Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Assicurazioni Generali s.p.a.

PROVVEDIMENTO DEL 6 DICEMBRE 2012

Registro dei provvedimenti
n. 387 del 6 ottobre 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

PRESOATTO della segnalazione inviata al Garante in data 30 ottobre 2009 dal sig.Franco Forni, con cui quest'ultimo si à lamentato di aver ricevuto, in data 28ottobre 2009, una telefonata promozionale indesiderata da parte diAssicurazioni Generali s.p.a. (di seguito la "società"), con sede inTrieste, piazza Duca degli Abruzzi n. 2, in persona del legale rappresentantepro-tempore, nonostante avesse manifestato alla medesima società la propriaopposizione al trattamento dei dati personali per finalità di marketing conlettera raccomandata del 13 dicembre 2007;

RILEVATOche, a fronte della richiesta di informazioni formulata dal Dipartimentocomunicazioni e reti telematiche (prot. n. 6642/66443 del 24 marzo 2010), lasocietà, con la nota del 4 maggio 2010, ha dichiarato che:

a) ilcontatto telefonico oggetto di segnalazione à Ğintervenuto a causa di undisguido operativoğ;

b) Ğalcundato personale dell'ing. Forni risulta registrato nel nostro sistemainformatico "clienti", né ora né negli anni precedentiğ;

c) Ği dati dell'ing. Forni (compreso il recapito telefonico 051399860) sono statirecuperati ad ottobre 2009 da un nostro incaricato addetto alle venditeoperante presso l'Agenzia di Bologna, tramite copia cartacea dell'Albo degliIngegneri della Provincia di Bologna [il quale] ha provveduto ad effettuare latelefonata [in questione] con l'obiettivo di contattare l'ing. Forni perpromuovere iniziative commerciali connesse all'esercizio delle attivitàprofessionali che lo riguardanoğ;

VISTOil verbale n. 15183/66443 del 28 giugno 2010 con cui à stata contestata allapredetta società la violazione amministrativa prevista dall'art. 162, comma2-bis, del Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguitodenominato Codice), in relazione all'art. 23, informandola della facoltà dieffettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n.689/1981;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante predisposto ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981 n. 689, relativo al predetto verbale di contestazione diviolazione amministrativa, dal quale non risulta effettuato il pagamento inmisura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981,con cui la società ritiene applicabili, nel caso di specie, i casi diesclusione del consenso al trattamento dei dati del segnalante di cui all'art.24, comma 1, lett. c) e d). Inoltre, evidenzia come la nota del 13 dicembre2007 non possa essere qualificata come una formale revoca del consenso al trattamentodei dati, bensì come un'opposizione al trattamento dei medesimi ai sensidell'art. 7, comma 4 del Codice, la cui violazione non à sanzionata da alcunanorma del Codice stesso. Rileva, altresì, come, "(Š) fermo restando ilnoto principio di legalità previsto dall'art. 1 della legge n. 689/1981 (Š)",sia stata erroneamente applicata la norma sanzionatoria vigente al momentodella commessa violazione (effettuazione della telefonata indesiderata in data28 ottobre 2009) ovvero nella formulazione antecedente alla modifica introdottacon legge 20 novembre 2009, n. 166 che prevede un importo minimo edittale dieuro ventimila, mentre, nel caso di specie, avrebbe dovuto essere applicata lamedesima norma sanzionatoria nella formulazione introdotta con la citata leggen. 166/2009 con conseguente quantificazione del minimo edittale pari a eurodiecimila, atteso che "(Š) la violazione in esame sia stata rilevata nelcorso dell'accertamento pacificamente avvenuto nel 2010, ossia successivamentealla richiamata modifica operata dalla l. n. 166/2009". Peraltro,"Qualora (Š) si ritenesse di poter far riferimento alla data dieffettuazione della segnalata telefonata indesiderata, la contestazione dellapresunta violazione commessa da Generali e la relativa notificazione sarebberosicuramente da considerarsi intempestive ai sensi dell'art. 14 della legge n.689/1981";

VISTOil verbale dell'audizione delle parti tenutasi in data 21 novembre 2011 aisensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, nel quale la società, nel ribadirequanto rappresentato negli scritti difensivi, ha rappresentato come "Sottoil profilo procedurale (Š) non  siano stati rispettati i termini delprocedimento amministrativo relativo all'istruttoria della segnalazione, cosìcome scanditi dall'art. 14 del Regolamento n. 1/2007";

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non consentono di escludere la responsabilitàdella società in relazione a quanto contestato. Non possono dirsi applicabilialla telefonata indesiderata di carattere promozionale ricevuta dal segnalantele richiamate due ipotesi di esclusione del consenso di cui all'art. 24, comma1, lettere c) e d), del Codice; ciò, in quanto l'interessato avevaespressamente manifestato con la nota del 7 dicembre 2007 indirizzata aGenerali, la volontà contraria al trattamento dei propri dati "per fini diinformazione commerciale o di invio di materiale promo-pubblicitario". Contale comunicazione risultava evidente alla società la volontà dell'interessatodi non ricevere chiamate promozionali. Tale circostanza rende inapplicabili alcaso di specie le  ipotesi di esclusione del consenso di cui all'art. 24,comma 1 lett. c) e d) invocate dalla società. La volontà negativa manifestatain maniera espressa e specifica dal segnalante con la ricordata nota del 2007indirizzata proprio a Generali, non può essere quindi "superata" dalfatto che i dati personali dello stesso siano stati reperiti in un momentosuccessivo dall'Albo degli ingegneri. La società, pertanto, avrebbe potutotrattare i dati del segnalante per finalità di marketing solo a seguitodell'acquisizione di un nuovo specifico consenso ai sensi dell'art. 23 delCodice. Quanto detto determina, nel caso di specie, l'inapplicabilità delladisciplina dell'errore scusabile di cui all'art. 3 della legge n. 689/1981.Risulta poi inconferente quanto osservato circa l'applicazione dell'art. 1della legge n. 689/1981, atteso che il principio di legalità sancito dal citatoart. 1 prevede, così come peraltro uniformemente asserito dalla giurisprudenza(ex multis Cass. Sez. lavoro n. 11459 del 19 giugno 2004), che "In materiadi illeciti amministrativi, l'adozione del principio di legalità, diirretroattività e di divieto di applicazione dell'analogia, risultantedall'art. 1 della legge n. 689/1981, comporta l'assoggettamento della condottaconsiderata alla legge del tempo del suo verificarsi, con conseguenteinapplicabilità della disciplina posteriore più favorevole". E', pertanto,incontestabile l'applicabilità della norma sanzionatoria vigente al momento delverificarsi della condotta illecita (effettuazione della telefonataindesiderata in data 28 ottobre 2009) ovvero quella antecedente le modifichesull'importo del minimo edittale introdotte con la legge 20 novembre 2009, n.166. Parimenti, non può essere condiviso quanto argomentato circa il mancatorispetto dei termini previsti dall'art. 14 della legge n. 689/1981, atteso cheil dies a quo per la notificazione della contestazione va correttamenteindividuato nella data di accertamento della violazione e questa deveintendersi non come il momento in cui si à verificato il fatto nella suamaterialità, ma come la data in cui sono stati acquisiti e valutati dall'organoaccertatore tutte le circostanze di fatto e gli elementi di diritto rilevantiai fini dell'individuazione di una condotta sanzionata quale illecitoamministrativo (ex multis Cass. Civ. 12830/06). Nel caso in esame laviolazione, così come riportato analiticamente nel verbale di contestazione, àstata accertata dal Dipartimento comunicazioni e reti telematiche con la notan. 1661/66443 del 14 maggio 2010 all'esito delle valutazioni sull'istruttoriaavviata con la richiesta di informazioni e la notificazione della contestazioneà avvenuta ritualmente, entro 90 giorni da tale data, ovvero in data 19 luglio2010. Relativamente alle eccezioni inerenti invece il mancato rispetto deitermini di cui all'art. 14 del Regolamento del Garante n. 1/2007, si evidenzia,diversamente da quanto ritenuto, che il termine di tre mesi relativo all'avviodell'istruttoria del procedimento "segnalazione" non decorre dalladata della segnalazione del segnalante (30 ottobre 2009), bensì, come prevedeesplicitamente l'art. 14, comma 1 del predetto regolamento, dalla data diricevimento della segnalazione da parte dell'Unità organizzativa competente.Orbene, nel caso di specie, la segnalazione in argomento risulta essere stataassegnata all'Unità competente (Dipartimento comunicazioni e reti telematiche)in data 17 marzo 2010. Il termine decorre, pertanto, dalla data del 17 marzo2010 e risulta ampiamente rispettato, visto che la richiesta di informazioni,con la quale il competente Dipartimento ha avviato l'istruttoria preliminare, àdel 23 marzo 2010;

RILEVATO,pertanto, che la società ha effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice) effettuando una telefonata promozionale,nonostante la richiesta di opposizione, in carenza di un esplicito consenso aisensi dell'art. 23 del Codice;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice, nella formulazione antecedente allamodifica introdotta con la legge 20 novembre 2009, n. 166, che punisce laviolazione delle disposizioni di cui all'art. 167, tra le quali quella di cuiall'art. 23 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamentodi una somma da ventimila a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) inordine all'aspetto della gravità, gli elementi dell'entità del pregiudizio odel pericolo, delle modalità concrete della condotta e dell'intensitàdell'elemento psicologico devono essere valutati in considerazione del fattoche vi à stata un'unica segnalazione a fronte di un'unica chiamata promozionaleindesiderata;

b) aifini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, la società ha fornitoidonee rassicurazioni in ordine alla registrazione della volontà del segnalantedi non voler ricevere ulteriori comunicazioni;

c) circala personalità dell'autore della violazione, deve essere positivamenteconsiderata la circostanza che la società non risulti avere precedentispecifici in termini di violazione alle disposizioni del Codice;

d) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, al fine di commisurare l'importodella sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nel rispetto delprincipio di uguaglianza, deve rilevarsi che la società ha conseguito unrisultato di esercizio molto consistente per l'anno 2011;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredella sanzione pecuniaria nella misura di euro 20.000,00 (ventimila);

VISTOl'art. 164-bis, comma 4, del Codice che prevede che le sanzioni amministrativedi cui al Titolo III, Capo I, del Codice possono essere aumentate fino alquadruplo quando possono risultare inefficaci in ragione delle condizionieconomiche del contravventore;

RILEVATOche l'applicazione della predetta sanzione nei confronti di AssicurazioniGenerali s.p.a. risulterebbe inefficace, in ragione del risultato di eserciziomolto consistente per l'anno 2011;

RITENUTOche, nel caso di specie, ricorrano le condizioni per applicare l'aumentoprevisto dall'art. 164-bis, comma 4, del Codice nella misura, ritenuta congrua,pari a euro 40.000,00 (quarantamila);

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

aAssicurazioni Generali s.p.a., con sede in Trieste, piazza Duca degli Abruzzin. 2, in persona del legale appresentante pro-tempore, di pagare la sommacomplessiva di euro 40.000,00 (quarantamila) a titolo di sanzioneamministrativa pecuniaria per la violazione prevista dall'art. 162, comma2-bis, del Codice, come indicato in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 40.000,00 (quarantamila) secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 6 dicembre 2012

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia