Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Forum Media Edizioni s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 21 FEBBRAIO 2013

Registro dei provvedimentin. 77del 21 febbraio 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

RILEVATOche con segnalazione datata 10 luglio 2010, inviata dall'avv. Pieracci in nomee per conto della P.I. Ottica Sas di Giuseppe Pieracci & C., è statalamentata la ricezione  di comunicazioni promozionali indesiderate tramitefax, effettuate da Forum Media Edizioni s.r.l. P.I.: 03534120237, con sede inVerona, via Alber n. 19/a, nonostante l'opposizione al trattamento dei datiformulata in data 8 agosto 2009 ai sensi dell'art. 7 del Codice in materia diprotezione dei dati personali (di seguito "Codice"); rilevato che, aseguito di tale segnalazione, l'Ufficio, con nota n. 19960/69949 del 2settembre 2010, ha richiesto elementi alla predetta società che, fornendoriscontro con la nota pervenuta in data 29 settembre 2010, ha consentito diaccertare che la stessa ha effettuato, in qualità di titolare, un trattamentodi dati personali finalizzato all'invio di fax di natura promozionale, senzarendere la prevista informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice e senza averacquisito il consenso previsto dall'art. 130 del medesimo Codice;

VISTOil verbale n. 25337/69949 del 16 novembre 2010 con cui sono state contestatealla  Forum Media Edizioni s.r.l in persona del legale rappresentantepro-tempore, le violazioni amministrative previste dagli artt. 161 e 162, comma2-bis, del Codice, in relazione rispettivamente agli artt. 13 e 130 del Codice,riducendo gli importi delle relative sanzioni a 2/5 in applicazione dell'art.164 bis, comma 1, del Codice, informandola della facoltà di effettuare ilpagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personalipredisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689,relativo al citato verbale di contestazione per violazione amministrativa erilevato dal predetto rapporto che non risulta essere stato effettuato ilpagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, nelquale la società ha rilevato che il segnalante "() allega un faxrisalente a più di 12 mesi or sono (fax promozionale datato 9 novembre 2009),il cui invio era stato fatto dal nostro provider per errore, e il cui disguidoavevamo già chiarito con lo stesso Pieracci cancellandolo dal database come dasua richiesta, e non quello che sostiene aver ricevuto, mentre a noi nonrisulta nulla inviato" e che tale fax "nessuno ha mai prodotto";

VISTOil verbale di audizione delle parti del 5 dicembre 2011 nel quale la società,oltre a ribadire quanto argomentato negli scritti difensivi, ha evidenziatocome "Nel caso di specie il nominativo (del segnalante) è stato tratto dauna banca dati acquisita da telextra. () Non ci risulta pervenuta alcunarichiesta di cancellazione se non quella del 12 luglio 2010 (leggasi 10 luglio2010) che il segnalante ha inviato anche all'Autorità". Inoltre, "altempo della presunta violazione () i sistemi informatici a supportodell'anagrafica erano meno strutturati e era in corso un trasferimento dellasede, per tali elementi è probabile che il primo fax di richiesta dicancellazione sia andato perduto o comunque da noi mai ricevuto";

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere laresponsabilità della società in ordine alle violazioni contestate. Rileva comeil segnalante abbia adeguatamente documentato in atti l'invio dellacomunicazione inerente l'opposizione al trattamento datata 8 agosto 2009,antecedente cioè all'invio dei fax indesiderati. Con tale comunicazionerisultava evidente alla società la volontà dell'interessato di non ricevere faxpromozionali. La volontà negativa manifestata in maniera espressa e specificadal segnalante con la citata nota dell'8 agosto 2009 indirizzata proprio altrasgressore non può essere quindi "superata" da alcunaspecificazione circa la provenienza dei dati. La società, pertanto, aprescindere da quanto argomentato circa la provenienza dei dati, avrebbe potutotrattare i dati del segnalante per finalità di marketing solo dopo aver resouna nuova informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice e a seguitodell'acquisizione di un nuovo specifico consenso ai sensi dell'art. 130, comma2, del Codice. Quanto detto determina, nel caso di specie, l'inapplicabilitàdella disciplina dell'errore scusabile di cui all'art. 3 della legge n.689/1981;

RILEVATO,pertanto, che la società ha effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice) inviando fax di natura promozionale, senzarendere la dovuta informativa agli interessati ai sensi dell'art. 13 del Codicee in carenza di un esplicito consenso ai sensi degli art. 130 del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice, che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 del medesimo Codice con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da seimila euro a trentaseimila euro;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'articolo 167 del medesimo Codice (tra le qualil'articolo 130) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma dadiecimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore e che pertanto l'ammontare dellesanzioni pecuniarie: con riferimento alla violazione di cui all'art. 161 deveessere quantificato nella misura di euro 6.000,00 (seimila); con riferimentoalla violazione di cui all'art. 162, comma 2-bis  deve essere quantificatonella misura di euro 10.000,00 (diecimila);

RITENUTO,altresì, che, così come rilevato nel verbale di contestazione, ricorrono ipresupposti che consentono, per entrambe le violazioni, di ravvisare uno deicasi di minore gravità previsto dall'art. 164-bis, comma 1, del Codice, ragioneper la quale l'importo delle sanzioni di cui al punto precedente puì essereridotto in misura pari a due quinti e che pertanto l'importo della sanzione dicui all'art. 161 del Codice viene ridotto a euro 2.400,00 (duemilaquattrocento)e l'importo della sanzione di cui all'art. 162, comma 2-bis, del Codice vieneridotto a euro 4.000,00 (quattromila), per un importo complessivo pari a euro6.400,00 (seimilaquattrocento);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

ORDINA

aForum Media Edizioni s.r.l. P.I.: 03534120237, con sede in Verona, via Alber n.19/a, in persona del legale appresentante pro-tempore, di pagare la sommacomplessiva di euro 6.400,00 (seimilaquattrocento) a titolo di sanzioneamministrativa pecuniaria per le violazioni previste dagli artt. 161 e 162,comma 2-bis, del Codice, come indicato in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 6.400,00 (seimilaquattrocento)secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento puì essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 21 febbraio 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia