per altri moduli () è presente l'informativadi cui all'art. 13 del D.Lgs 196/2003()", evidenziando, altresì, comel'Università, a seguito del verbale di accertamento, abbia "potenziato le informative () poste all'internodell'area<<iscrizioni>>". La parte, inoltre, ha sottolineatola propria buona fede e la scarsa gravità della violazione;

VISTOil verbale di audizione delle parti del 13 febbraio 2012, richiesta ai sensidell'art. 18 della legge n. 689/1981, con il quale la parte, nel ribadirequanto rappresentato nello scritto difensivo, ha evidenziato che il Consorzio,responsabile esterno del trattamento dati, a cui competeva l'irrogazione ditutti i servizi di natura elettronica e telematica aveva predispostol'informativa di cui all'art. 13 del Codice sul sito dell'Università"eccezion fatta per i due form di raccolta dedicati all'immatricolazione ealla richiesta di informazioni. Tale mancanza è evidentemente riconducibile adun errore in buona fede ()";

RITENUTOche nel form "Richiedi informazioni" presente nel sitowww.unisanraffaele.gov.it il semplice richiamo al rispetto del d.lg.n. 196/2003non risulta essere idoneo a configurare l'informativa di cui all'art. 13 delCodice; inoltre, per quanto concerne il form denominato "Modulo di domandadi immatricolazione", considerando che la procedura di immatricolazioneavviene solo in via telematica e che gli studenti interessati devononecessariamente comunicare tutti i loro dati tramite il suddetto form,l'assenza di una adeguata informativa assume particolare rilevanza. Inoltre, daquanto dedotto in ordine alla buona fede del trasgressore, non sono rilevabiligli elementi costitutivi dell'errore scusabile di cui all'art. 3 della legge n.689/1981. Tale disciplina non è applicabile al caso di specie, sia in quantonon è stato fornito alcun elemento positivo, estraneo all'autore dellaviolazione, idoneo a ingenerare nell'agente l'incolpevole opinione della liceitàdel suo agire (Cass. Civ., Sez. I, 11 febbraio 1999 n. 1151), sia poiché non sisostanzia la condizione che lo stesso abbia fatto tutto il possibile perosservare la legge e che nessun rimprovero possa essergli mosso, così chel'errore sia stato incolpevole ovvero non suscettibile di essere evitato daltrasgressore con l'ordinaria diligenza (Cass. Civ. Sez. lav. 12 luglio 2010 n.16320);

RILEVATOche la parte ha, quindi, effettuato un trattamento di dati personali (art. 4,comma 1, lett. a) e b) del Codice) senza rendere un'idonea informativa agliinteressati ai sensi dell'art. 13 del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cui all'art.13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila euro atrentaseimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTO,pertanto, di dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre1981 n. 689, l'ammontare della sanzione pecuniaria nella misura di euro6.000,00 (seimila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

adell'Università Telematica San Raffaele Roma, con sede legale a Roma, via ValCannuta n. 247, in persona del legale rappresentante pro tempore, di pagare lasomma di euro 6.000,00 (seimila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniariaper la violazione prevista dall'art. 161 del Codice indicata in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima  Università di pagare la somma di euro 6.000,00 (seimila) secondole modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione delpresente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a normadall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro iltermine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, inoriginale o in copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 14 marzo 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia