Garante per la protezione
    dei dati personali


Videosorveglianza in un'azienda

PROVVEDIMENTO DEL 4 OTTOBRE 2012

Registro dei provvedimenti
n. 267 del 4 ottobre 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clericie della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

ESAMINATAla documentazione in atti;

VISTOil d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei datipersonali);

VISTOil provvedimento generale del Garante dell'8 aprile 2010, in materia ditrattamento di dati personali effettuato tramite sistemi di videosorveglianza(G.U. n. 99 del 29 aprile 2010);

VISTOil verbale di accertamento ispettivo del 7 marzo 2012 avente ad oggetto iltrattamento di dati personali effettuato mediante un impianto divideosorveglianza installato presso Commdata s.r.l., con sede in Pescara,società che effettua per conto terzi attività di call center, dal quale emergeche:

- il sistema di videosorveglianza è composto di quattro telecamere (tuttebrandeggiabili e dotate di zoom), tre delle quali riprendono "il localedove sono posizionate le postazioni computer" presso le quali operanoi dipendenti della società; la quarta riprende l'area antistante la porta diaccesso alla sede della società (cfr. verb. 7 marzo 2012, p. 2 e documentazionefotografica allo stesso allegata);

- "letre telecamere interne rilevano anche l'audio";

- adetta della società, previa autenticazione, un tecnico manutentore (convocatoin caso di necessità) – non designato né responsabile né incaricato deltrattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice – può visualizzare leimmagini, che allo stato non formano oggetto di registrazione;

- "lefinalità del trattamento sono da ricondursi esclusivamente a motivazioni dideterrenza di eventuali fatti illeciti ed alla tutela del patrimonioaziendale";

- adetta del rappresentante della società, "le immagini non sono state maivisualizzate" e "di norma [] non vengono visualizzate danessuno";

-"non è stato siglato l'accordo sindacale né è stata interessata ladirezione provinciale del lavoro in quanto il sistema installato, allo statoattuale, non prevedendo la registrazione delle immagini, bensì la meravisualizzazione delle stesse ed essendo stato installato per la tutela delpatrimonio aziendale non viene in nessun caso utilizzato per un eventualecontrollo a distanza dei lavoratori";

-l'informativa agli interessati viene resa mediante apposito cartello "posizionatoall'ingresso dei locali e prima di entrare nel raggio d'azione delleriprese" sprovvisto di indicazioni circa la titolarità del trattamentoe le finalità del medesimo, profili per i quali la Guardia di Finanza –Nucleo speciale privacy ha già provveduto alla contestazione della relativaviolazione amministrativa;

RILEVATOche il sistema di videosorveglianza installato all'interno della società è ingrado di riprendere l'attività dei lavoratori captando altresì l'audio diquanto accade negli ambienti destinati allo svolgimento dell'attivitàlavorativa;

RILEVATOquanto ribadito da questa Autorità nel menzionato provvedimento generale dell'8aprile 2010 (punto 4.1), secondo cui "non devono [] essere effettuateriprese al fine di verificare l'osservanza dei doveri di diligenza stabilitiper il rispetto dell'orario di lavoro e la correttezza nell'esecuzione dellaprestazione lavorativa";

RITENUTOche le tre telecamere interne, corredate dal relativo sistema di ripresa audio,consentono il controllo a distanza dell'attività dei lavoratori vietatodall'art. 4, comma 1, l. n. 300/1970, la cui osservanza costituisce presuppostoindefettibile per la liceità e correttezza del trattamento di dati personali,ai sensi degli artt. 11, comma 1, lett. a), e 114 del Codice (cfr., da ultimo,Provv.ti del 10 novembre 2011 (1) e 10 novembre 2011 (2) e 17 novembre 2011 (1)e 17 novembre 2011 (2); 14 aprile 2011);

RITENUTOinoltre che il trattamento di dati personali effettuato mediante il sistema dirilevazione dell'audio, anche a prescindere dai possibili riflessi penali (inragione di quanto previsto dall'art. 4 della legge n. 300/1970, richiamatodall'art. 114 del Codice, nonché ai sensi degli artt. 617, 617 bis e 623 bisc.p.), la cui valutazione è comunque rimessa all'autorità giudiziaria (cfr.anche Provv. 2 ottobre 2008), in assenza di idonei e comprovati elementi (allostato non desumibili in atti) non risulta comunque conforme ai principi postidall'art. 11 del Codice e, segnatamente, ai principi di liceità, pertinenza enon eccedenza;

CONSIDERATO,inoltre, che, ai sensi dell'art. 4, comma 2, l. n. 300/1970, "gli impiantie le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzativee produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilitàdi controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installatisoltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, inmancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, suistanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, oveoccorra, le modalità per l'uso di tali impianti";

RITENUTOche, nel caso di specie, al di là della ritenuta violazione del principio diliceità del trattamento effettuato in violazione dell'art. 4, comma 1, l. n.300/1970, non risultano comunque provate in atti le prescritte esigenzeconnesse all'organizzazione o alla sicurezza del lavoro ovvero alla produzione,né, in ogni caso, è stata data attuazione agli adempimenti previsti dall'art.4, comma 2, l. n. 300/1970 (cfr. in termini Cass., 17 giugno 2000, n. 8250);

RILEVATO,inoltre, che il divieto di controllo a distanza dell'attività lavorativa nonviene meno in ragione della circostanza che lo stesso possa essere discontinuo,né è escluso dalla circostanza che le telecamere "siano state soloinstallate ma non ancora funzionanti" (cfr. Cass., 6 marzo 1986, n.1490 richiamata in senso adesivo da Cass., 16 settembre 1997, n. 9211) ovveroper il fatto che i lavoratori siano al corrente dell'esistenza del sistema divideosorveglianza (cfr. Cass., 18 febbraio 1983, n. 1236);

CONSIDERATOche il Garante ha il compito di disporre il divieto del trattamento ai sensidegli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1, lett. d), del Codice in casodi trattamento di dati illecito o non corretto;

RITENUTO,pertanto, nelle more dell'eventuale espletamento degli adempimenti previsti dalmenzionato art . 4, di dover disporre nei confronti della società il divietodel trattamento dei dati personali effettuato a mezzo del sistema divideosorveglianza nonché delle apparecchiature di rilevazione dell'audiocollocati all'interno dell'azienda;

RILEVATOche nessuna designazione, in qualità di incaricato ovvero di responsabile deltrattamento, risulta essere stata effettuata rispetto ai soggetti che possonoutilizzare il sistema di videosorveglianza (con riferimento all'area di accessoalla sede della società);

RITENUTOpertanto che la società debba provvedere alla  designazione, qualiincaricati o, se del caso, responsabili del trattamento, rispettivamente aisensi degli artt. 30 e 29 del Codice, dei soggetti che possono legittimamenteaccedere al sistema di videosorveglianza, impartendo agli stessi le necessarieistruzioni;

RILEVATOche, in caso di inosservanza del presente provvedimento, si renderannoapplicabili le sanzioni di cui agli artt. 162, comma 2-ter e 170 del Codice;

RITENUTOdi dover disporre la trasmissione degli atti e di copia del presenteprovvedimento all'autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza inordine agli illeciti penali che riterrà eventualmente configurabili (cfr. Cass.pen., sez. III, 18 ottobre 2010, n. 37171; Cass. pen., sez. III, 24 settembre2009, n. 40199);

VISTEle osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CI PREMESSO, IL GARANTE

neiconfronti di COMMDATA s.r.l.:

1.dichiara illecito, nei termini di cui in motivazione, il trattamento effettuatoa mezzo del sistema di videosorveglianza collocato all'interno dell'aziendanonché mediante apparati di rilevazione dell'audio, con la conseguenteinutilizzabilità dei dati trattati in violazione di legge ai sensi dell'art.11, comma 2 del Codice, e, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c), 144 e154, comma 1, lett. d), del Codice, vieta tale trattamento di dati personali;

2.prescrive, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b), 144 e 154, comma 1,lett. c), del Codice, di designare quali incaricati o, se del caso,responsabili del trattamento, i soggetti che possono legittimamente accedere alsistema di videosorveglianza, impartendo agli stessi le necessarie istruzioni;

3.dispone la trasmissione degli atti e di copia del presente provvedimentoall'autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza in ordine agliilleciti penali che riterrà eventualmente configurabili.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 4ottobre 2012

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia