Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Mediabusiness Int. s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 22 NOVEMBRE 2012

Registro dei provvedimenti
n. 355 del 22 novembre 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

CONSIDERATOche, a fronte delle segnalazioni pervenute da Calzaturificio Pegam di PerticariGiorgio & C. s.n.c., datata 1 giugno 2009, e da Agenzia Traslochi Expressdi Bertaggia Paolo, datata 18 settembre 2009, l'Autorità ha adottato, in data26 marzo 2010, un provvedimento nei confronti di Mediabusiness Int. s.r.l. C.F.:04568860961,con sede legale in Milano, via Vittoria Colonna n. 2, in persona del legalerappresentante pro-tempore, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154,comma 1, lett. d) del Codice in materia di protezione dei dati personali (diseguito denominato Codice), volto a far cessare l'invio di comunicazionicommerciali indesiderate in carenza di un valido consenso degli interessati;

VISTAla successiva segnalazione dell'8 gennaio 2010 inviata da A&M Arch. MarcoAntonucci con la quale è stata lamentata la ricezione di numerosi fax di naturapromozionale inviati da Mediabusiness Int. s.r.l.;

RILEVATOche la società Mediabusiness Int. s.r.l., relativamente alle segnalazionipervenute, ha fornito riscontro alle richieste di informazioni dell'Ufficio dichiarandodi fornire l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice "contestualmenteal messaggio di presentazione dell'offerta" e di non aver chiesto ilpreventivo consenso degli interessati all'invio delle comunicazionipromozionali, ritenendo applicabile ai casi di specie l'esonero previstodall'art. 24, comma 1, lett. d), del Codice, giacché rivolge "le proprieofferte solo a soggetti presenti in elenchi telefonici categorici e utilizzasolo dati relativi allo svolgimento di attività economiche";

VISTOil citato provvedimento con il quale il Garante ha dichiarato illecito iltrattamento di dati posto in essere dalla società e ha vietato alla società diinviare comunicazioni promozionali a terzi senza che risulti la provadocumentata di aver acquisito il consenso preventivo, specifico e informatodegli interessati ai sensi dell'art. 130 del Codice, riservandosi, con autonomoprocedimento, la verifica dei presupposti per contestare le violazioniamministrative concernenti l'omesso rilascio dell'informativa agli interessatie l'omessa acquisizione del consenso degli stessi;

VISTAla nota dell'Ufficio del 7 maggio 2010;

VISTOil verbale n. 13104/64356 del 31 maggio 2010 con cui sono state contestate allapredetta società le violazioni amministrative previste dagli artt. 161, inrelazione all'art. 13, e 162, comma 2-bis del Codice, nella formulazioneantecedente alla modifica introdotta con legge 20 novembre 2009, n. 166, chepunisce la violazione delle disposizioni indicate nell'art. 167 del Codice, trale quali quelle di cui all'art. 130 del medesimo Codice;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio predisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24novembre 1981, n. 689, relativo al predetto verbale di contestazione, da cuinon risulta essere stato effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981,con i quali la società ha fatto presente che "in occasione di ognicontatto con gli interessati ha sempre fornito ai medesimi un'informativaampia" e che, con specifico riferimento alla segnalazione inviata dallaTraslochi Express, "la società non solo ha fornito la prescrittainformativa nei confronti del suddetto soggetto economico, ma ha anche ricevutoil consenso documentato per iscritto", allegando a tal proposito ilrelativo documento. Inoltre, la società ha evidenziato che "lacontestazione notificataci l'8 giugno 2010 è intervenuta molti mesi dopo laprima delle segnalazioni indicate nell'atto di contestazione diviolazione" e, alla luce delle considerazioni esposte, ha chiesto che lacontestazione adottata venga annullata ovvero che venga ridotto l'importo dellesanzioni irrogate, consentendo la rateizzazione del pagamento;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere laresponsabilità della società in relazione alle violazioni contestate. Infattila società, a seguito delle richieste di informazioni formulate dall'Autorità,ha dichiarato di fornire l'informativa agli interessati contestualmenteall'invio del messaggio promozionale e di non chiedere all'interessato ilpreventivo consenso all'invio delle proprie comunicazioni: la procedura seguitaè quindi in netto contrasto con quanto disposto dall'art. 13 del Codice, ilquale dispone che l'informativa agli interessati deve essere fornitapreviamente al trattamento stesso, e dall'art. 130, comma 2, del medesimoCodice che prevede, per l'invio di messaggi tramite telefax, il preventivoconsenso informato e specifico dell'interessato. Con riferimento, invece, allasegnalazione di Traslochi Express, per la quale la parte ha dichiarato di averreso l'informativa (allegata alle note di riscontro e agli scritti difensivi),si osserva che l'informativa in oggetto non risulta essere idonea rispetto altrattamento effettivamente realizzato, laddove essa prevede fra le finalità deltrattamento "la normale gestione dei rapporti contrattuali", gli"adempimenti fiscali" e la "gestione dei pagamenti", ma nonl'invio dei messaggi pubblicitari. In ogni caso, si evidenzia che, anche qualorasi ritenesse lecito il trattamento effettuato nei confronti della segnalanteTraslochi Express, la contestazione in esame è scaturita dalla ricezione di tresegnalazioni e che, né per la prima inviata dal calzaturificio Pegam diPerticari Giorgio & C. s.n.c., né per l'ultima di A&M Arch. MarcoAntonucci, la società ha fornito elementi atti a dimostrare che gli interessatiavevano ricevuto un'idonea informativa e che avevano prestato il proprioconsenso libero, specifico e informato. Con riferimento alla seconda eccezioneformulata dalla parte, relativa ai tempi di adozione della contestazione, si fapresente che il dies a quo per la notificazione della contestazione vacorrettamente individuato nella data di accertamento della violazione e questadeve intendersi non come il momento in cui è accertato il fatto nella suamaterialità, ma come la data in cui sono state acquisite e valutate tutte lecircostanze di fatto e gli elementi di diritto rilevanti ai finidell'individuazione di una condotta sanzionata quale illecito amministrativo.[cifr. Cass. Civ. 12830/06 e Cass. Sez. lav. 3115/04]. Nel caso in esame,avendo le istruttorie dato luogo ad un provvedimento del Garante, la violazioneè stata accertata nella data in cui tale provvedimento è stato adottato dall'Autorità,ovvero il 26 marzo 2010; alla luce di quanto precede, la notificazione dellacontestazione è quindi avvenuta correttamente entro 90 giorni da tale data,ovvero l'8 giugno 2010;

RILEVATOche la società ha quindi effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice) inviando fax di natura promozionale senzarendere un'idonea informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice e senzaacquisire il consenso di cui all'art. 130 del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione dell'art. 13 del medesimoCodice con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimilaeuro a trentaseimila euro;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice, nella formulazione antecedente allamodifica introdotta con legge 20 novembre 2009, n. 166, che punisce laviolazione delle disposizioni indicate nell'art. 167 del Codice, tra le qualiquelle di cui all'art. 130 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativadel pagamento di una somma da ventimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenze dellaviolazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOdi dover determinare l'ammontare della sanzione pecuniaria, avuto riguardo aiparametri indicati nell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n. 689, valutatianche in relazione all'opera svolta dall'agente, alla gravità della violazionee alle condizioni economiche del contravventore, per la violazione previstadall'art. 161 nella misura di euro 6.000,00 (seimila) e per la violazioneprevista dall'art. 162, comma 2-bis nella misura di euro 20.000,00 (ventimila),per un importo complessivo di euro 26.000,00 euro (ventiseimila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

aMediabusiness Int. s.r.l. C.F.:04568860961, con sede legale in Milano, viaVittoria Colonna n. 2, in persona del legale rappresentante pro-tempore, dipagare la somma complessiva di euro 26.000,00 (ventiseimila) a titolo disanzione amministrativa pecuniaria per la violazione prevista dagli artt. 161 e162, comma 2-bis, del Codice, come indicato in motivazione, frazionandola, inaccoglimento alla richiesta di rateizzazione, in 10 rate mensili dell'importodi 2.600,00 euro (duemilaseicento) i cui i cui versamenti saranno effettuati apartire dal giorno 15 del mese successivo a quello in cui avverrà la notificadella presente ordinanza.

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 26.000,00 (ventiseimila) secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 22 novembre 2012

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia