Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Abbanoa s.p.a.

PROVVEDIMENTO DEL 4 OTTOBRE 2012

Registro dei provvedimenti
n. 268 del 4 ottobre 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

ESAMINATOil rapporto amministrativo predisposto dalla Guardia di finanza, Compagnia diNuoro, ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, relativo alverbale di contestazione amministrativa n. 1 redatto in data 16 febbraio 2010,nei confronti di Abbanoa s.p.a., con sede in Nuoro, in via Straullu n. 35,nella persona del legale rappresentante pro tempore, per violazione dell'art.13 del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.lgs. 30 giugno2003, n. 196);

RILEVATOche la Compagnia della Guardia di finanza di Nuoro, in esecuzione dellarichiesta di informazioni ai sensi dell'art. 157 del Codice (prot. nr. 19996/Udel 16 settembre 2009) formulata da questa Autorità, ha svolto l'attività dicontrollo formalizzata nel verbale di operazioni compiute redatto alle datedell'11, 15, 16 e 26 febbraio 2010, nell'ambito della quale à stato accertato,tra l'altro, che la società effettua un trattamento di dati personali tramitequattro distinti sistemi di videosorveglianza, due dei quali presso le sedi diCagliari e Nuoro e i restanti due presso gli impianti di Cagliari e di Sedili(Ss), senza rendere l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice e secondo leprescrizioni contenute nel provvedimento in materia di videosorveglianza invigore all'epoca dei fatti, attualmente regolate nel distinto provvedimento delGarante datato 8 aprile 2010;

RILEVATO,altresì, che nell'ambito della medesima attività di controllo à stato ancheaccertato che Abbanoa s.p.a. non ha posto in essere alcune delle misure minimedi sicurezza di cui all'art. 33 del Codice;

VISTIi verbali (che qui si intendono integralmente richiamati) nn. 1 e 2 datati 16febbraio 2010, con i quali sono state contestate alla predetta società,rispettivamente, la violazione amministrativa prevista dall'art. 161 inrelazione all'art. 13 del Codice e la violazione di cui all'art. 162, comma2-bis, in relazione all'art. 33 del Codice, informandola della facoltà dieffettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n.689/1981, previsto per la sola violazione sanzionata dall'art. 161;

RILEVATOdal predetto rapporto che non risulta essere stato effettuato il pagamento inmisura ridotta, ove previsto;

RILEVATO,altresì, che il trasgressore non risulta essersi avvalso delle facoltà previstedall'art. 18 della legge 689/81 (non avendo inviato all'Autorità scrittidifensivi e documenti e non avendo chiesto di essere sentito);

RILEVATOche la società ha effettuato un trattamento di dati personali (art. 4, comma 1,lett. a) e b), del Codice) per mezzo di quattro distinti sistemi divideosorveglianza, senza rendere un'idonea informativa agli interessati aisensi dell'art. 13 del Codice, tenuto anche conto delle prescrizioni contenutenel provvedimento in materia di videosorveglianza in vigore all'epoca deifatti, attualmente regolate nel distinto provvedimento del Garante datato 8aprile 2010;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daseimila euro a trentaseimila euro;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'art. 33 del Codice con la sanzione amministrativadel pagamento di una somma da diecimila euro a centoventimila euro;

RITENUTOche, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazioni specifiche chepossano portare a valutazioni di maggiore o minor rigore, nella determinazionedella sanzione può ritenersi corretta l'individuazione di un importo pari alterzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo, in linea conquanto previsto dall'art. 16 della L. n. 689/1981, ferma restando lavalutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11 della medesima legge(Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054);

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, della gravità della violazione, dell'opera svolta dall'agente pereliminare o attenuare le conseguenze della stessa, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a)  inordine all'aspetto della gravità, relativamente alla contestazione di cuiall'art. 162, comma 2-bis, gli elementi dell'entità del pregiudizio o delpericolo, dell'intensità dell'elemento psicologico e delle modalità concretedella condotta non sono connotati da elementi specifici, mentre, riguardo ilsolo illecito di cui all'art. 161, le modalità concrete della condottarisultano caratterizzate dalla circostanza che il contravventore non ha resoalcuna informativa in ben quattro diverse sedi ove operavano altrettantisistemi di videosorveglianza composti, complessivamente, da oltre 50telecamere;

b)  aifini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, la società ha ottemperatoalle prescrizioni impartite dall'Autorità nell'ambito del procedimento di cuiall'art. 169, comma 2 del Codice, ma non ha fornito alcun riscontro circal'adozione di accorgimenti utili ad eliminare le conseguenze della violazionedi cui all'art. 161 del Codice;

c)  circala personalità dell'autore della violazione, deve essere positivamenteconsiderata la circostanza che la società non risulti avere precedentispecifici in termini di violazioni alle disposizioni del Codice;

d)  inmerito alle condizioni economiche dell'agente, al fine di commisurare l'importodella sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nel rispetto delprincipio di uguaglianza, si rileva che la società, per l'anno 2010, risultaaver conseguito un cospicuo valore della produzione;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredella sanzione pecuniaria di cui all'art. 161 del Codice nella misura pari aeuro 18.000,00 (diciottomila) e quello della sanzione di cui all'art. 162,comma 2 bis, nella misura di euro 10.000,00 euro (diecimila), per un importocomplessivo pari a euro 28.000,00 (ventottomila);

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

ORDINA

allaAbbanoa s.p.a., con sede in Nuoro, in via Straullu n. 35, nella persona dellegale rappresentante pro tempore, di pagare la somma di euro 28.000,00(ventottomila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per le violazionipreviste dall'art. 161 e dall'art. 162, comma 2 bis del Codice;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 28.000,00 (ventottomila) secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 4 ottobre 2012

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia