Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Stefano Giovanni Maullu

PROVVEDIMENTO DEL 21 FEBBRAIO 2013

Registro dei provvedimenti
n. 78 del 21 febbraio 2013

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

RILEVATOche, nonostante l'esercizio del diritto di opposizione al trattamento deipropri dati personali ai sensi dell'art. 7 del Codice in materia di protezionedei dati personali avvenuto in data 21 gennaio 2010, il sig. Cristiano Ravalli,con numerose segnalazioni, la prima delle quali datata 17 febbraio 2010, si èlamentato della ricezione di messaggi sms indesiderati di propaganda elettoralea firma Stefano Maullu C.F.: MLL SFN 62C15 F205G, nato a Milano il 15 marzo1962, sulla propria utenza telefonica mobile;

RILEVATOche l'Ufficio, con la nota prot. n. 12448/67647 del 21 maggio 2010 e con lanota prot. n. 19504/67647 del 30 agosto 2010, ha richiesto informazioni al sig.Stefano Maullu che ha fornito riscontro con le note datate 25 giugno 2010 e 25settembre 2010 (quest'ultima inviata dall' avv. Cristina Crupi, in nome e perconto del sig. Maullu);

RILEVATO,inoltre, che successivamente, è pervenuta una ulteriore segnalazione da partedel sig. Ravalli, in relazione alla ricezione, in data 11 novembre 2010, di unnuovo sms di comunicazione politica da parte del sig. Maullu;

CONSIDERATOche da tutti gli elementi raccolti risulta accertato che Stefano Maullu, nato aMilano il 15 marzo 1962, Assessore al commercio, turismo e servizi pro-temporedella Regione Lombardia, ha effettuato un trattamento di dati personalimediante l'invio di messaggi sms contenenti propaganda elettorale einformazione politica, senza avere fornito la necessaria informativa di cuiall'art. 13 e in carenza del prescritto consenso dell'interessato ai sensidell'art. 130, commi 1 e 2, del Codice. Ciò, anche successivamente ad unaspecifica opposizione al trattamento da parte dell'interessato con richiesta dicancellazione e nonostante le assicurazioni circa la cancellazione dei dati delsegnalante da parte del titolare;

VISTOil verbale n. 1117/67647 del 19 gennaio 2011 con cui sono state contestate alpredetto sig. Maullu le violazioni amministrative previste dagli artt. 161 e162, comma 2-bis, del Codice in relazione agli artt. 13 e 130 del Codicerispetto al trattamento di dati personali del segnalante, informandolo dellafacoltà di effettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16della legge n. 689/1981;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personalipredisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689,relativo al predetto verbale di contestazione per violazione amministrativa erilevato dal predetto rapporto che non risulta essere stato effettuato ilpagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, nelquale l'avv. Maura Carta, in nome e per conto del sig. Stefano Maullu, osserva,relativamente "agli sms inviati fino al giugno 2010", come "()la circostanza che il numero di cellulare del dr. Ravalli sia stato diffusodallo stesso via internet ovvero ricavato da un biglietto da visitaprobabilmente consegnato all'Assessore Maullu nell'espletamento dell'attivitàistituzionale ()" rientra nella previsione di liceità del trattamento deidati di cui ai provvedimenti del Garante del 7 settembre 2005 e dell'11febbraio 2010 e "consente, in base all'art. 24 del Codice, di ritenereinsussistente la violazione contestata". Riguardo all'ulteriore "smsdell'11 novembre 2010 ()", rileva come "Il nominativo del Dr.Ravalli, cancellato nel giugno 2010, è verosimilmente stato reinserito nella bancadati aggiornata attingendo da numeri pubblicati su internet ()" e che,pertanto, si tratta di "una fattispecie rientrante nell'art. 24 delCodice". Ha, inoltre, evidenziato come l'sms dell'11 novembre 2010 possaessere stato inviato a causa di un "errore di digitazione", tenutoconto del fatto che l'Assessore Maullu "si avvale per l'attività politicadi collaboratori e non provvede all'inserimento/stralcio dei cellulari nellabanca dati". Rileva, altresì, l'insussistenza dei requisiti soggettivi eoggettivi degli illeciti contestati, attesa la violazione degli artt. 1 e 4della legge n. 689/1981, nonché la manifesta sproporzione ed eccessivitàdell'importo della sanzione in violazione di quanto previsto dall'art.11 dellacitata legge n. 689/1981;

VISTOil verbale di audizione delle parti del 4 giugno 2012 nel quale l'avv. MauraCarta, in nome e per conto dell'Assessore Stefano Maullu, ha ribadito quantoargomentato negli scritti difensivi;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere laresponsabilità del sig. Stefano Maullu  in ordine alle violazionicontestate. Constatata l'evidente discrasia tra gli elementi forniti dallaparte nel corso dell'istruttoria (l'Assessore Stefano Maullu, nello svolgere lasua funzione istituzionale, viene a contatto con numerose persone da cui ricevei relativi biglietti da visita e i relativi contatti. Il segnalante rientra nelcaso specifico. Avevamo già provveduto a cancellare i dati personali del Dott.Ravalli") e quanto asserito dallo stesso negli scritti difensivi (ilnumero di cellulare del dr. Ravalli sia stato diffuso dallo stesso via internetovvero ricavato da un biglietto da visita probabilmente consegnatoall'Assessore Maullu nell'espletamento dell'attività istituzionale) circa le modalitàcon le quali i dati del segnalante sarebbero stati acquisiti, si evidenzia comenon risultino in ogni caso applicabili al caso di specie sia la disciplina dicui ai provvedimenti dell'Autorità datati 7 settembre 2005 e 11 febbraio 2010,sia la generale disciplina di esclusione del consenso di cui all'art. 24 delCodice. Il segnalante, già in data 21 gennaio 2010, quindi ancor prima dellenumerose segnalazioni afferenti all'invio degli sms di propaganda elettorale edi comunicazione politica del 23 e 26 marzo 2010 e dell'11 novembre 2010, siera formalmente e legittimamente opposto al trattamento dei propri datipersonali ai sensi dell'art. 7 del Codice inviando un'apposita comunicazione alsig. Maullu recante il seguente testo "Il sottoscritto si oppone altrattamento dei dati effettuato a fini di invio di materiale pubblicitario o divendita diretta o per compimento di ricerche di mercato o di comunicazionecommerciale". Sul punto, si osserva come, sia il citato provvedimento delGarante datato 7 settembre 2005 sia quello del 12 ottobre 2004, prevedono che,nonostante la propaganda elettorale abbia una specificità rispetto allacomunicazione commerciale e di marketing, anche per tali specifiche finalitàdel trattamento debba ritenersi parimenti necessaria l'acquisizione delconsenso preventivo e specifico. Con la comunicazione del 21 gennaio 2010risultava evidente al sig. Maullu la volontà dell'interessato di non ricevereulteriori comunicazioni di propaganda elettorale e di comunicazione politicatramite sms. Tale circostanza rende inapplicabili al caso di specie sia ladisciplina dei provvedimenti dell'Autorità richiamati sia le ipotesi diesclusione del consenso di cui all'art. 24 invocate. La volontà negativamanifestata in maniera espressa e specifica dal segnalante con la ricordatanota del 2010, indirizzata proprio a "Ufficio politico Assessore RegioneLombardia Stefano Maullu", non puì essere quindi "superata" néqualora i dati personali dello stesso siano stati reperiti sul web, né qualorasiano stati acquisiti mediante un biglietto da visita consegnato all'AssessoreMaullu nell'espletamento dell'attività istituzionale. L'Assessore Maullu,pertanto, avrebbe potuto trattare i dati del segnalante per finalità dipropaganda elettorale e di comunicazione politica solo a seguitodell'acquisizione di un nuovo specifico consenso ai sensi dell'art. 130 delCodice, avendo previamente fornito la prescritta informativa ai sensi dell'art.13 del Codice. Quanto detto produce effetti sia in ordine alla violazione dicui all'art. 161 che a quella di cui all'art. 162, comma 2-bis del Codice, nonpotendosi, quindi, applicare, al caso di specie, la disciplina dell'errorescusabile di cui all'art. 3 della legge n. 689/1981. Le presenti argomentazionideterminano, altresì, l'inconferenza di quanto osservato relativamente agliartt. 1 e 4 della legge n. 689/1981 che, nel caso di specie, non sono stativiolati in alcun modo. Risulta poi inconferente anche quanto osservato inordine all'art. 11 della legge n. 689/1981, atteso che sia gli importi delminimo e massimo delle sanzioni contestate sia l'importo per la definizione invia breve della contestazione medesima sono previsti dalla legge, non potendo,quindi, gli accertatori quantificarli diversamente. Spetta all'autoritàcompetente (nel caso di specie al Garante per la protezione dei dati personali)determinare, ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689, la somma dovuta per leviolazioni contestate, ingiungendone il pagamento;

RILEVATO,pertanto, che il sig. Stefano Maullu ha effettuato un trattamento di datipersonali (art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice) inviando ripetutamente smsdi propaganda elettorale e di comunicazione politica, senza rendere la dovutainformativa all'interessato ai sensi dell'art. 13 del Codice e in carenza di unesplicito consenso ai sensi degli art. 130 del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice, che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 del medesimo Codice con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da seimila euro a trentaseimila euro;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'articolo 167 del medesimo Codice (tra le qualil'articolo 130) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimilaeuro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore e che, pertanto, l'ammontare dellasanzione pecuniaria di cui all'art. 161 del Codice viene determinato nellamisura pari a euro 6.000,00 (seimila) e l'ammontare della sanzione pecuniariadi cui all'art. 162, comma 2 bis, del Codice, viene determinato nella misurapari a euro 10.000,00 (diecimila), per un importo complessivo pari a euro16.000,00 (sedicimila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

aStefano Giovanni Maullu C.F.: MLL SFN 62C15 F205G, nato a Milano il 15 marzo1962 quale Assessore al commercio, turismo e servizi pro-tempore della RegioneLombardia, con domicilio eletto c/o l'avv. Maura Carta con studio in Milano,via Camperio n. 9 di pagare la somma complessiva di euro 16.000,00 (sedicimila)a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per le violazioni previstedall'art. 161 e 162, comma 2-bis, del Codice, come indicato in motivazione;

INGIUNGE

almedesimo Stefano Giovanni Maullu di pagare la somma di euro 16.000,00(sedicimila) secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dallanotificazione del presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti attiesecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689,prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, siainviata a questa Autorità, in originale o in copia autentica, quietanzadell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento puì essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 21 febbraio 2013

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia