Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Synergo s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 22 NOVEMBRE 2012

Registro dei provvedimenti
n. 356 del 22 novembre 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, in esecuzione dellarichiesta di informazioni ai sensi dell'art. 157 del Codice in materia diprotezione dei dati personali (di seguito denominato Codice) nr. 3271/53969 del15 febbraio 2010 formulata da questa Autorità, ha svolto gli accertamenti dicui al verbale di operazioni compiute redatto in data 12 e 13 maggio 2010 neiconfronti della Casa di cura privata Pierangeli S.r.l. (ora Synergo s.r.l.),C.F.: 00062520689, con sede in Pescara, piazza Pierangeli n. 1, in persona dellegale rappresentante pro-tempore, dai quali è risultato che la Casa di curaeffettua trattamenti di dati sottoposti all'obbligo di notificazione deltrattamento, fra i quali dati idonei a rivelare sieropositività e dati idonei arivelare malattie infettive e diffusive, e che tale adempimento non è statoottemperato in base a quanto disposto dagli artt. 37, comma 1, lett. b), e 38del Codice;

VISTOil verbale nr. 47 del 7 giugno 2010 con il quale è stata contestata allapredetta Casa di cura la violazione amministrativa prevista dall'art. 163 delCodice, in relazione agli artt. 37 e 38, informandola della facoltà dieffettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n.689/1981;

ESAMINATOil rapporto del Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza predisposto aisensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, relativo al predettoverbale di contestazione, dal quale non risulta essere stato effettuato ilpagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo, pervenuto il 30 luglio 2010, inviato ai sensi dell'art.18 della legge n. 689/1981, nel quale la Casa di cura, oltre a chiedere diessere sentita dall'Autorità e dopo aver riportato quanto già dichiarato in sededi operazioni compiute, ha evidenziato che "nel caso di specie non puòdirsi ricorrente alcuna delle ipotesi previste dal primo comma del menzionatoart. 37": in particolare, con riferimento alla lettera a) dell'art. 37, inquanto presso la stessa non vengono effettuati trattamenti di dati biometrici;circa le ipotesi previste dalla lettera b) in quanto "la Casa di curanon effettua trattamenti di procreazione assistita () non effettua indaginiepidemiologiche () non effettua rilevazione di malattie mentali, infettive ediffusive, sieropositività () non effettua in via diretta monitoraggio dellaspesa sanitaria"; relativamente alle lettere c), d), e) e f), inquanto le ipotesi previste sono tutte riferite a soggetti esercenti attivitàassolutamente diverse rispetto a quella svolta dalla Casa di cura. In secondoluogo, la parte, richiamando quanto dichiarato in sede di operazioni compiutecirca il tentativo di notificazione effettuato agli inizi del 2004 e non andatoa  buon fine in quanto "il sito Internet del Garante erasovraccaricato", ha eccepito che "anche ove fosse ritenutosussistente l'obbligo di notifica, non potrebbe essere contestata la violazioneamministrativa per la documentata ricorrenza di uno stato di forza maggiore cheha impedito la notifica medesima". La Casa di cura ha inoltreprecisato che la sanzione irrogata andrebbe riformulata in virtù del principiotempus regit actum "in forza del quale sono irrilevanti le modifichedelle sanzioni intervenute successivamente alla consumazione dell'illecito".Per i motivi esposti la Casa di cura ha chiesto di archiviare la contestazioneadottata ovvero di ridurre l'importo delle sanzioni irrogate;

VISTOil verbale dell'audizione delle parti tenutasi, ai sensi dell'art. 18 dellalegge n. 689/1981, in data 3 ottobre 2011 nella quale la Casa di cura, nelriportarsi a quanto esposto negli scritti difensivi, ha ribadito "ledue distinte occasioni in cui la Casa di cura ha cercato di ottemperareall'obbligo di notificazione". Da ultimo, la parte ha ribadito larichiesta di applicazione della sanzione nella misura prevista anteriormentealla riforma del 2008 e l'esclusione delle sanzioni accessorie, in particolaredella pubblicazione del provvedimento;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere laresponsabilità della Casa di cura in relazione a quanto contestato. Infatti,con riferimento alle specifiche argomentazioni afferenti la mancata ricorrenza,fra i trattamenti effettuati dalla Casa di cura, delle ipotesi soggette all'obbligodi notificazione al Garante di cui all'art. 37, occorre prendere atto del fattoche, in sede di operazioni compiute, è stato affermato: "conparticolare riferimento ai dati sensibili ovvero sanitari ed idonei a rilevarelo stato di salute dei pazienti, la nostra struttura tratta (..) dati idonei arivelare la vita sessuale () dati idonei a rivelare sieropositività, datiidonei a rivelare malattie infettive e diffusive, dati idonei a rivelaremalattie mentali,(); i dati idonei a rivelare la vita sessuale sono trattatilimitatamente alle notizie anamnestiche per eseguire eventuali trattamentisanitari (); i dati idonei a rivelare le malattie di natura mentale possonoessere acquisiti in caso di concomitanza con altre patologie (); per quantoriguarda le malattie infettive e diffusive raramente presso questa strutturasono state rilevate tali malattie e che la sieropositività viene rilevata solocon il consenso scritto dell'interessato". Dalle stesse affermazionidella Casa di cura emerge con evidenza come dalla stessa siano effettuatitrattamenti previsti fra le ipotesi elencate dall'art. 37, comma 1, lett. b),del Codice, ai sensi del quale devono essere oggetto di notificazione itrattamenti di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessualetrattati in relazione alle diverse finalità di procreazione assistita,prestazione di servizi sanitari per via telematica relativi a banche di dati oalla fornitura di beni, indagini epidemiologiche, rilevazione di malattiementali, infettive e diffusive, sieropositività, trapianto di organi e tessutie monitoraggio della spesa sanitaria. I trattamenti di dati del tipo di quelliposti in essere dalla Casa di cura rientrano nella predetta casistica, come peraltro chiarito con nota dell'Ufficio del Garante, n. 16898, inviataall'Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP) il 10 maggio 2004, al finedi fornire indicazioni e chiarimenti. Circa il secondo motivo eccepito dallaparte e riguardante l'impossibilità di adempiere l'obbligo di notificazione percause di forza maggiore, si fa presente che, nel caso di specie, stantel'asserita esistenza di un sovraccarico del sito Internet dell'Autorità in data28 aprile 2004 che impediva il completamento della procedura online, tuttaviatale difficoltà poteva essere agevolmente superata procedendo alla definizionedella procedura iniziata ovvero all'esperimento di una nuova procedura entro il15 maggio 2004, giusta proroga concessa dall'Autorità e comunicata dall'AIOPalla parte come da allegato agli scritti difensivi e comunque negli anniintercorsi fino alla data dell'ispezione. Relativamente alle eccezionisollevate sulla quantificazione della sanzione contestata e al richiamo postodalla parte al principio del tempus regit actum si fa presente che l'omessanotificazione del trattamento configura un illecito omissivo di naturapermanente, per il quale il momento della consumazione coincide con lacessazione della condotta (effettuazione della notificazione) ovvero con ilmomento in cui la violazione viene accertata e deve, pertanto, ritenersicorretta l'indicazione riportata in atti dal Comando operante;

RILEVATO,quindi, che la Casa di cura ha effettuato un trattamento di dati personali,senza effettuare tempestivamente la notificazione di cui agli artt. 37 e 38 delCodice;

VISTOl'art. 163 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cui agliart. 37 e 38 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daventimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOche, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazioni specifiche chepossano portare a valutazioni di maggiore o minor rigore, nella determinazionedella sanzione può ritenersi corretta l'individuazione di un importo pari alterzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo, in linea conquanto previsto dall'art. 16 della L. n. 689/1981, ferma restando lavalutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11 della medesima legge[cfr. Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054];

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) inordine all'aspetto della gravità, gli elementi dell'intensità dell'elementopsicologico e della modalità concreta della condotta non risultano connotati daelementi specifici, mentre quello, dell'entità del pregiudizio o del pericolodeve essere considerato in termini di aumento della sanzione poiché iltrasgressore è una struttura sanitaria che, in ragione delle prestazionimediche effettuate, si trova a trattare numerosi dati afferenti allo stato disalute e alla vita sessuale degli interessati, nonché dati idonei a rilevare lapresenza di malattie infettive e diffusive;

b) ai fini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, si deve valutare intermini positivi il fatto che la Casa di cura ha provveduto, seppursuccessivamente alla contestazione della violazione amministrativa, allanotificazione in data 7 luglio 2010;

c) circala personalità dell'autore della violazione, deve essere positivamenteconsiderata la circostanza che la Casa di cura non risulti avere precedentispecifici in termini di violazioni alle disposizioni del Codice;

d) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, al fine di commisurare l'importodella sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nel rispetto delprincipio di uguaglianza, si rileva che la Casa di cura, per l'anno 2010,risulta avere conseguito un rilevante valore della produzione;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge n. 689/1981,l'ammontare della sanzione pecuniaria per la violazione dell'art. 163 delCodice nella misura di euro 40.000,00 (quarantamila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

aSynergo s.r.l., già Casa di cura privata Pierangeli s.r.l., con sede inPescara, Piazza Pierangeli n. 1 C.F.: 00062520689, in persona del legalerappresentante pro-tempore, di pagare la somma di euro 40.000,00 (quarantamila)a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione previstadall'art. 163 del Codice;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 40.000,00 (quarantamila), secondole modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione delpresente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a normadall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro iltermine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, inoriginale o in copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 22 novembre 2012

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia