Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di  ingiunzione neiconfronti di Enterprise Work s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 29 NOVEMBRE 2012

Registro dei provvedimentin. 673del 29 novembre 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

CONSIDERATOche, a fronte delle segnalazioni della ditta Ottica Pizzi, pervenuta in data 23giugno 2009, del sig. Luigi Sica, pervenuta in data 21 settembre 2009, dellaCroce Rossa Italiana, Comitato provinciale di Udine, pervenuta il 24 agosto2009, della società Plus Data sas, pervenute l'11 agosto 2009 e il 3 dicembre2009, con cui à stata lamentata la ricezione di comunicazioni promozionaliindesiderate via fax da parte dell'utenza n. 055-3909606 risultata intestata aEnterprise Work srl, l'Autorità ha adottato in data 6 maggio 2010 unprovvedimento ai sensi dell'art. 143, comma 1, lett. b) e c) e dell'art. 154,comma 1, lett. c) e d), del Codice, con cui, tra l'altro, à stato dichiaratoillecito il trattamento di dati effettuato dalla predetta società per l'inviodi comunicazioni promozionali via fax in carenza di un valido consenso degliinteressati;

VISTIi verbali n. 14876/66770, n. 14886/65610, n. 14883/65647 e n. 14881/65851,datati 22 giugno 2010 e notificati in data 22 luglio 2010, con cui sono statecontestate alla Enterprise Work srl (di seguito la "società"), giàcon sede in Roma, Via Ostiense n. 30, e attualmente con sede in Ariano Irpino(AV), Via Giulio Lusi n. 30, P.I. 09828451006, in persona del legalerappresentante pro-tempore, le violazioni previste dagli artt. 161 e 162, comma2-bis, del Codice in relazione agli artt. 13, 23 e 130 del medesimo Codice,informandola altresì della facoltà di effettuare il pagamento in misuraridotta;

RILEVATOdai rapporti predisposti dall'Ufficio del Garante ai sensi dell'art. 17 dellalegge n. 689/1981 che non risultano effettuati i pagamenti in misura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981,con cui la società ha eccepito la tardività della notifica delle contestazioni,dal momento che tutte le segnalazioni risalgono al 2009;

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non consentono di escludere la responsabilitàdella società in relazione a quanto contestato. Con riferimento al rilievomosso dalla parte secondo cui la notifica delle contestazioni di violazioneamministrativa à avvenuta oltre il termine di 90 giorni dall'accertamento, sideve preliminarmente precisare che il momento dell'accertamento, a partire dalquale decorre il termine ex art. 14 della legge n. 689/1981, non coincide conquello in cui il fatto à acquisito nella sua materialità, bensì con quello incui tutte le circostanze di fatto e gli elementi di diritto sono acquisiti evalutati dall'organo accertatore ai fini della corretta individuazione di unacondotta sanzionabile quale illecito amministrativo [cfr. Cass. civ., sez.Trib. n. 5467, Cass. Civ. 12830/06 e Cass. Sez. lav. 3115/04]. Nel caso inesame, le violazioni sono state accertate dall'Autorità con il provvedimentoadottato il 6 maggio 2010, con il quale à stato rilevato l'illecito trattamentodei dati. Pertanto, la notificazione, in tutti i casi, à avvenuta correttamenteentro il termine di legge, ovvero il 22 luglio 2010;

RILEVATO,pertanto, che la società ha effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice) inviando comunicazioni promozionali via fax,senza rendere la dovuta informativa agli interessati ai sensi dell'art. 13 delCodice e in carenza di un esplicito consenso richiesto dagli artt. 23 e 130 delCodice;

VISTOl'art. 161 del Codice, che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daseimila euro a trentaseimila euro;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice, nella formulazione antecedente alla modificaintrodotta con la legge 20 novembre 2009, n. 166, che punisce la violazionedelle disposizioni di cui all'art. 167, tra le quali quelle di cui agli artt.23 e 130 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da ventimila a centoventimila euro;

VISTOl'art. 164-bis, comma 1, del Codice che prevede che, per le sanzioniamministrative di cui, tra gli altri, agli artt. 161 e 162, comma 2-bis, delmedesimo Codice, i limiti minimi e massimi possono essere applicati in misurapari a due quinti se la violazione à di minore gravità ovvero in ragione dellanatura economica e sociale dell'attività svolta;

RITENUTOche, nel caso di specie, ricorrano le condizioni per applicare la diminuzione adue quinti, prevista dall'art. 164-bis, comma 1, del Codice per entrambe leviolazioni contestate determinandosi per la violazione di cui all'art. 161l'importo del minimo edittale pari a 2.400,00 e il massimo edittale pari a14.400,00; per la violazione di cui all'art. 162, comma 2-bis, il minimoedittale pari a 8.000,00 e il massimo edittale pari a 48.000,00;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOche, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazioni specifiche chepossano portare a valutazioni di maggiore o minor rigore, nella determinazionedella sanzione può ritenersi corretta l'individuazione di un importo pari alterzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo, in linea conquanto previsto dall'art. 16 della L. n. 689/1981, ferma restando lavalutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11 della medesima legge[cfr. Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054];

CONSIDERATOche, nel caso in esame, circa la personalità dell'autore della violazione, deveessere considerata la circostanza che nei confronti della società l'Autorità haadottato, in data 6 maggio 2010, un provvedimento prescrittivo e di divieto;

RITENUTO,inoltre, di dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981,l'ammontare delle sanzione pecuniarie nella misura del minimo, per un importopari a 2.400,00 euro per ciascuna delle 4 violazioni di cui all'art. 161 delCodice in combinato disposto con l'art. 164 bis, comma 1; per un importo pari a8.000,00 euro per ciascuna delle 4 violazioni di cui all'art. 162, comma 2-bis,in combinato disposto con l'art. 164-bis, comma 1; per un importo complessivopari a 41.600,00 euro;

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici ;

ORDINA

aEnterprise Work s.r.l., già con sede in Roma, Via Ostiense n. 30, e attualmentecon sede in Ariano Irpino (AV), Via Giulio Lusi n. 30, in persona del legalerappresentante pro-tempore, di pagare la somma complessiva di euro 41.600,00(quarantunomilaseicento) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per leviolazioni previste dagli artt. 161 e 162, comma 2-bis, del Codice, incombinato disposto con l'art. 164-bis, comma 1, come indicato in motivazione,frazionandola, in accoglimento alla richiesta di rateizzazione, in 20 ratemensili dell'importo di 2.080,00 euro (duemilaottanta) i cui i cui versamentisaranno effettuati a partire dal giorno 15 del mese successivo a quello in cuiavverrà la notifica della presente ordinanza;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 41.600,00 (quarantunomilaseicento) secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 29 novembre 2012

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia