Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi  BT Italia s.p.a.

PROVVEDIMENTO DEL 6 SETTEMBRE 2012

Registro dei provvedimenti
n. 239 del 6 settembre 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante predisposto ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981, n. 689, relativo al verbale di contestazione perviolazione amministrativa redatto in data 2 febbraio 2010 nei confronti di BTItalia s.p.a., con sede in Milano, Via Tucidide n. 56, in persona del legalerappresentante pro-tempore, per la violazione dell'art. 157 del Codice inmateria di protezione dei dati personali (di seguito denominato Codice);

VISTEle numerose segnalazioni pervenute all'Autorità e inerenti la ricezione di faxindesiderati di natura promozionale inviati, tra gli altri, da BT Italias.p.a.;

VISTAla richiesta di informazioni dell'Ufficio, formulata ai sensi dell'art. 157 delCodice (prot. n. 22341/63305 del 13 ottobre 2009), con cui la società BT Italiaè stata invitata a fornire "() le titolarità dei numeri di seguitoelencati: 848782001 – 02 94195009 – 02 94195014 – 02 94195026– 06 87435000 – 06 87435555", indicando il termine peradempiere e le conseguenze, previste dall'art. 164 del medesimo Codice, in casodi inottemperanza alla medesima richiesta;

CONSIDERATOche la citata richiesta di informazioni risulta ritualmente notificata medianteraccomandata il cui avviso di ricevimento è agli atti del fascicolo;

VISTOil verbale n. 2316/63305 del 2 febbraio 2010 con cui è stata contestata a BTItalia s.p.a. la violazione prevista dall'art. 164 del Codice, in relazioneall'art. 157, per non aver dato riscontro alla richiesta di informazioniformulata dall'Autorità;

RILEVATOche la parte è stata informata della facoltà di effettuare il pagamento inmisura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981 e che dal citatorapporto non risulta essere stato effettuato tale pagamento;

VISTOlo scritto difensivo inviato in data 18 marzo 2010 ai sensi dell'art. 18 dellalegge n. 689/1981, con il quale la società ha rilevato la tardività dellanotifica del verbale di contestazione, in violazione di quanto dispostodall'art. 14 della legge n. 689/1981. Infatti, secondo la parte, "() il completoaccertamento del fatto si verifica senza ombra di dubbio nel momento in cui,decorso il termine assegnato dall'Autorità procedente al fine dell'ottenimentodel riscontro richiesto, quest'ultimo non venga ritualmente effettuato".Nel caso di specie, poiché il termine entro cui la società avrebbe dovutofornire riscontro era il 30 ottobre 2009, "l'eventuale compiuta violazionesarebbe da collocarsi in data 31 ottobre 2009"; da ciò, la nullitàdell'atto di contestazione, notificato ben oltre il termine di 90 giorni dalladata dell'accertamento del fatto. Inoltre, secondo costante giurisprudenza(T.A.R. Lazio, sez. III, 5 dicembre 2007 n. 12490), la legittimità della duratadell'accertamento deve essere valutata in relazione al caso concreto e in basealla complessità delle indagini. La società ha poi sostenuto l'invalidità dellacontestazione in oggetto, in quanto adottata in violazione degli artt. 1, comma2, e 18 della legge n. 241/1990, poiché "() l'Autorità procedente, già inpossesso di parte dei documenti attestanti i fatti oggetto di richiesta,null'altro avrebbe dovuto fare se non valersi dei medesimi  - in quanto giàin possesso – ai fini dell'acclaramento dei fatti oggetto diindagine". Infine, è stata sostenuta la violazione dell'art. 1, comma 1,della legge n. 241/1990 e degli artt. 1175 e 1375 c.c., per non avere l'Autoritàagito nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, pubblicità etrasparenza, oltre che del principio generale di buona fede in quanto "()nessun sollecito medio tempore o avviso in cui si evidenziasse il fatto chel'Autorità procedente era ancora in attesa di riscontro () era inviato a BTItalia";

VISTAla nota del 7 marzo 2011, con cui la società ha dichiarato di voler rinunciareall'audizione di cui all'art. 18 della legge n. 689/1981;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee per escludere laresponsabilità della società in relazione a quanto contestato. Infatti,diversamente da quanto ritenuto, il momento dell'accertamento della violazione,a partire dal quale decorre il termine di 90 giorni per la notifica dellacontestazione, non necessariamente coincide con quello della commissione dellaviolazione, come avvenuto nel caso di specie, in cui la data dell'accertamento èstata individuata nel verbale di contestazione con quella della nota internadel 29 gennaio 2010. A quella data, infatti, sono stati compiuti tutti iriscontri documentali necessari a verificare che non era stato fornitoriscontro alla richiesta di informazioni. La contestazione è stata, dunque,notificata nel rispetto dei termini di cui all'art. 14 della legge n. 689/1981(Cass. Civ., Sez. lav. n. 5467/2008). Sulla base di quanto argomentato, risultainfondato anche quanto dedotto dalla società in riferimento agli artt. 1, comma2, e 18 della legge n. 241/1990, atteso che l'Autorità non ha mai ricevutoalcuna informazione in merito alle utenze telefoniche menzionate nellarichiesta di informazioni, ad eccezione dell'utenza n. 848782001, di cui lasocietà ha indicato la titolarità con la nota del 28 agosto 2008, a seguito diun'altra richiesta di informazioni di questo Ufficio (prot. n. 18701/55195 del13 agosto 2008). Inoltre, risulta inconferente sia il richiamo agli artt. 1175e 1375 c.c. (che si riferiscono rispettivamente all'adempimento delleobbligazioni e alle disposizioni generali in materia di adempimento delcontratto che nulla hanno a che vedere con la materia in trattazione), siaquanto rilevato circa l'inosservanza di quanto previsto dall'art. 1, comma 1,della legge n. 241/1990, atteso che la condotta dell'Autorità, disciplinata dalregolamento n. 1/2007 (concernente le procedure interne all'Autorità stessaaventi rilevanza esterna, finalizzate allo svolgimento dei compiti demandati alGarante) si svolge nel pieno rispetto dei principi del citato art. 1, comma 1della legge n. 241/1990 in relazione ai quali, peraltro, la richiesta diinformazioni n. 22341/63305 del 13 ottobre 2009 riporta esplicitamente leconseguenze sanzionatorie connesse al mancato riscontro;

VISTOl'art. 164 del Codice, che punisce chiunque omette di fornire le informazioni odi esibire i documenti richiesti dal Garante ai sensi dell'art. 157, con lasanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro asessantamila euro;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOche, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazioni specifiche chepossano portare a valutazioni di maggiore o minor rigore, nella determinazionedella sanzione può ritenersi corretta l'individuazione di un importo pari alterzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo, in linea conquanto previsto dall'art. 16 della L. n. 689/1981, ferma restando lavalutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11 della medesima legge(Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054);

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) in ordineall'aspetto della gravità, la violazione non può essere considerata di lieveentità se posta in relazione all'entità del pregiudizio e del pericolo, allemodalità concrete della condotta e all'intensità dell'elemento psicologico;

b) aifini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, si rileva che la societàha fornito i chiarimenti richiesti solo a seguito dell'attività di controlloeffettuata dalla Guardia di finanza;

c) circala personalità dell'autore della violazione, deve essere considerata conparticolare serietà la circostanza che la società ha un precedente per unaidentica violazione alle disposizioni del Codice;

d) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, invece, al fine di commisurarel'importo della sanzione alla reale capacità economica del trasgressore nelrispetto del principio di uguaglianza, si deve tenere conto del cospicuo volumed'affari della società;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredella sanzione pecuniaria nella misura di euro 25.000,00 (venticinquemila);

VISTOl'art. 164-bis, comma 4, del Codice che prevede che le sanzioni amministrativedi cui al Titolo III, Capo I, del Codice possono essere aumentate fino alquadruplo quando possono risultare inefficaci in ragione delle condizionieconomiche del contravventore;

RILEVATOche l'applicazione della predetta sanzione nei confronti di BT Italia s.p.a.risulterebbe inefficace, in ragione del volume d'affari rilevabile dal bilanciodell'anno 2011;

RITENUTOche, nel caso di specie, ricorrano le condizioni per applicare l'aumentoprevisto dall'art. 164-bis, comma 4, del Codice nella misura, ritenuta congrua,pari a euro 75.000,00 (settantacinquemila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

a BTItalia s.p.a., con sede in Milano, Via Tucidide n. 56, in persona del legalerappresentante pro-tempore, di pagare la somma di euro 75.000,00(settantacinquemila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per laviolazione prevista dall'art. 164 del Codice indicata in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 75.000,00 (settantacinquemila)secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 6 settembre 2012

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia