Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Studio Immobiliare Conca D'Oro s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 13 DICEMBRE 2012

Registro dei provvedimenti
n. 409 del 32 dicembre 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

RILEVATOche, a seguito della segnalazione della sig.a Maria Teresa Zampano, pervenutain data 26 gennaio 2010, con la quale à stata lamentata la ricezione dicomunicazioni telefoniche promozionali indesiderate da parte di StudioImmobiliare Conca D'Oro s.r.l. (di seguito la "società"), C.F.:09331201005, con sede in Roma, via Zoe Fontana n. 220, in persona del legalerappresentante pro-tempore,, l'Ufficio, con nota n. 8568/67410 del 14 aprile2010 e con richiesta di informazioni n. 11670/67410 del 14 maggio 2010 ai sensidell'art. 157 del Codice in materia di protezione dei dati personali (diseguito "Codice"), ha richiesto chiarimenti alla predetta societàche, riscontrandoli con le note datate 3 e 28 maggio 2010, ha consentito diaccertare di aver effettuato, in qualità di titolare del trattamento, untrattamento di dati personali finalizzato all'esecuzione di telefonatepromozionali, senza rendere la prevista informativa ai sensi dell'art. 13 delCodice e senza aver acquisito il consenso previsto dall'articolo 23 del Codicestesso;

VISTOil verbale n. 16370/67410 del 14 luglio 2010 con cui sono state contestate allasocietà le violazioni amministrative previste dagli artt. 161 e 162, comma2-bis, del Codice, i cui minimi edittali sono state ridotti a due quintiricorrendo i presupposti di cui all'art. 164 bis, comma 1, in relazione agliartt. 13 e 23 del Codice, informandola della facoltà di effettuare il pagamentoin misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio predisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24novembre 1981, n. 689, relativo al predetto verbale di contestazione perviolazione amministrativa e rilevato dal predetto rapporto che non risultaessere stato effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, nelquale la società, nel richiamare la disciplina di cui al provvedimento delGarante datato 15 luglio 2004, ha affermato che "() non può ravvisarsialcuna violazione dell'art. 13 del Codice della Privacy da parte della Societàstudio immobiliare Conca D'Oro s.r.l. posto che non vi à prova alcuna che lamedesima società non abbia fornito alla segnalante l'informativa di cui alcitato articolo né, a fortiori, può riscontrarsi alcuna violazione dell'art. 23del Codice della Privacy posto che, così come stabilito dall'art. 24 delCodice, il consenso non à richiesto quando il trattamento riguarda datiprovenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili dachiunque  " ed i dati della segnalante non solo erano e sonoconoscibili da chiunque, ma sono addirittura contrassegnati dal simbolo dellacornetta telefonica (nel caso di specie i dati sono stati tratti dal sito webwww.pronto.it), abilitante di per sé a consentire e, dunque, autorizzare,telefonate di tipo commerciale e/o promozionale". Inoltre, ha rilevato lanullità della contestazione a fronte della lesione del diritto di difesa che sisostanzia nella carenza di motivazione dell'atto;

VISTOil verbale di audizione delle parti del 16 aprile 2012 nel quale la società hasostanzialmente ribadito quanto argomentato negli scritti difensivi;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere laresponsabilità della società in ordine alle violazioni amministrative soprarichiamate. Al trasgressore non à applicabile la disciplina di cui alprovvedimento del Garante datato 15 luglio 2004 atteso che dagli elementiforniti nel corso dell'istruttoria non risulta adeguatamente documentata laprovenienza dei dati della segnalante. Sul punto, infatti, si osserva comel'Autorità abbia già effettuato un'articolata attività di controllo afferentealla diffusione di dati personali tramite il sito Internet www.pronto.it,nell'ambito della quale à già stato accertato che non à legittimo formare unelenco telefonico con dati che non siano tratti dalla base di dati unica(d.b.u.) (provvedimento del Garante n. 136 del 7 aprile 2011). Quindi, la sola asserzione che il numero di telefonoà stato tratto dal sito www.pronto.it accompagnato dall'indicazione dellacornetta non qualifica la legittima provenienza di tale dato dal d.b.u. la cuidisciplina à scandita nel provvedimento del Garante menzionato. Peraltro,risulta accertato in atti (nota del Dipartimento comunicazioni e retitelematiche datata 22 giugno 2010 citata nella contestazione in argomento), aisensi dell'art. 13 della legge n. 689/1981, che la segnalante non à presentenell'elenco pagine bianche sicuramente riconducibile al d.b.u., ad ulterioreconferma del fatto che, quello reso disponibile on line da www.pronto.it, non àun data base da cui possano essere attinti dati personali per i quali sialecito non acquisire il consenso al trattamento ai sensi dell'art. 23 delCodice. Risulta inconferente anche il richiamo alla disciplina dell'art. 24 delCodice, considerato che, sempre ferma restando l'inapplicabilità delprovvedimento del 15 luglio 2004, l'attività di telemarketing posta in esseredalla società si pone al di fuori dei limiti e delle modalità cui fariferimento lo stesso art. 24. L'inapplicabilità del provvedimento del Garantedatato 15 luglio 2004 produce effetti anche riguardo all'obbligo di renderel'informativa di cui all'art. 13 del Codice, atteso che tale obbligo deveessere comunque assolto secondo le modalità previste dal citato art. 13. Daquanto detto, oltre a discendere che nel caso di specie non può essereravvisato alcun difetto di motivazione nella citata contestazione, derival'impossibilità di ravvisare gli elementi essenziali dell'errore scusabiledisciplinati dall'art. 3 della legge n. 689/1981;

RILEVATO,pertanto, che la società ha effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice) attraverso chiamate promozionali, senzarendere la dovuta informativa agli interessati ai sensi dell'art. 13 del Codicee in carenza di un esplicito consenso ai sensi dell'art. 23 del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice, che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 del medesimo Codice con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da seimila euro a trentaseimila euro;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'articolo 167 del medesimo Codice (tra le qualil'articolo 23) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma dadiecimila euro a centoventimila euro;

RITENUTO,altresì, che, così come rilevato nel verbale di contestazione, ricorrono glielementi che consentono di configurare uno dei casi di minore gravità previstidall'art. 164-bis, comma 1, del Codice, ragione per la quale l'importo dientrambe le sanzioni  può essere ridotto in misura pari a due quinti;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore e che pertanto l'ammontare dellesanzioni pecuniarie:

-    conriferimento alla violazione di cui all'art. 161, per effetto dell'art. 164-bis,comma 1 del Codice, deve essere quantificato nella misura di euro 2.400,00(duemilaquattrocento);

-    conriferimento alla violazione di cui all'art. 162, comma 2-bis, per effettodell'art. 164-bis, comma 1 del Codice,  deve essere quantificato nellamisura di euro 4.000,00 (quattromila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

aStudio Immobiliare Conca D'Oro s.r.l. C.F.: 09331201005, con sede in Roma, viaZoe Fontana n. 220, in persona del legale appresentante pro-tempore, di pagarela somma complessiva di euro 6.400,00 (seimilaquattrocento) a titolo disanzione amministrativa pecuniaria per le violazioni previste dall'art. 161 e162, comma 2-bis, del Codice, come indicato in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 6.400,00 (seimilaquattrocento)secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 13 dicembre 2012

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia