Garante per la protezione
    dei dati personali


Divieto delladiffusione in servizi giornalistici di immagini lesive della dignità e dellariservatezza personali

PROVVEDIMENTO DEL 5GIUGNO 2011

Registro dei provvedimenti
n. 179 del 5giugno 2012

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. MauroPaissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele DePaoli, segretario generale;

VISTO il reclamo pervenuto in data 10 aprile 2012 da parte dell'avv.Stefano Panconesi, in nome e per conto della signora XY;

VISTE le deduzioni formulate da RTI Gruppo Mediaset S.p.A. il 10maggio 2012;

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni del segretario generale ai sensi dell'art. 15del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Mauro Paissan;

PREMESSO

La signora XY ha presentato un reclamo a questa Autorità, pervenuto il10 aprile 2012, con il quale ha lamentato una possibile violazione dellanormativa in materia di protezione dei dati personali in relazione alladiffusione, nel corso di alcuni servizi giornalistici di telegiornali delgruppo Mediaset, di una immagine che la ritrae al momento dell'arresto,trasmessa in occasione di successivi diversi episodi di maltrattamenti a dannodi minori non imputabili alla reclamante. In particolare, secondo il reclamo,tale immagine sarebbe stata trasmessa nel TG5 del 20 marzo 2012 alle ore 13:00e alle ore 20.00; a Studio Aperto del medesimo giorno alle ore 18:30, nel TG5del 21 marzo 2012 alle ore 8:00; nonché, il 23 febbraio 2012, durante il TG5delle 13.

La reclamante ha precisato che l'immagine si riferiva all'arrestoavvenuto nel dicembre 2009 con l'imputazione di maltrattamenti a danno diminori all'interno dell'asilo "KW" di JH e che fu, allora,ripetutamente trasmessa da molte trasmissioni televisive a livello nazionale.

A distanza di due anni, il 28 aprile 2011, la signora XY avevapresentato al Garante una segnalazione lamentando la diffusione, nel corsodella trasmissione "Mattino Cinque", andata in onda su Canale 5 il 25marzo 2011, di immagini riguardanti il suo arresto a corredo di un altroepisodio di maltrattamenti a danno di minori avvenuto in un diverso asilo.

A seguito della suddetta segnalazione, il Dipartimento comunicazioni ereti telematiche di questa Autorità, con lettera del 19 gennaio 2012, avevainvitato RTI Gruppo Mediaset a non diffondere più tale immagine, nonritenendola essenziale in relazione "alle finalità informative delservizio".

In replica alla richiesta di elementi del 10 aprile 2012 formulata inseguito al reclamo presentato nella medesima data, RTI Gruppo Mediaset S.p.A.ha evidenziato, con deduzioni del 10 maggio, che il Garante, nella precedenteistruttoria, aveva ritenuto conforme al requisito della essenzialitàdell'informazione la spendita del nome della protagonista del fatto e hasostenuto che tale requisito sussista anche per l'immagine della protagonistain quanto "l'interesse pubblico alla conoscenza del fatto riguardaanche la collegata identità dei protagonisti e la loro immagine, perché talidati costituiscono non altro che elementi del fatto e non dettagli informativiinessenziali o incongrui".

Detta società ha precisato, infine, che l'immagine è stata ripropostasolo in tre dei servizi menzionati nel reclamo: nel corso del TG 5 delle ore13,00 e delle ore 20,00 trasmessi il 20 marzo 2012 e del TG 5 del 21 marzo2012, edizione delle ore 8,00.

OSSERVA

Il trattamento dei dati in esame rientra tra quelli per i quali operala particolare disciplina del Codice in materia di protezione dei datipersonali (d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 – di seguito"Codice") prevista per l'attività giornalistica e altre manifestazionidel pensiero (artt. 136 e ss. del Codice) e del codice di deontologia relativo al trattamento dei datipersonali nell'esercizio dell'attività giornalistica, allegato A1 alCodice. Essa, in particolare, permette al giornalista di raccogliere ediffondere dati personali, anche senza il consenso dell'interessato, ma sulpresupposto dell'"essenzialità dell'informazione riguardo a fatti diinteresse pubblico" (cfr. artt. 5 e 8 del codice di deontologiarelativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attivitàgiornalistica).

Al riguardo se è vero che il Garante ha più volte affermato che i datirelativi a persone sottoposte a indagini di regola possono essere pubblicati,fatti salvi i divieti di diffusione ricavabili dalle disposizionidell'ordinamento processuale penale vigente in relazione all'attività diindagine (artt. 114 e 329 c.p.p.), nel reclamo in esame si contesta ladiffusione della immagine della signora XY in un momento particolare qualequello che la ritrae al momento dell'arresto nell'ambito di fatti di cronacadiversi da quelli nei quali è imputata la stessa.

In un servizio televisivo volto a riferire della vicenda relativa aimaltrattamenti avvenuti nell'asilo KW di JH, l'immagine della signora XYpotrebbe essere legittimamente utilizzata in quanto il riferimento ad essapotrebbe risultare coerente con le finalità informative del servizio.Considerazioni diverse devono, invece, essere svolte nel caso in esame. Iservizi televisivi nei quali sono state diffuse dette immagini, infatti, eranovolti a dare notizia di un altro episodio di maltrattamenti a danno di minori:in tali casi, l'uso di tale immagine della signora XY non può ritenersiessenziale rispetto alla finalità informativa del diverso episodio. Taliservizi avrebbero potuto documentare ugualmente i fatti accaduti, omettendo ladiffusione di tale particolare immagine.

Pertanto il Garante rileva la illiceità del trattamento in esame, inquanto la ripetuta diffusione dell'immagine della signora XY al momentodell'arresto lede la riservatezza e la dignità della medesima, senza chesia rinvenibile alcun rilevante e attuale interesse pubblico alla diffusione ditale immagine (cfr. art. 8 del codice di deontologia sopra cit.).

Sulla base delle suesposte considerazioni si deve quindi concludereche la diffusione dell' immagine della signora XY sia avvenuta in contrasto conla vigente normativa.

Il Garante, ai sensi degli artt. 139, comma 5, 143, comma 1, lett. b)e 154, comma 1, lett. c), vieta a RTI Gruppo Mediaset S.p.A., in qualità dititolare del trattamento, di diffondere ulteriormente, anche tramite il sitoInternet della predetta Società, l'immagine della signora XY che la ritrae almomento dell'arresto in servizi giornalistici diversi da quello che la riguardadirettamente.  Ciò, tenendo presente che, in caso di inosservanza deldivieto disposto con il presente provvedimento, si renderà applicabile lasanzione di cui all'art. 170 del Codice.

TUTTO CIŅ PREMESSO, ILGARANTE:

dispone, nei termini di cui in motivazione, ai sensi degli artt. 139,comma 5, 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1, lett. c), nei confronti diMediaset S.p.A., in qualità di titolare del trattamento, il divieto didiffondere ulteriormente anche tramite il sito Internet della predetta Società,l'immagine della signora XY che la ritrae al momento dell'arresto in servizigiornalistici diversi da quello che la riguarda direttamente.

Ai sensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011,avverso il presente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria ordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogoove ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine ditrenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero disessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 5 giugno 2012

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Paissan

Il segretario generale
De Paoli